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      Home » Super El Niño: quale impatto potrebbe avere sull’Estate italiana
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      Super El Niño: quale impatto potrebbe avere sull’Estate italiana

      E non solo sull'Estate, si ragiona già sull'Autunno e sull'Inverno

      Ivan Gaddari
      Ivan Gaddari
      Pubblicato: 03/06/2026
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      4 Min Lettura
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      Se ne fa un gran parlare e non potrebbe essere altrimenti. Non perché sia una novità assoluta, d’altronde stiamo pur sempre parlando di una fluttuazione climatica che si ripete a cadenze più meno regolari. Il discorso è un altro: c’è il rischio che le anomalie termiche delle acque superficiali del Pacifico Equatoriale raggiungano livelli record

       

      Già, gli autorevoli centri di calcolo internazionali stanno monitorando costantemente la situazione e vista la velocità con cui quelle zone marine si stanno riscaldando siamo pronti a scommettere che tra non molto si parlerà realmente di temperature record. Con tutti gli annessi e connessi.

       

      E’ vero, le ingerenze sul clima planetario sono diverse a seconda delle aree geografiche considerate. E’ ben noto, infatti, che le maggiori influenze siano destinate ad interessare Nord e Sud America, mentre l’Europa è sempre un terno al lotto. Per quale motivo? Perché il continente europeo ha un elemento ancor più condizionante: l’Oceano Atlantico.

       

      Chiaro, quindi, che conoscere fin da oggi quale potrebbe essere l’interazione di El Nino con la circolazione oceanica non è affatto possibile. L’ipotesi maggiormente accreditata, visti i pregressi – ampiamente documentati – è che possano verificarsi le condizioni ideali per possenti rimonte anticicloniche di matrice subtropicale.

       

      La letteratura scientifica parla chiaro: in presenza di El Nino l’Anticiclone delle Azzorre viene inibito, al suo posto il “solito” rovente Anticiclone Africano. A tal proposito alcune proiezioni stagionali vorrebbero una seconda metà di Giugno all’insegna della canicola, anche e soprattutto sul bacino del Mediterraneo.

       

      Per non parlare di Luglio e Agosto, che da questo punto di vista potrebbero essere i mesi peggiori in assoluti. A questo punto è lecito domandarsi: sarà l’ennesima Estate dal caldo record? La risposta è sì, potrebbe esserlo. Certo, il condizionale è d’obbligo e non potrebbe essere altrimenti, anche perché – lo ripetiamo – l’Atlantico potrebbe in qualche modo rappresentare la nostra ancora di salvezza.

       

      In che modo? Perlomeno attivando tregue rinfrescanti di un certo spessore, che a quel punto servirebbero per garantirci un po’ di refrigerio.

       

      Poi c’è un altro aspetto da considerare: l’eventuale influenza di El Nino anche nelle stagioni successive. In Autunno, che potrebbe risultare un trimestre particolarmente turbolento a causa di inevitabili contrasti termici. Perché qualora il Mediterraneo dovesse riscaldarsi esageratamente diventerebbe la solita polveriera autunnale. Pronta, quindi, a rilasciare tutto il calore in eccesso non appena dovessero intervenire le prime perturbazioni atlantiche.

       

      A seguire l’Inverno, che nel corso degli ultimi anni non è stato in grado di prendersi una bella rivincita. Non è mai stato in grado di portarci quel freddo che alle nostre latitudini sembra un lontano ricordo. Ed è per questo che anche il prossimo potrebbe risultare un Inverno mite, forse siccitoso.

       

      Tutte teorie che dovranno essere confermate dalle proiezioni stagionali, ma visto e considerato che Autunno e Inverno sono ancora distanti il primo focus dovrà essere necessariamente quello sull’Estate 2026. Perché ora che la bella stagione è ufficialmente iniziata è fondamentale valutarne l’andamento. Già a partire dalle prossime settimane.

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