
Mentre il calendario segna oggi, Martedรฌ 3 Febbraio, una data che nel cuore dellโinverno dovrebbe solitamente portarci verso una lenta risalita termica, le mappe meteorologiche che abbiamo davanti agli occhi raccontano una storia decisamente diversa, quasi distopica per certi versi. Se provassimo a guardare dallโalto il nostro Continente, noteremmo una spaccatura netta, una ferita climatica che divide lโEuropa in due mondi paralleli che sembrano non comunicare tra loro. Da una parte abbiamo il gelo siderale, quello che non perdona, che ha radici profonde nelle steppe e che oggi sta letteralmente congelando lโarea orientale e russa, con punte che superano abbondantemente i -35ยฐC. Dallโaltra, cโรจ unโItalia che osserva da lontano, protetta dal suo bacino del Mar Mediterraneo, interessata solo marginalmente da questa colata artica che, pur facendo sentire il suo respiro affannato, non riesce a sfondare con la forza che molti si aspettavano.


Il mostro gelido che stringe lโest in una morsa
Non รจ un modo di dire, insomma, i numeri parlano chiaro e sono a dir poco impressionanti. Osservando le temperature rilevate a metร mattina in Russia e nei Paesi Baltici, sembra di leggere il bollettino di una spedizione polare, in effetti. In Russia, poco a nord di Mosca, i sensori segnano valori estremi come -37.9ยฐC e -32.6ยฐC, mentre la Finlandia e la Scandinavia non scherzano affatto, con una distesa di valori che indicano temperature costantemente sotto i -25ยฐC. Questo immenso lago di aria gelida, alimentato da un Vortice Polare particolarmente compatto ma proiettato verso latitudini piรน basse, sta mettendo a dura prova le infrastrutture e la quotidianitร di milioni di persone tra Bielorussia, Ucraina e Polonia.
Diciamolo chiaramente, รจ una situazione che mette i brividi anche solo a guardarla su uno schermo. Ma cosa sta succedendo esattamente a livello atmosferico per creare una disparitร cosรฌ marcata? La dinamica รจ quella classica di un blocco di alta pressione che si รจ piazzato sullโAtlantico, costringendo le correnti gelide a scivolare lungo il suo bordo orientale. Tuttavia, lโangolo di attacco di questa massa dโaria sta premiando, se cosรฌ si puรฒ dire, lโEuropa orientale, lasciando la nostra Penisola in una sorta di zona dโombra meteorologica.
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Italia tra piogge e nevicate
Se spostiamo lo sguardo sulle mappe radar che monitorano il tempo reale sulla nostra Italia, lo scenario cambia radicalmente, quasi ci trovassimo in unโaltra stagione. Mentre i russi combattono con il ghiaccio che spacca le pietre, noi siamo alle prese con un contesto molto piรน umido e decisamente meno estremo. I radar mostrano una perturbazione che sta attraversando il Mar Tirreno, portando piogge diffuse sulla Sardegna, sulla Toscana e sul Lazio. ร un passaggio instabile che, pur portando con sรฉ un calo delle temperature rispetto ai giorni scorsi, mantiene i termometri su valori decisamente piรน clementi.
A metร mattina, cittร come Roma registrano circa 11ยฐC, mentre al sud, in Sicilia, si toccano punte di 14.8ยฐC a Palermo. Certo, il Nord avverte maggiormente la vicinanza del lobo del Vortice Polare, con Milano che si attesta sui 3.0ยฐC, ma siamo ben lontani dalle temperature apocalittiche che stanno flagellando i nostri vicini di casa orientali. In Italia, il freddo vero rimane confinato sulle Alpi e lungo la dorsale dellโAppennino, dove il radar indica precipitazioni nevose consistenti sui rilevi del Nord Italia, soprattutto (sino a 400 metri). Guardando le immagini satellitari, si nota come la neve stia imbiancando le cime lombarde e venete, ma รจ una dinamica quasi โordinariaโ per il mese di Febbraio, nulla che faccia gridare allโemergenza climatica.
