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Caldo record in Europa e in Italia: colpa di El Niño? L’esperto chiarisce tutto

Santini ci spiega se i due fenomeni sono collegati e in che modo

Davide Santini di Davide Santini
31 Mag 2026 - 12:30
in A La notizia del giorno, A Scelta dalla Redazione, Ad Premiere, Meteo News
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(METEOGIORNALE.IT) Abbiamo vissuto una delle ondate di calore più eccezionali della storia del continente europeo. Eccezionale sia per l’intensità raggiunta, sia per la sua precocità stagionale. Questa configurazione così anomala prende il nome di “cupola di calore” (heat dome). In parole semplici, può essere paragonata a un coperchio atmosferico che intrappola l’aria calda nei bassi strati, impedendo il normale ricambio e favorendo un progressivo aumento delle temperature, fino a portarle molto al di sopra delle medie del periodo.

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C’entra qualcosa El Niño?

È una domanda che molti si pongono. Si tratta di una teleconnessione che fa parte del sistema ENSO (El Niño-Southern Oscillation), caratterizzato da un anomalo riscaldamento delle acque superficiali del Pacifico equatoriale. Sebbene il fenomeno si sviluppi a migliaia di chilometri di distanza dall’Europa, ci possono essere ripercussioni anche sul nostro continente.

 

Attenzione, però. È importante sottolineare ai lettori che El Niño non è la causa diretta del caldo attualmente presente in Europa. Il suo eventuale contributo sarebbe soltanto indiretto – semmai aumentando leggermente le probabilità che si instaurino configurazioni atmosferiche favorevoli alle ondate di calore. In altre parole, non si può parlare di una causa diretta, ma di una potenzialmente indiretta: una sorta di amplificatore del caldo eventuale.

 

Un punto da chiarire

È bene evidenziare che la risposta è paradossalmente ancora più articolata, per il fatto che El Niño si trova in una fase iniziale di sviluppo. Inoltre, durante la stagione estiva, le connessioni tra i tropici e le medie latitudini tendono a essere meno evidenti e più difficili da identificare rispetto ai mesi invernali. Ecco perché non è corretto indicare El Niño come causa di questo caldo estremo.

 

L’ondata di calore eccezionale di fine maggio non è una causa diretta del Nino, in quanto eventuali connessioni possono esserci soprattutto nel periodo autunnale e invernale. Ora siamo solo agli albori e quindi è altamente improbabile che questo fenomeno meteorologico mondiale abbia condizionato il caldo presente in Europa.

 

Quindi, in conclusione

Non diamo colpe a chi colpe non ne ha, o comunque le ha molto marginali. Il vero problema è il Riscaldamento Globale, che continua a modificare il contesto climatico di fondo. L’aumento delle temperature medie del pianeta rende infatti più probabili e più intense le ondate di calore, ogni volta che si verificano configurazioni meteo favorevoli all’accumulo termico – e con un’intensità ben maggiore rispetto a quanto avveniva in passato.


Credit: (METEOGIORNALE.IT)

  • World Meteorological Organization – El Niño Update 2026
  • Copernicus Climate Change Service – Climate Bulletins
  • NOAA Climate Prediction Center – ENSO Diagnostic Discussion
  • IRI Columbia University – ENSO Forecasts May 2026
  • CNN Climate – Europe’s early heatwave 2026
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Davide Santini

Davide Santini

Davide Santini, laureato magistrale in Fisica. Ha effettuato una tesi triennale con il professor Vincenzo Levizzani sui temporali, sulla loro suddivisione e sui fenomeni più violenti. Ha poi approfondito la tesi magistrale, con il professor Maugeri e il professor Miglietta, analizzando la correlazione statistica tra aumento termico della temperatura estiva e probabilità di promontori di alta pressione di matrice subtropicale. Ha collaborato e collabora tuttora con Nimbus, la rivista di meteorologia italiana. Collabora dal 2018 per diverse testate meteorologiche italiane (5 in totale) e in particolare ha una esperienza quinquennale con il sito web Meteo Giornale. Tratta numerose tematiche, tra le quali previsioni a breve, medio e lungo termine; climatologia; cambiamenti climatici; etica ambientale. È esperto di analisi modellistica, di tendenze a lungo termine e analisi di radiosondaggi e profili termici verticali dell'atmosfera. È inoltre insegnante rinomato, dove prepara gli studenti delle superiori e dell'università, idoneo a trattare concorsi pubblici e privati, con professionalità e impegno.

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