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Marzo ci abbandona al meteo di Febbraio: freddo, nevicate quote basse

Federico De Michelis di Federico De Michelis
12 Mar 2026 - 19:15
in A La notizia del giorno, Alla Prima Pagina Meteo, Meteo News, Zoom
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Meteo invernale improvvisamente

Analisi meteo delle prossime due settimane, tra anomalie europee e scenari mutevoli

(METEOGIORNALE.IT) Riprendo un articolo che ho scritto poco fa: in queste giornate abbiamo ampiamente parlato delle condizioni meteo prospettabili attraverso l’analisi dei modelli matematici di previsione. Vi ho parlato di un cambiamento atmosferico che praticamente taglierà la primavera. Ma riassumere in un articolo una linea di tendenza di due settimane è abbastanza arduo e complesso, lo dico già da subito, però premetto il fatto che avremo un drastico calo della temperatura e soprattutto rinnovo quanto detto precedentemente: marzo si vestirà di febbraio, ovvero di quel meteo che non c’è stato durante il febbraio, un mese invernale.

Marzo è un mese di primavera, almeno dal punto di vista meteorologico, in gran parte perché il 20 marzo avremo l’equinozio di primavera. Quindi anche dal punto di vista astronomico passeremo nella nuova stagione, ma è una stagione piena di insidia. Lo stiamo osservando all’estero con insidie che stanno vedendo un’accentuazione di quello che si chiama meteo estremo, ovvero fenomeni atmosferici che tendono a essere più violenti rispetto a come sono stati durante l’inverno, nonché repentini nel presentarsi e addirittura in grado di creare grandi disagi.

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Le anomalie meteorologiche delle Isole Canarie e Madeira

Lo so, sono distanti varie ore di aereo dall’Italia, ma il meteo che fa da quelle parti, ha delle ripercussioni sull’Italia. Addirittura questa mattina ci sono state nevicate sui rilievi maggiori, oltre che precipitazioni abbondanti.

Da quelle parti si è veramente verificata una situazione eccezionale: erano decenni che non succedevano condizioni meteo così fuori dalla media. Quegli indici di comportamento del clima per quanto riguarda quel settore dell’Europa hanno veramente fatto effetto, perché tra Madeira e le Isole Canarie non si vedeva un inverno così freddo, piovoso e addirittura nevoso sui rilievi.

 

L’aria fredda del Vortice Polare

In Italia abbiamo avuto tutto il contrario. Questo perché l’aria fredda del Vortice Polare è affondato proprio verso quelle aree e quindi ha avuto come conseguenza un richiamo di aria calda e più mite verso l’Europa. L’Europa è stata improvvisamente coinvolta in una situazione di clima primaverile a metà febbraio, mentre pochi giorni prima l’aria fredda divampava nel centro nord Europa, addirittura gelando i mari a nord della Germania e i mari a ridosso della Polonia. Non parliamo poi del Mar Baltico, poi gelati, fiumi e laghi in una situazione meteorologica davvero invernale di quelli rigidi.

In Italia, nonostante indici climatici favorevoli ad avere un inverno più o meno nella norma, o quantomeno alcune giornate nella norma, anche con delle precipitazioni nervose magari anche in pianura, non abbiamo avuto niente di tutto questo. C’erano tante premesse e tante promesse anche da parte dei modelli matematici, ma molte previsioni sono fallite poi spudoratamente.

 

Scenario meteo estremamente variabile per le prossime settimane

Ecco che adesso però ci troviamo davanti a una previsione molto mutevole. Osservando le previsioni in un arco di due settimane non c’è una linea molto affidabile. Di certo si vede il ritorno delle precipitazioni, soprattutto sulle regioni settentrionali italiane, dove mancano da poco prima di metà febbraio, quando si verificarono delle nevicate abbondanti sull’arco alpino. Si ebbe quella neve che poi è stata miracolosa per le Olimpiadi che si sono avute poco dopo. Però con l’alta pressione è successo che le temperature sono aumentate.

Abbiamo avuto una situazione che ha ancora una volta tolto una parte dell’inverno. Ora però noi siamo proiettati assolutamente verso la necessità di individuare come potrebbe essere il tempo delle prossime settimane.