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La barriera protettiva e il ruolo del mare
Ci si chiede spesso perchรฉ lโItalia riesca spesso a evitare questi schiaffi gelidi. La risposta, in gran parte, risiede nella nostra complessa orografia e nel ruolo mitigatore del Mar Mediterraneo. Le Alpi, questa maestosa corona di roccia, agiscono come una diga naturale, deviando le correnti fredde provenienti da nord e costringendole a girare al largo o a entrare con ritardo attraverso la porta della bora. In questo caso specifico, lโondata di freddo sta scivolando verso i Balcani, lambendo appena le nostre coste adriatiche.
Inoltre, il calore accumulato dal mare nei mesi precedenti non si รจ ancora dissipato del tutto, creando un cuscino termico che impedisce alle temperature di crollare drasticamente, specialmente lungo le zone costiere. In effetti, guardando la mappa termica della Penisola, si nota una gradazione di colori che va dal verde chiaro del sud allโazzurro del nord, ma manca totalmente quel viola scuro che domina il resto dellโEuropa. ร come se fossimo in un porto sicuro, protetti da una tempesta che sta devastando tutto ciรฒ che trova sul suo cammino poco piรน a est.
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Riflessioni sul cambiamento climatico e la variabilitร
Nonostante la protezione geografica, non possiamo ignorare che questi eventi estremi siano sempre piรน frequenti e polarizzati. Un giorno ci troviamo a commentare un Inverno troppo mite, quasi primaverile, e quello dopo osserviamo mappe che sembrano uscite da un manuale di glaciazione. Questa variabilitร estrema รจ uno dei tratti distintivi del Riscaldamento Globale, che non significa solo temperature piรน alte ovunque, ma anche unโatmosfera piรน energetica e caotica, capace di generare ondate di gelo localizzate ma violentissime.
Osservando i dati di questo Martedรฌ 3 Febbraio, viene da pensare a quanto sia sottile il filo che ci separa da un evento storico di gelo. Sarebbe bastato uno spostamento di poche centinaia di chilometri verso ovest dellโasse della perturbazione per trovarci oggi a parlare di cittร italiane sepolte dalla neve e di temperature sotto lo zero da nord a sud. Invece, ci troviamo a gestire un passaggio piovoso, utile certamente per rimpinguare le riserve idriche, ma decisamente meno spettacolare (e pericoloso) del gelo siberiano.
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Uno sguardo al futuro prossimo
Cosa dobbiamo aspettarci per i prossimi giorni di Febbraio? Le previsioni indicano che il cuore del freddo continuerร a pulsare intensamente tra Russia e Europa dellโest, mentre lโItalia vivrร una fase di incertezza. Il flusso instabile legato alla depressione sul Mar Tirreno tenderร a spostarsi verso il Mar Adriatico, portando un ulteriore abbassamento delle temperature e nevicate a quote piรน basse sullโAppennino. Tuttavia, per ora, il โgrande geloโ resta un ospite sgradito che bussa alla porta senza riuscire a entrare del tutto.
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Insomma, possiamo dire che questa volta lโabbiamo scampata, o meglio, che la nostra posizione geografica ci ha regalato lโennesimo bonus stagionale. Ma la stagione non รจ finita e il Vortice Polare ha dimostrato di essere tuttโaltro che domato. Monitorare queste mappe, seguire lโevoluzione dei radar e interpretare i dati che arrivano dalle stazioni meteorologiche di tutto il Mondo รจ lโunico modo che abbiamo per non farci trovare impreparati quando, prima o poi, quel respiro ghiacciato deciderร di voltarsi verso di noi. In fondo, la meteorologia รจ anche questo, una continua lezione di umiltร di fronte alla forza immensa della natura.
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Credit
- NOAA โ National Oceanic and Atmospheric Administration
- ECMWF โ European Centre for Medium-Range Weather Forecasts
- World Meteorological Organization โ WMO
- Met Office โ United Kingdom Weather Service
- Mรฉtรฉo-France โ National Weather Service
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