Stiamo per salutare il mese di luglio e ci risiamo, con il meteo che ci proietta in un’altra fase caldissima che sta entrando nel vivo. La dinamica è quella già vissuta nella prima parte dell’Estate. La rimonta dell’Anticiclone Subtropicale è partita dal Marocco per poi risalire verso la Spagna, la Francia e piegare successivamente sull’Italia, oltre che estendersi sul cuore dell’Europa. Non sarà una situazione breve, ma il peggio del caldo lo vivremo probabilmente nei primi giorni d’agosto almeno al Centro-Nord. I picchi di 40-41 gradi saranno facilmente raggiungibili. La forza dell’anticiclone dovrebbe inibire i temporali, anche quelli pomeridiani di calore, ad eccezione dell’Arco Alpino.
Abbiamo tutti gli ingredienti per vivere un caldo simile, se non peggiore, a quello delle ultime settimane. D’altronde non ci si dovrebbe sorprendere troppo se pensiamo che siamo ormai nel pieno del periodo del solleone, quello statisticamente più caldo dell’anno. Le Estati che stiamo vivendo insegnano che la canicola non solo può persistere, ma arrivare anche ad estremi mai visti. Le stime delle temperature per l’inizio di agosto mostrano che si potrebbero avvicinare dei record storici. Fortunatamente gli ultimi aggiornamenti hanno limitato questi estremi eccessivi.
In quest’estate 2026, che ci trasporta da un’ondata di calore all’altra, viene naturale un confronto con le annate più roventi. Se l’estate del 2003 è passata alla storia per i suoi picchi estremi di oltre 40°C (eccezionali se raffrontati al periodo), la stagione 2026 rischia di rivelarsi ancora più gravosa per lo stress termico continuo e la costante presenza di afa, accentuata dai mari sempre più calde. Nel 2003 si registrarono anomalie termiche straordinarie sin da maggio, culminate in un giugno storicamente rovente e in un luglio caldissimo ma non da record. Quest’anno, dopo un avvio di maggio più contenuto, l’estate ha accelerato tra fine maggio e inizio giugno. A seguire abbiamo vissuto un mese di luglio costantemente sopra le medie stagionali, tranne l’ultima settimana.
Agosto partirà rovente, ma una rinfrescata potrebbe arrivare già alla fine della prossima settimana
Le anomalie medie attuali possano risultare di poco inferiori ai picchi assoluti di 23 anni fa, ma è ancora presto per un bilancio definitivo. La vera insidia risiede nella frequenza e nella persistenza del blocco atmosferico con cui ormai conviviamo di continuo nel trend delle estati degli ultimi 10/15 anni. L’assenza di un reale ricambio d’aria, associata a un mare Mediterraneo precocemente surriscaldato, sta esponendo le città a notti tropicali a ripetizione e ad elevati indici di calore. Agosto quindi è tutto da vivere e non promette bene. La prossima settimana sarà davvero molto calda. A farla da padrone saranno certamente il sole e le temperature elevatissime.
Con il passare dei giorni, potrebbero prendere importanza i temporali che potranno interessare le aree montuose soprattutto alpini, sempre più incisivi man mano che l’anticiclone subtropicale inizierà a perdere qualche colpo. Quando finirà quest’incubo africano? Sul finire della prossima settimana, tra il 7 e l’8 agosto, è ipotizzabile un ridimensionamento della bolla di calore a causa dell’approssimarsi di un’onda depressionaria di matrice atlantica. Il cambiamento della circolazione si manifesterebbe dapprima al Nord e poi sul resto d’Italia, ma fino a Giovedì 6 il meteo sarà nel segno del caldo rovente e del disagio opprimente a rendere l’aria irrespirabile.
Questo articolo è stato realizzato consultando i più recenti aggiornamenti degli autorevoli modelli proposti da ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts) ed il Global Forecast System (GFS) per le previsioni meteo.