 

Due step fondamentali per le previsioni meteorologiche

Ci sono due step che analizzeremo in questo articolo. Innanzitutto, il primo: il meteo per le prossime due settimane. È estremamente variabile. Transiteranno perturbazioni in modo caotico, alcune interesseranno soprattutto al nord Italia, altre soprattutto al centro, altre al sud Italia.

Queste perturbazioni proveranno dapprima dall’oceano Atlantico per poi invece venire da est. In questo caso potrebbero addirittura spingere ben più di quanto si pensasse aria fredda proveniente dalle pianure russe. Ma quest’aria fredda comunque ancora non si è materializzata in Russia europea, quindi dobbiamo vedere effettivamente poi l’effetto che ci sarà.

 

L’anticiclone russo siberiano incombe

Però nell’Europa orientale viene continuamente prospettata l’avvento dell’alta pressione russo siberiana e questa sappiamo che porta molto freddo anche a marzo. Di certo non avremo il freddo che ci sarebbe potuto essere a dicembre o a gennaio, ma anche a febbraio ormai siamo a marzo e marzo rapidamente vede un aumento della durata delle ore di luce, un incremento della radiazione solare e un aumento della temperatura media.

Tuttavia però durante i forti rovesci, perché durante il mese di marzo e poi anche ad aprile, le precipitazioni tendono ad assumere un’intensità maggiore rispetto all’inverno.

Il meccanismo di discesa dell’aria fredda sotto i forti rovescia

Le precipitazioni intense trascinano verso il suolo l’aria fredda che si trova in quota. Le temperature a circa 1500 metri di quota sono quelle che solitamente vengono prese in considerazione per fare le previsioni meteo. Potremmo avere cadute di neve a quote molto inferiori rispetto a come sarebbe potuto succedere a dicembre con le medesime temperature in quella quota. Per intenderci, 850 hPa da 0°C a dicembre potrebbe far nevicare a circa 1200 metri sopra il livello del mare. A marzo invece, durante i rovesci più intensi, la neve può scendere anche a 500 metri di quota sul livello del mare, se non anche a livelli inferiori, in particolare durante i rovesci più intensi, soprattutto quelli accompagnati da graupel, cioè la neve a grani che poi si trasforma in neve a fiocchi. I fiocchi possono raggiungere quote bassissime soprattutto in aree lontane dal mare in aria continentale oppure in situazioni ancora tumultuose, cioè dove ci sono nubi a fortissimo sviluppo verticale dei temporali e delle burrasche. Insomma, queste sono previste nell’arco delle due settimane presentarsi a macchia di leopardo.

 

Grandinate e neve a quote basse

Questa condizione atmosferica così instabile e così variabile potrebbe quindi vedere ciò che sto dicendo da qualche giorno, cioè neve anche a quote molto basse, grandinate molte, grandinate serie il preludio della neve a grani e addirittura della neve a fiocchi sino a quote basse. Quindi calo della temperatura in linea generale, però nei pomeriggi, laddove ci saranno momenti soleggiati, la temperatura salirà perché comunque noi ci troviamo in una situazione comunque di ottima radiazione solare e non sembra al momento arrivare l’aria gelida.

Ecco, al momento ho detto. Dobbiamo aggiornarci su questo perché, come ho detto prima, l’anticiclone russo siberiano si sta portando verso l’Europa orientale. Quindi con queste basse pressioni che transiteranno in Italia, potrebbe spingere verso di noi nuclei freddi piuttosto freddi. E ciò si è visto anche in passato che hanno poi procurato fenomeni meteorologici piuttosto insoliti, cioè nevicate a bassa quota sostanzialmente.

 

Nell’incertezza meteo c’è di mezzo la Pasqua

Per quel periodo vediamo dei modelli matematici che sono comunque da confermare che raffigurano in una visione d’insieme cosa potrebbe succedere. Bene, imprimono una previsione di anticicloni tra le Isole Britanniche, l’Islanda e la Groenlandia. Queste situazioni sono estremamente favorevoli al blocco delle correnti oceaniche che portano aria più mite e aprire la strada a correnti da Artico verso sud. Quindi gelate tardive, situazioni anche di maltempo perché noi siamo nel Mar Mediterraneo e il Mar Mediterraneo è vivace dal punto di vista di contrasti.

