Abbiamo avuto un inverno dal meteo piuttosto mite, se escludiamo il freddo di gennaio. Non è raro che, già nel mese di marzo, ci siano i primi tepori decisi. Eppure è da alcune anni che non accade una cosa simile. È capitato più volte. Nel 1997, nel 2005, nel 2011, nel 2014.
Ma non di recente. Clima mite sicuramente sì, ma non di stampo da inizio estate. Piuttosto, si nota una certa tendenza a colpi di coda invernali, seguiti da periodi molto miti, insomma un’alternanza continua. Senza contare poi le precipitazioni che stanno diventando sempre più abbondanti.
Temporali e grandine
Viste le temperature di questi giorni, il settentrione potrebbe già sperimentare i primi temporali al primo cambiamento del tempo. La stagione dei colpi di tuono, interrottasi a settembre, potrebbe dunque riprendere già con marzo. E non sarebbe certamente un’anomalia. Anzi, negli anni recenti è capitata pure qualche estesa grandinata.
Prepariamoci quindi a qualche colpetto di ghiaccio, piccolo sia chiaro, nulla a che vedere con le sassate estive. Ma potenzialmente nocivi per l’agricoltura e per la vegetazione che si sta risvegliando proprio ora. In effetti, con l’intrusione di aria fredda le nubi si sviluppano molto in alto, i famosi cumulonembi, trovando comunque aria fredda negli alti strati favoriscono la formazione dei chicchi di ghiaccio.
La neve in pianura?
Appare francamente improbabile. Volevo però proporre una cosa. A quanti di voi è capitato spesso di osservare, consultando i bollettini meteo automatici sullo smartphone, previsioni per località della Valle Padana che davano neve e temperature diurne di 0 gradi?
E magari il giorno dopo sole con 15 gradi? Non è che è impazzita l’applicazione o il modello. È proprio l’atmosfera che è estremamente dinamica. E i modelli cercano di anticipare i suoi spostamenti, ma risulta spesso difficile farlo.
Siamo però ancora vulnerabili alle correnti orientali
Paradossalmente, proprio nelle stagioni intermedie sembrano avere maggior vigore. Vi ricordate il freddo assolutamente precoce della prima parte di ottobre? Una vera e propria ondata di freddo di stampo invernale nel cuore dell’autunno. Chiaramente i suoi effetti sono stati molto limitati. Ma intanto le isoterme erano quasi tipiche dell’inverno.
Terremo aggiornati i lettori anche sulle eventuali improvvise ondate di calore, si tratta di una cosa complessa da prevedere con anticipo, dato che ne abbiamo una in corso proprio ora. Ovviamente in base alle medie tipiche di riferimento.
Guardando le cartine alcuni giorni fa non avremmo detto un caldo così ingente in quota. E invece c’è stato. Ecco perché è sempre bene analizzare i modelli meteo giorno per giorno, capendo anche eventuali sbalzi di temperatura. Ma pure di pattern tra un periodo e l’altro.