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      Home » Marzo si mette male, questa dinamica meteo è deleteria
      A Scelta dalla RedazioneMeteo News

      Marzo si mette male, questa dinamica meteo è deleteria

      Il maltempo va in vacanza, ma sarà così per l'intero mese di marzo? L'attuale configurazione barica è pessima per l'Italia.

      Elisabetta Ranieri
      Elisabetta Ranieri
      Pubblicato: 03/03/2026
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      6 Min Lettura
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      Contents
      • Marzo con l’alta pressione, che succede?
      • Dopo tanta pioggia, ora il rischio siccità
      • Poche piogge e temperature miti fino a metà mese

      È un’altra pressione ostinata quella giunta nel Mediterraneo dieci giorni fa. Marzo è cominciato all’insegna del tempo stabile, seppur non bellissimo a causa delle troppe nubi basse a spasso per la nostra penisola. Addirittura, dando un’occhiata alle recenti emissioni dei principali centri meteo, si evince come questo anticiclone, di stampo nord-africano, faticherà ad andar via almeno fino a metà mese.

       

      Marzo con l’alta pressione, che succede?

      La sua struttura appare ben organizzata anche alle alte quote, con una cupola calda che si estende dal Nord Africa verso l’Europa centro-occidentale. In questi casi non si tratta della solita alta pressione mobile, ma di una figura più statica e coriacea, capace di deviare il flusso perturbato atlantico verso latitudini più settentrionali. Il Mediterraneo finisce così in una sorta di “zona d’ombra” barica, dove le perturbazioni scorrono lontane e il tempo resta bloccato per giorni.

      Brutti ricordi, per un occhio esperto ed attento: questo anticiclone, così come è impostato al momento, non è assolutamente una buona notizia. L’Italia ha vissuto anni estremamente siccitosi nell’ultimo decennio, soprattutto al sud Italia, proprio a causa di anticicloni sub-tropicali così invadenti e persistenti: i classici anticicloni ad omega.

      La configurazione ad omega prende il nome proprio dalla forma che assume la corrente a getto osservata sulle mappe, simile alla lettera greca Ω. Un robusto promontorio anticiclonico si erge al centro, mentre ai lati si collocano due aree depressionarie. È una struttura che tende a rimanere bloccata per diversi giorni, talvolta settimane, perché il flusso occidentale viene deviato e fatica a “spingere” via l’alta pressione. Quando questo schema si ripete, il rischio è quello di entrare in fasi siccitose prolungate, con precipitazioni assenti o estremamente scarse.

       

      Le caratteristiche attuali della configurazione sono:

      • promontorio nord-africano esteso e persistente
      • deviazione del flusso atlantico verso latitudini più settentrionali
      Alta pressione bloccata in Italia

       

      Dopo tanta pioggia, ora il rischio siccità

      Ora la percezione è nettamente diversa, considerando che si è da poco conclusa una lunghissima fase piovosa come non capitava da tantissimi anni. Innumerevoli perturbazioni hanno attraversato l’Italia nel corso dell’inverno, facendo tirare un grosso sospiro di sollievo a tutte le dighe e le montagne dello Stivale. Anche al sud, dove si partiva da una situazione disastrosa, le dighe hanno fatto il pieno con centinaia di milioni di metri cubi d’acqua accumulati.

      Questa lunga fase piovosa ha rappresentato una vera boccata d’ossigeno dopo stagioni segnate da deficit idrici importanti, falde in sofferenza e bacini ai minimi storici. L’Italia, soprattutto il Meridione, arrivava da anni in cui l’anticiclone sub-tropicale aveva dominato per lunghi periodi tra primavera ed estate, ma talvolta anche in pieno inverno, impedendo il normale ricambio perturbato. Il bilancio recente è stato finalmente positivo, ma proprio per questo l’attenzione resta alta quando si ripresentano figure bariche così persistenti.

      Ma il cambio di circolazione avvenuto negli ultimi dieci giorni non lascia ben sperare per il futuro. Il rischio di nuove prolungate fasi siccitose è sempre dietro l’angolo e, come ben sappiamo, la natura non ha davvero nulla da perdere nel ribaltare improvvisamente una qualsiasi situazione.

       

      Poche piogge e temperature miti fino a metà mese

      Questo anticiclone sub-tropicale ci farà compagnia certamente per almeno altri dieci giorni, tenendo a debita distanza tutte le perturbazioni atlantiche. Ci sarà solo qualche sporadico tentativo del maltempo, come ad esempio venerdì 6 marzo quando pioverà su Sardegna e presumibilmente in Sicilia.

      Si tratterà, con ogni probabilità, di infiltrazioni marginali lungo il bordo occidentale dell’alta pressione, più che di un vero cambio di passo. Episodi isolati che non riusciranno a scalfire la struttura anticiclonica dominante.

      Altrove cadrà molto poco o addirittura nulla. La prossima settimana sarà spesso dominata dall’alta pressione e le temperature proveranno a puntare i 19-20°C laddove splenderà il sole, in mezzo a tante nubi basse.

      Le nubi basse continueranno a manifestarsi nei bassi strati, soprattutto lungo i versanti tirrenici e in Val Padana, dove l’umidità resterà intrappolata sotto la cupola anticiclonica.

      Ma la pioggia, quindi, quando potrebbe tornare? Difficile dirlo con certezza: tra le poche novità interessanti sembra addirittura esserci quella del freddo da est attorno a metà marzo, ma con poche precipitazioni al seguito.

       

      Questo approfondimento meteo è stato elaborato analizzando le ultime proiezioni del modello americano GFS – Global Forecast System del NOAA e del modello europeo ECMWF – Centro Europeo per le Previsioni a Medio Termine, fondamentali per valutare l’evoluzione dell’attuale alta pressione e i possibili scenari di marzo.

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      TAG:alta pressionecaldomaltempometeomite
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