E nonostante sia la fine della stagione invernale, abbiamo un mare che è ben più caldo rispetto alla media, addirittura abbiamo picchi di 4°C superiori alla norma. Passate, un po’, siamo avanti con la stagione. È bene l’arrivo di aria fredda potrebbe dare luogo a fenomeni di contrasto termico e quindi instabilità atmosferica. Ecco che quindi dimostrato il motivo per cui si potrebbero formare queste situazioni burrascose a carattere locale, cioè delle aree perturbate con delle precipitazioni anche molto intense a carattere locale magari che interessano anche un’intera regione o un versante.

 

Il delicato periodo pasquale

Questo però potrebbe manifestarsi tra la fine di marzo e addirittura la prima decade di aprile e addirittura questo andrebbe a coinvolgere un periodo molto delicato perché sapete che c’è la Pasqua di mezzo. Ovviamente noi non sappiamo se l’Italia ne sarà coinvolta, se ci saranno poi realmente sull’Italia delle perturbazioni che porteranno delle precipitazioni, però il tempo sarà incerto.

Ma quello che voglio comunque evidenziare e sottolineare sempre è che la Pasqua non è Ferragosto. La Pasqua è un periodo che dal punto di vista meteorologico è stato sempre complesso prevedere, perché comunque è soggetto all’instabilità atmosferica. Siamo in un cambio di stagione e quindi abbiamo forti variazioni di temperatura perché ci sono scambi di masse d’aria secondo i meridiani e questi causano instabilità atmosferica.

Abbiamo avuto delle Pasque soleggiate, ma tante, tante Pasque veramente burrascose che poi hanno dato miracolosamente dei miglioramenti del tempo quasi inattesi, magari nella Pasquetta, qui, là, a carattere sparso. Il tempo di Pasqua non è prevedibile da oggi assolutamente, ma in una visione d’insieme però la definizione di dove si potrebbero allocare altre pressioni, potremmo cominciare a parlarne ovviamente. Anche in questo caso tutto quanto andrà confermato.

 

La primavera 2026: instabilità come da previsione

Primavera 2026 instabile, ma c’era da aspettarcelo, perché comunque dopo metà febbraio e praticamente 15 giorni circa di marzo con temperature sopra la media e con condizioni atmosferiche precocemente primaverili, un colpo di coda dell’inverno, anche abbastanza prolungato, con anzi la possibilità che ci siano più colpi di coda, era da prevedere, da attendere. Cioè rientra nelle possibilità. Non è molto credibile parlare di compensazione degli eventi atmosferici, ma a volte questo succede ed è forse la possibilità che anche quest’anno ci riservi sorprese meteorologiche di questo tipo.

  (METEOGIORNALE.IT)

Fonti e approfondimenti meteorologici

  • European Centre for Medium-Range Weather Forecasts (ECMWF)
  • World Meteorological Organization (WMO)
  • National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA)
  • Copernicus Climate Change Service (C3S)
  • European Environment Agency (EEA)
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Tags: anticiclone russo siberianocolpo di coda invernaleinstabilità atmosferica primaverilemeteo marzo 2026neve a bassa quotaprevisioni meteorologiche primavera
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Libero professionista nel campo dei dati meteo e dell’Osservazione della Terra. Laurea in Ingegneria Spaziale (Brunel University London). Formazione avanzata in meteorologia in Europa e in Canada, con approfondimenti su modellistica numerica, telerilevamento e analisi dei dati ambientali. Cosa faccio Previsione operativa e analisi per settori meteo-sensibili (energia, outdoor, eventi, turismo) Interpretazione di prodotti satellitari e di modelli (EO/remote sensing) Assessment dei rischi meteo-climatici e reportistica Divulgazione e supporto a media e progetti educativi/R&D Lavoro all’intersezione tra scienza, tecnologia e decisioni concrete, con attenzione a qualità dei dati e comunicazione chiara. La meteorologia è la mia passione fin da bambino; dopo un anno di liceo all’estero mi sono trasferito a Londra dove ho conseguito la laurea alla Brunel University London.

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