Al di là degli aspetti puramente tecnici, riguardanti ancora una volta il Vortice Polare, ciò che dobbiamo evidenziare è il riposizionamento delle strutture bariche sullo scacchiere continentale. L’Alta Pressione si sposterà più a ovest e sarà costretta a spingersi verso nord-nordest da un affondo depressionario a ridosso della Penisola Iberica.
La spinta meridiana troverà supporto in un’altra struttura anticiclonica in rapido sviluppo sul Nord Europa ed ecco quindi che andrà a strutturarsi un blocco delle correnti zonali. Significa molto semplicemente che le correnti oceaniche, miti, non riusciranno a penetrare come accaduto per gran parte dell’Inverno.
Contestualmente osserveremo masse d’aria fredda dirigersi verso sudest, prima sui Balcani e poi sull’Italia. Stavolta, salvo clamorosi ribaltoni dell’ultima ora, le nostre regioni dovrebbero rientrare appieno nelle dinamiche fin qui descritte. Quindi dovrebbero rientrare appieno in quella finestra invernale che a questo punto possiamo considerare molto di più di un semplice colpo di coda dell’Inverno.
Carte alla mano tale impianto barico potrebbe insistere per gran parte della seconda metà di Marzo, facilitando ulteriori impulsi d’aria fredda da est e conseguentemente ulteriori occasioni per neve a bassa quota. Perché a questo punto possiamo dirlo: potrebbe nevicare a bassa quota.
Bassa quota intendiamo in collina, difficilmente nevicherà in pianura. Ma ci sta, d’altronde siamo a Marzo, non a Gennaio, benché l’impianto barico come detto sia tipicamente invernale. Se qualcosa del genere si fosse verificato un paio di mesi fa ora staremmo parlando di quell’evento gelido che non c’è mai stato.
In ritardo sulla tabella di marcia, certamente, ma non ci stupisce affatto. Quando si ha a che fare con dinamiche così complesse le tempistiche non sono affatto prevedibili, ma a questo punto il rischio che Marzo possa realmente travestirsi da Gennaio è altissimo. Quindi, per concludere, non riponete il vestiario pesante nell’armadio perché da qui in avanti ne avremo bisogno.
Poi vedremo, magari cambierà tutto nell’arco di una settimana, magari no. Quel che è certo, comunque, è che il colpo di coda dell’Inverno è alle porte e potrebbe non lasciarci facilmente.