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La media stabilità del tempo che ha caratterizzato l’ultimo periodo sull’Italia ha i giorni, se non per alcune aree, anche le ore contate. La moderata alta pressione già sta mostrando cenni di cedimento sulle regioni settentrionali dove, oltre alle nuvole già consuete, frutto di umidità marittima nel contesto anticiclonico pregresso, stanno arrivando prime infiltrazioni di aria instabile oceanica.

Qualche pioggia localmente un po’ più incisiva, infatti, è presente già in queste ore, come su parte della Toscana centro-settentrionale, su diverse aree romagnole e, localmente, qui con piogge più deboli, anche su Centro Nord Lombardia, area Milano, Bergamo, Como.

 

Non accadrà un granché ancora, se non una continuazione di disturbi, mediamente deboli e localizzati, sul medio-alto Tirreno, Nord appennino e localmente al Nord Ovest, anche per tutto domani. Naturalmente tempo stabile e più ampiamento soleggiato sul resto dei settori, salvo più nubi al Centro.

Da domani, pomeriggio/sera, il flusso umido inizierà a intensificarsi su Sardegna, Liguria e Piemonte, con arrivo di piogge irregolari su queste aree; insisteranno condizioni di prevalente stabilità sul resto del paese, salvo addensamenti nuvolosi locali.

 

Per sabato 17, piogge anche verso buona parte della Sicilia, poi della Calabria ionica e piogge in ulteriore intensificazione tra Ponente ligure e un po’ tutto il Piemonte, via via verso Ovest Lombardia; qualche pioggia locale, entro sera, anche su Emilia Romagna, Nord Appennino e sulle aree meridionali.

Svolta del tempo più significativa, per la formazione di una profonda depressione mediterranea tra le Baleari, la Tunisia, l’Algeria e le nostre due isole maggiori, tra domenica 18 e ancora più tra lunedì e mercoledì prossimi, quando arriverà un maltempo intenso sulle isole maggiori e sulla Calabria, anche con disagi e, inizialmente, maltempo ancora su Piemonte e Ponente Ligure, poi su queste aree via via meno.

 

Fino a tutta domenica, sul resto dei settori non citati, poca roba in termini di instabilità o iniziali addensamenti, proprio da domenica, con qualche pioggia sparsa a carattere locale; in prevalenza fenomeni assenti sul medio e alto Tirreno e al Nordest.

La citata depressione mediterranea, però, collocata più a Ovest e anche abbastanza bassa, fungerà da traino verso alcune aree italiane, per correnti fredde nel frattempo in azione sull’Est Europa.

 

Dunque, emerge dai forecasts ultimi, l’ipotesi di un flusso di aria continentale, non particolarmente fredda, tuttavia freddo di buona sostanza, via via in avanzamento retrogrado lungo il canale barico ascendente attivato dalla depressione mediterranea.

L’aria fredda penetrerà  verso l’Italia attraverso due corsie preferenziali: una dalla porta della Bora, Trieste, alto Adriatico, l’altra dal basso Adriatico, Puglia. Attraverso questa seconda corsia, arriverà sull’Italia muovendo dalla Grecia, Albania, Macedonia e farà ingresso dal basso Adriatico, dapprima verso la Puglia, poi verso la Lucania, anche Calabria, poi Campania, specie centro orientale, Molise e via via in espansione a tutte le aree adriatiche e appenniniche centrali; l’altro flusso freddo dall’alto Adriatico si espanderà a tutto il Nord.

 

I giorni in cui il flusso freddo si farà sentire con maggiore sostanza saranno quelli di Lunedì 19 e martedì 20; anche mercoledì 21 continuerà a fare freddo al Centro Nord, via via meno, però al Sud, dove arriveranno correnti più umide e miti meridionali.

Non ci sarà un granchè di effetti instabili su buona parte delle aree interessate dal flusso freddo, perlomeno fino a quando esso sarà più attivo. Si tratterà, infatti, di aria fredda in buona parte asciutta, per di più con scarsa interazione con i sistemi instabili legati alla depressione mediterranea, collocata un po’ troppo a Sud e a Ovest.

 

Tuttavia, su alcune aree meridionali, specie sulla Calabria, l’interazione tra il freddo moderato proveniente da Est e i fronti instabili da Ovest o da Sud, potrà essere più produttiva con condizioni per nevicate su tutti i rilievi regionali calabresi, appunto tra lunedì e martedì, a 800/1000 m, occasionalmente più in basso in presenza di rovesci più intensi. Qui neve anche abbondante dai 1000 m.

Neve abbondante oltre i 1000 m anche sull’Etna e sui rilievi nordorientali siciliani martedì. Sul resto delle aree meridionali, dove l’aria fredda sarà più sostanziosa, potrà aversi instabilità più scarsa e localizzata, sempre tra lunedì e metà giornata di mercoledì, tuttavia, dove presente, essa potrà produrre fiocchi a 700/800 m, in qualche caso anche più in basso tra martedì e la mattinata di mercoledì.

 

Da evidenziare le nevicate diffuse e qui fino a bassa quota, 4/500 m, su Sud Piemonte e su aree interne liguri occidentali, in particolare nella notte su lunedì 19 e poi nel corso di lunedì; naturalmente neve a quote medio-basse su Alpi occidentali per la stessa fase.

Possibili fiocchi deboli fino in collina anche sul medio Adriatico, tra Marche, Molise e Abruzzo, ma su queste aree l’instabilità potrà mostrarsi ancora più scarsa. Freddo, ma senza fenomeni al Nord.

 

Si tratta di una evoluzione, però, ancora da definire meglio, in quanto oltre le 72 ore, e non è affatto escluso che possa esserci una interazione più produttiva, tra bassa pressione mediterranea e flusso freddo orientale, con qualche fase di neve più sostanziosa fino in collina, specie per le aree del medio e basso Adriatico e relative appenniniche. Ulteriori aggiornamenti nelle nostre quotidiane rubriche. Su elaborazione dati del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio-Lungo Raggio (ECMWF).

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