Milano, la paura che dura da luglio
Vivo a Milano e ho un’auto abbastanza nuova: la domanda che mi faccio, ora che siamo ormai al 18 settembre, è se debba ancora preoccuparmi di eventuali grandinate devastanti. Il 18 luglio Milano è stata interessata da una grandinata di eccezionale intensità, un evento devastante che ha danneggiato migliaia e migliaia di automobili, qui e soprattutto in certi quartieri, in particolare verso il centro-sud della città: ha addirittura spaccato i vetri delle vetture, non solo bollato le carrozzerie.
le previsioni me le faccio da solo
Per tutta l’estate, e questo è un qualcosa che faccio sempre prima di usare l’auto, valuto bene se c’è il rischio di grandine, soprattutto se devo percorrere svariati chilometri: mi realizzo le mie previsioni meteo per osservare se il pericolo esiste. Questa situazione mi limita abbastanza, devo dire, perché pur avendo la polizza antigrandine la preoccupazione che l’auto venga grandinata è alta, e vi dirò poi il perché. Ci sono quindi alcune aree che cerco di evitare proprio per la grandine, soprattutto quelle dei laghi. In passato avevo la possibilità di recarmi frequentemente nell’area prealpina, ma sempre in quella finestra temporale in cui non c’erano previsioni di temporali con grandine; a volte, però, ho avuto la sorpresa che si formasse un temporale assolutamente non previsto e non prevedibile lungo il tragitto, nel caso specifico tra Milano e la Valsassina, un’area che dista un’oretta di auto dal capoluogo. Insomma, la preoccupazione c’è sempre stata, e tuttavia l’auto non l’ho mai avuta bollata: questo è un gran bel risultato, credo, soprattutto per chi vive in Lombardia.
Polizze, franchigie e mesi di attesa per la riparazione
Da luglio 2026, quando esco per le strade di Milano, vedo tantissime auto nuove danneggiate dalla grandine. Auto nuove perché qui, tra le altre cose, a causa delle norme restrittive sull’inquinamento il parco veicoli è generalmente recente. Molti non sanno, e mi riferisco a chi non vive a Milano e nel Nord Italia, che anche in presenza di una polizza per gli eventi meteorologici estremi, non tutto va liscio. Ci sono innanzitutto delle franchigie; e soprattutto, in varie circostanze, bisogna documentare alla compagnia di assicurazione che una grandinata c’è davvero stata. L’altro problema, secondo me il maggiore, è che quando una grandinata colpisce un’area ad alta densità abitativa bisogna poi attendere molti mesi per riparare l’auto: e magari, se hai i vetri rotti, per un bel po’ di tempo non puoi nemmeno usarla. Conosco persone che hanno l’auto danneggiata e potranno ripararla questo inverno.
Sostanzialmente la grandine è un bel problema, per i possessori di auto, e se non si ha l’auto bollata nella Val Padana è sovente per una casualità. Poi, la grandine di grosse dimensioni provoca altri danni, tra cui gli edifici, specialmente ai tetti, ma anche i vetri,. E lì si apre tutta un’altra serie di grossi disagi, con abitazioni che restano con le coperture rotte a lungo perché non ci sono le tegole, essendo tante le case colpite e praticamente, mancano le tegole. La grandine crea veramente grossi disagi.
Settembre caldo, temporali in calo ma rischio non azzerato
E allora mi sono chiesto se questo sia il periodo in cui posso finalmente uscire con l’auto senza preoccuparmi più di tanto quando è prevista una perturbazione o quando sono attesi temporali. Anche perché, d’ora in poi, in Pianura Padana, a Milano, nel settore occidentale del Nord Italia, i temporali cominciano a ridursi fino a sparire quasi del tutto: mediamente in ottobre sono abbastanza rari. Ma quest’anno fa molto caldo, le temperature sono state elevatissime, abbiamo avuto record di calura nel Mar Mediterraneo e a Milano valori da primato, anche mensile; si fa fatica a scendere sotto i 20°C, la soglia che definisce la cosiddetta notte tropicale. Questo cosa vuol dire? Che il rischio di grandine c’è ancora, anche se effettivamente sembra essere limitato. Negli ultimi giorni ci sono stati temporali, ma le grandinate sono state davvero poche e per lo più con chicchi sottili; gli episodi importanti si sono registrati dall’Appennino settentrionale verso sud.
E cari miei, ora il problema è soprattutto altrove, e rispetto al passato è in sensibile aumento.
Posso stare tranquillo? La risposta resta incerta
Quindi mi chiedo: posso stare tranquillo? Bella domanda, e al momento la risposta è incerta. Devo attendere che la temperatura si abbassi, ma non perché con valori più bassi non ci possano essere grandinate devastanti: a Buenos Aires, nel Paraguay, per fare un esempio, ci sono grandinate invernali devastanti, anche nel tardo inverno come è successo questi giorni. Ma persino in area di Parigi ho nei report grandine che abbiamo prodotto negli anni, abbiamo assistito a grandine di oltre i 2-3 cm di diametro.
In Val Padana, se d’estate peggiora le cose, da metà settembre, e soprattutto ottobre, la morfologia di quest’area geografica a limita il rischio di grosse celle temporalesche che poi degenerino in supercelle con grandinate distruttive. Le grandinate devastanti si riducono come probabilità ad iniziare dal settore Nord-Ovest, per estendere poi questa diminuzione di rischio verso il settore orientale del Nord Italia. Io direi che ancora a settembre può essere un periodo a rischio: in passato ci siamo occupati con appositi report della grandine per i “levabolli della grandine” e abbiamo registrato numerosi episodi anche in questo mese. Tutto dipende, quindi, dalle situazioni meteorologiche del momento.
Prevedere la grandine, un limite anche per gli americani
La grandine, in effetti, è difficilmente prevedibile: è uno dei fenomeni atmosferici per i quali si prova a formulare una previsione, ma si parla esclusivamente di possibilità che l’evento avvenga. In America ci sono studi molto approfonditi e in questo periodo, tra le altre cose per tutta l’estate, sono state condotte ricerche anche con le associazioni di cacciatori di tornado e di grandinate, per documentare questi fenomeni atmosferici.
Negli Stati Uniti d’America la meteorologia è molto più avanti rispetto all’Europa e all’Italia, ma nemmeno da loro si riesce a formulare una previsione di grandine con certezza, nemmeno con i più sofisticati modelli matematici: il margine di errore, in ambito previsionale, resta altissimo.
Credit
- NOAA National Severe Storms Laboratory – Severe Weather 101: Hail Basics
- NOAA Storm Prediction Center
- European Severe Storms Laboratory – European Severe Weather Database
- Nature Reviews Earth & Environment – The effects of climate change on hailstorms