Abbiamo parlato della possibilità di assistere a vere e proprie tempeste sulla fascia mediterranea, generate da basse pressioni anche piuttosto organizzate. Tuttavia, non sarà tanto il valore in ettopascal o millibar a determinare se un evento possa essere definito tempesta oppure no. In questo caso, ciò che avrà un ruolo particolarmente rilevante sarà la differenza di temperatura con gli anticicloni a nord delle Alpi.
Questi assetti vanno a generare forti contrasti termici, ma soprattutto differenze di pressione atmosferica molto consistenti. Infatti, quando si instaurano gradienti barici notevoli, come accaduto con il ciclone Henry, si possono creare condizioni ideali per vento di tempesta.
È quanto è appena successo in Portogallo, dove centinaia di alberi sono stati abbattuti dal passaggio di una tempesta legata a una bassa pressione non particolarmente profonda. A causa però della fortissima differenza di pressione atmosferica con le alte pressioni presenti più a nord, si sono registrate raffiche di vento superiori ai 180 km/h, provocando danni ingentissimi e, secondo quanto riportato dagli organi di stampa, addirittura circa 1 milione di persone rimaste senza energia elettrica.
Questo evento meteo può essere catalogato come fenomeno Meteo estremo e, a livello di danni, è risultato persino più grave rispetto a cicloni extratropicali o con caratteristiche ancora tropicali che negli scorsi anni hanno raggiunto il Portogallo tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno. Il Portogallo, particolarmente esposto alle correnti oceaniche, ne ha subito pesantemente le conseguenze.
Come abbiamo visto, però, anche aree mediterranee hanno sperimentato fenomeni meteo estremi. La stagione dei fenomeni meteo estremi è appena iniziata e avremo modo di osservare, gradualmente, come con l’aumento della radiazione solare nelle prossime settimane questi fenomeni torneranno a essere violenti anche in Italia, e non solo.
Per quanto riguarda la tempesta Henry, ne parleremo ovviamente in modo più approfondito. Questa analisi non intende essere un’allerta o un avviso meteorologico, bensì una considerazione sul clima e su come il clima stia mostrando con maggiore frequenza fenomeni sempre più aggressivi e dannosi, purtroppo anche poco prevedibili.
Solitamente una tempesta viene identificata da una pressione atmosferica particolarmente bassa, associata a un ciclone ben strutturato. Ad esempio, quello che interesserà la Florida sarà un ciclone bomba, con un approfondimento della pressione atmosferica superiore ai 20 hPa. Da noi, però, non è stato questo il meccanismo dominante.
Abbiamo avuto una situazione atmosferica piuttosto fuori dalla norma: una differenza di pressione atmosferica esagerata, su scala molto ampia, che ha innescato la tempesta. Ed è proprio per questo motivo che, in un contesto di crescente difficoltà previsionale, anche a distanza di pochi giorni, sarà necessario vigilare con attenzione sul gran freddo che si va nuovamente consolidando nel Nord Europa.
Crediti e fonti internazionali
Analisi e riferimenti modellistici basati sui dati di ECMWF – https://www.ecmwf.int
Supporto osservativo e climatico da NOAA – https://www.noaa.gov