(METEOGIORNALE.IT) Abbiamo vissuto una delle ondate di calore più eccezionali della storia del continente europeo. Eccezionale sia per l’intensità raggiunta, sia per la sua precocità stagionale. Questa configurazione così anomala prende il nome di “cupola di calore” (heat dome). In parole semplici, può essere paragonata a un coperchio atmosferico che intrappola l’aria calda nei bassi strati, impedendo il normale ricambio e favorendo un progressivo aumento delle temperature, fino a portarle molto al di sopra delle medie del periodo.
C’entra qualcosa El Niño?
È una domanda che molti si pongono. Si tratta di una teleconnessione che fa parte del sistema ENSO (El Niño-Southern Oscillation), caratterizzato da un anomalo riscaldamento delle acque superficiali del Pacifico equatoriale. Sebbene il fenomeno si sviluppi a migliaia di chilometri di distanza dall’Europa, ci possono essere ripercussioni anche sul nostro continente.
Attenzione, però. È importante sottolineare ai lettori che El Niño non è la causa diretta del caldo attualmente presente in Europa. Il suo eventuale contributo sarebbe soltanto indiretto – semmai aumentando leggermente le probabilità che si instaurino configurazioni atmosferiche favorevoli alle ondate di calore. In altre parole, non si può parlare di una causa diretta, ma di una potenzialmente indiretta: una sorta di amplificatore del caldo eventuale.
Un punto da chiarire
È bene evidenziare che la risposta è paradossalmente ancora più articolata, per il fatto che El Niño si trova in una fase iniziale di sviluppo. Inoltre, durante la stagione estiva, le connessioni tra i tropici e le medie latitudini tendono a essere meno evidenti e più difficili da identificare rispetto ai mesi invernali. Ecco perché non è corretto indicare El Niño come causa di questo caldo estremo.
Quindi, in conclusione
Non diamo colpe a chi colpe non ne ha, o comunque le ha molto marginali. Il vero problema è il Riscaldamento Globale, che continua a modificare il contesto climatico di fondo. L’aumento delle temperature medie del pianeta rende infatti più probabili e più intense le ondate di calore, ogni volta che si verificano configurazioni meteo favorevoli all’accumulo termico – e con un’intensità ben maggiore rispetto a quanto avveniva in passato.
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