Il Mediterraneo centrale e l’Italia stanno vivendo la fase calda più longeva della stagione. Ce ne sono state altre precedenti, delle quali abbiamo dato ampiamente conto nelle cronache dei giorni e dei mesi scorsi, ma questa potrebbe superarle tutte per durata. Le ondate precedenti, di fine giugno e metà luglio, sono state, in termini di valori, più intense di quella in corso, con isoterme più roventi delle attuali: fino a +28°C o persino +30°C localmente, intorno ai 1.500 metri, e punte massime anche verso i 45/46°C sulle Isole Maggiori. In questa fase calda, invece, le isoterme non sono andate e, con buona probabilità, non andranno oltre i +25°C alla stessa quota, mentre i valori al suolo non dovrebbero superare i 41/42°C; l’ondata potrebbe, però, distinguersi proprio per la sua longevità e, va sottolineato, per punte massime comunque elevate.
In linea di massima, i valori sopra la media potrebbero persistere anche per alcuni giorni della seconda decade, specie al Centro-Sud, contrariamente a quanto atteso fino a ieri; un calo più apprezzabile si registrerebbe al Nord da domenica 9, anche se con valori comunque un po’ sopra la norma.
Verso un lieve calo termico dopo il 12-13 agosto
Gli ultimi dati, infatti, sembrano prolungare l’azione dell’anticiclone subtropicale, seppure con qualche intermezzo caratterizzato da isoterme leggermente più tollerabili. Insomma, più che cambiamenti rivoluzionari, prima del 12-13 sembrano esserci solo deboli o, al più, moderate fluttuazioni bariche, con cali termici lievi, ma non eclatanti, in grado comunque di favorire infiltrazioni di aria più umida da ovest e di attivare, in alcune fasi, un’instabilità temporalesca anche importante.
Weekend con temporali diffusi da Nord a Sud
Una di queste fasi, con più temporali in generale sull’Italia, coinciderà proprio con il prossimo weekend. Non che fino ad allora non siano previste manifestazioni temporalesche pomeridiane: queste sono attese un po’ tutti i giorni, da oggi a metà settimana, ma si tratterebbe di fenomeni più circoscritti, legati essenzialmente alla calura e localizzati perlopiù in prossimità dei rilievi alpini e appenninici centro-meridionali, per quanto localmente anche forti dove si verificherebbero. Da venerdì 7, invece, e poi nel weekend successivo dell’8-9 agosto, i temporali diventerebbero più estesi coinvolgendo anche diversi settori pianeggianti del Nord, ancora diffusi lungo l’Appennino e spesso di forte intensità. Ciò perché la cupola calda principale potrebbe compiere un leggero passo indietro – niente di eclatante, ma sufficiente a far penetrare dalla Francia un flusso d’aria leggermente più mite in quota, proveniente da una depressione di matrice portoghese, diretto principalmente verso il Nord, ma capace di scivolare, in parte, anche lungo l’Appennino.
Le aree più a rischio di temporali forti
Per quella fase, quindi verso il prossimo weekend e a partire da venerdì 7, potrebbero accendersi diffusi temporali, specie pomeridiani, da Nord a Sud. Nell’immagine interna sono evidenziate le aree più a rischio: i fenomeni più ricorrenti si registrerebbero soprattutto sulle regioni settentrionali, più direttamente esposte al flusso umido occidentale. Su questi settori sarebbero attesi temporali anche violenti, in particolare sulle Alpi centro-orientali – evidenziate in blu più scuro – ma fenomeni ricorrenti, e in prevalenza forti o violenti, interesserebbero un po’ tutti i settori alpini e prealpini, con minore intensità forse sui settori più occidentali, dove i fenomeni risulterebbero anche più irregolari.
Temporali irregolari, sono previsti anche su buona parte delle pianure del Nord – aree indicate in celeste – magari a giorni alterni e non ovunque, ma anche qui con possibili fenomeni forti o violenti quando si verificherebbero, con rischio di grandine grossa, colpi di vento intensi e accumuli d’acqua ingenti in poche ore. Piogge temporalesche irregolari interesserebbero anche tutto l’Appennino, più frequenti sui rilievi tra il sud-ovest delle Marche, il sud-est dell’Umbria, il nord-est del Lazio e buona parte dell’entroterra abruzzese. Anche su queste aree appenniniche ci sarebbe il rischio di fenomeni violenti, con grandine e colpi di vento intensi, quando si verificherebbero.
Un moderato calo termico in arrivo
In coincidenza con questa fase più temporalesca, si registrerebbe anche un moderato calo termico, più apprezzabile sulle regioni settentrionali e meno su quelle centro-meridionali, per quanto percepibile un po’ ovunque. Maggiori dettagli sull’evoluzione verso Ferragosto nei nostri prossimi aggiornamenti, che seguiranno passo passo i possibili sviluppi nella prima decade di agosto. Su elaborazione dati del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio-Lungo Raggio (ECMWF)
