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C’è un fattore che sta creando molta confusione nelle persone non esperte del settore. Un’evidenza che spesso viene mostrata e citata per minimizzare il Riscaldamento Globale. La fusione sempre più rapida dei ghiacciai alpini sta portando alla luce numerosi oggetti rimasti sepolti nel ghiaccio per decenni. Negli ultimi anni sono riemersi moltissimi reperti risalenti alla Prima Guerra Mondiale, tra cui baracche, armi, vestiti e persino resti umani. Senza contare qualcosa di più recente. Giusto un mese fa, per esempio, sul Monte Bianco sono stati recuperati numerosi rifiuti di plastica e vetro risalenti agli anni Ottanta.

L’errore che si commette

Alla luce di quanto esposto a inizio articolo, potrebbe venir fuori una considerazione banale. La comparsa di questi oggetti indica che i ghiacciai stiano semplicemente tornando alle condizioni che avevano quando i reperti furono abbandonati, quindi anche durante la Seconda Guerra Mondiale e negli anni Ottanta il ghiaccio era sottile come oggi. Niente di più falso! C’è un grosso errore di fondo. Il loro riemergere non significa che lo spessore e l’estensione delle masse glaciali siano tornati ai livelli di un secolo fa, come spieghiamo anche in questo approfondimento su un problema che viene spesso minimizzato. Per chiarire meglio la situazione, dobbiamo illustrare ai nostri lettori come un ghiacciaio vive nel corso dei decenni.

I ghiacciai sono nastri trasportatori

Ce l’hanno insegnato alla scuola materna e alle medie. I ghiacciai si formano nelle zone più elevate delle montagne, dove la neve che si accumula durante l’inverno è superiore a quella che fonde durante l’estate. Nel corso di molti anni, generalmente una decina o più, gli strati nevosi vengono progressivamente compressi dal peso di quelli soprastanti e si trasformano in ghiaccio. Si chiama zona di alimentazione.

Più in basso si trova invece l’area di ablazione, dove il ghiaccio viene perso soprattutto attraverso la fusione o, in alcuni casi, passando direttamente allo stato di vapore. Tra le due zone si trova il limite delle nevi perenni, area in cui la Dama Bianca riesce a resistere mediamente anche all’estate.

Quello che sta accadendo negli ultimi anni è il seguente problema. Quando la quantità di neve e ghiaccio persa nella zona di ablazione supera quella accumulata nella parte superiore, il ghiacciaio presenta un bilancio di massa negativo e tende a ridursi. È una situazione sempre più frequente in molte aree del mondo a causa dell’aumento medio delle temperature globali, con lo zero termico che ormai staziona per mesi a quote estreme. Ed ecco qui l’arcano. Il ghiaccio non rimane fermo. Sotto l’effetto della gravità, il ghiacciaio scorre lentamente verso valle, deformandosi e trasportando con sé anche materiali e oggetti rimasti intrappolati al suo interno. Per questo motivo lo possiamo assimilare a una sorta di nastro trasportatore e quindi è qualcosa di vivo, che si muove in maniera lentissima e che può far spostare alcuni oggetti nel corso dei decenni.

Come riemergono gli oggetti sepolti

In passato, gli oggetti persi o abbandonati ad alta quota, per esempio durante la Prima Guerra Mondiale, venivano rapidamente ricoperti dalle abbondanti nevicate invernali. Con il passare del tempo, la neve si era compattata e successivamente trasformata in ghiaccio, inglobando ciò che si trovava al suo interno e mantenendolo intatto per molto tempo.

Negli anni e nei decenni successivi, il movimento del ghiacciaio trasportava lentamente questi reperti verso quote inferiori. Una volta raggiunta la zona di ablazione, il ghiaccio che li ricopriva iniziava a fondere. Successivamente, lo strato che li proteggeva diventava progressivamente più sottile, anche a causa delle temperature sempre più alte. Ed ecco qui spiegata la situazione. Gli oggetti abbandonati un secolo fa possono riemergere con questa modalità, che ovviamente non dice nulla su quanto le lingue glaciali fossero o meno espanse a quell’epoca. Un discorso che vale anche quando qualcuno sostiene che in passato faceva più caldo di adesso.

Ma non è tutto. È importante sottolineare che gli oggetti non riemergono necessariamente nel luogo in cui erano stati abbandonati. Il movimento del ghiacciaio li può infatti trasportare anche molto più a valle. Quindi, dopo questa spiegazione, immagino sia più chiaro che il Cambiamento Climatico sta accelerando questo processo, perché temperature più elevate favoriscono una fusione molto più intensa e rapida rispetto a quella di una volta. Le stesse dinamiche che, in contesti ben più drammatici, rendono le montagne sempre più instabili.

Ricapitolando

Trovare oggi reperti storici sul ghiaccio non significa che il ghiacciaio sia tornato alle condizioni climatiche del passato. Anzi, tutt’altro. È l’ennesimo esempio di come questi ritrovamenti siano il risultato del movimento del ghiaccio e della sua progressiva fusione, un fenomeno naturale che il Riscaldamento Globale sta rendendo sempre più veloce. Quindi, la prossima volta che qualcuno dice che i ghiacciai un secolo fa erano meno estesi di quelli attuali per questo motivo, beh… Sappiate che non conosce le dinamiche glaciali.

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