Il giorno dell’equinozio non ha esattamente 12 ore di luce in Italia.
A Roma e Milano il 23 settembre 2026 (equinozio d’autunno alle 02:05) il Sole resta sopra l’orizzonte per circa 12 ore e 7–11 minuti, non 12 ore precise.
L’equinozio è l’istante in cui il centro del Sole attraversa l’equatore celeste. In teoria, senza atmosfera e considerando il Sole come un punto, il dì durerebbe 12 ore ovunque (tranne ai poli). Nella realtà succedono due cose:
- Il Sole è un disco (circa 0,5° di diametro): alba e tramonto si definiscono quando il bordo superiore tocca l’orizzonte, non il centro.
- L’atmosfera rifrange la luce: il Sole appare un po’ più alto di quanto non sia geometricamente, quindi lo vedi prima all’alba e più a lungo al tramonto.
Questi due effetti insieme allungano il dì di circa 7–10 minuti alle latitudini italiane.
Il 23 settembre 2026
- Roma (~41,9°N): alba circa 6:58, tramonto circa 19:05 → circa 12 ore e 7 minuti.
- Milano (~45,5°N): alba circa 7:10–7:11, tramonto circa 19:19–19:21 → circa 12 ore e 8–11 minuti.
I valori variano di 1–2 minuti a seconda della fonte e del modello matematico di rifrazione usato, ma tutti coincidono sul fatto che è più di 12 ore.
Quando arrivano davvero le 12 ore esatte?
Si chiama equiluce. In autunno arriva qualche giorno dopo l’equinozio (le giornate si stanno accorciando).
A Roma e Milano cade intorno al 25–26 settembre 2026, quando la durata del dì scende a circa 12 ore e 00 minuti.
In primavera succede il contrario: l’equiluce precede l’equinozio di marzo di 2–3 giorni.
Quindi “equinozio = 12 ore di luce” è una buona approssimazione da manuale, ma non è letteralmente vero. La differenza è piccola, ma misurabile.