Come i nostri lettori già sanno, queste festività pasquali sono state baciate dal sole. Un regalo dell’atmosfera, dopo diverse settimane di fasi meteo davvero severe. A partire dalla giornata di Pasquetta, il quadro generale italiano sarà caratterizzato da una generale e diffusa stabilità praticamente per tutte le regioni. I cieli si presenteranno prevalentemente sereni, garantendo un irraggiamento solare pressoché ininterrotto. Insomma, diciamo addio a questo brutta fase di tempo capriccioso.
Ma c’è di più!
Le temperature faranno registrare un’impennata notevole, portandosi su valori decisamente più miti rispetto a quelli che ci si aspetterebbe statisticamente in questo frangente dell’anno. Le colonnine di mercurio, infatti, varcheranno agevolmente la fisiologica soglia dei venti gradi. Oltretutto, pure in maniera diffusa, estendendosi con facilità da nord a sud.
Basti pensare che, in particolar modo all’interno del catino orografico della Val Padana, non è affatto da escludere che i termometri possano spingersi fino a toccare, e in alcune località fisicamente più isolate persino superare, la fatidica quota dei 25. Alla faccia dell’assaggio di primavera! Oltretutto, saranno pure notevoli gli sbalzi termici. Si passerà da nottate fredde, con minime anche sotto i 5, a massime largamente sopra i 20.
Qualche eccezione
Nonostante questo dominio anticiclonico si presenti in maniera quasi incontrastata, la morfologia italiana è molto complessa. Ciò non toglie che, lungo specifiche fasce costiere in particolare quelle che si affacciano sul bacino del mar Tirreno, si potrà assistere alla comparsa di circoscritti addensamenti nuvolosi.
Questa nuvolosità, che si presenterà sovente sotto forma di nubi basse o dense foschie marittime, risulterà comunque poco consistente. Non sono previste precipitazioni, o al più potrebbe cadere qualcosa sotto forma di aerosol.
Questo fenomeno meteo molto particolare si origina principalmente da modeste e deboli infiltrazioni di correnti umide provenienti direttamente dalla superficie del mare, un fenomeno del tutto fisiologico e ricorrente in presenza di anticicloni primaverili, soprattutto di stampo africano.
Ci sarà una svolta?
Tirando le somme, questa fase all’insegna del tempo stabile, ampiamente soleggiato e termicamente generoso dovrebbe accompagnarci senza particolari scossoni per tre o quattro giorni nella prossima settimana. Non a caso, volgendo lo sguardo temporale verso la conclusione della prima decade del mese di aprile e l’incipit della seconda, i modelli matematici di previsione iniziano a fiutare i primi segnali di un cambiamento. Ma che fatica!
La solida struttura anticiclonica, che per almeno una settimana impedirà l’arrivo di qualunque perturbazione, potrebbe cominciare a mostrare le prime crepe, ma non prima di aver stazionato un po’. Questo fisiologico cedimento barico aprirebbe di fatto la strada all’avanzata di perturbazioni e correnti fresche di matrice atlantica. Ma la strada pare ancora lunga.

Possibile cambiamento del tempo
In una prima fase (11 aprile) il peggioramento non sarebbe propenso alla pioggia al Nord. Mentre in una seconda fase, dal 13 aprile in poi, le prime zone che sentirebbero precipitazioni sarebbero quelle alpine. Da sempre in prima fila quando si tratta di abbassamento di getto atlantico. Il deterioramento delle condizioni atmosferiche potrebbe coinvolgere tutto il Nord, stavolta perché l’asse risulterebbe ben più favorevole la precipitazioni, per poi spostarsi verso il Centro-Sud.
Uno scenario del genere comporterebbe un netto e vistoso incremento dell’instabilità atmosferica, il ritorno a precipitazioni diffuse e una vera e propria rivoluzione del quadro meteo climatico preesistente. Come sempre accade in questi casi, le temperature subirebbero un calo, ponendo fine alla precedente anomalia termica positiva e riportando i valori su canoni decisamente più consoni al periodo in essere.

Attenzione che…
Risulta infine doveroso porre un forte accento sul fatto che un’evoluzione di tale portata, sapendo che è molto distante nel tempo può subire variazioni anche sostanziali. Per adesso consideriamo il fatto che c’è un’eventualità di cambio del tempo sul finire della prima decade del mese e all’inizio della seconda.
Allo stato attuale dell’arte risulta ancora del tutto prematuro e azzardato formulare delle ipotesi che siano da quantità di pioggia, quota neve e altre cose. Serviranno ovviamente, per questo tipo di dettagli, ulteriori aggiornamenti meteo.
Credit
L’articolo è stato redatto analizzando attentamente i run dei modelli meteo seguenti e rieditati dall’autore: ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE