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BOMBE DI GRANDINE 100

 

È ancora possibile che arrivi il Burian direttamente sul nostro Paese? La risposta ovviamente è sì. Anche se sono cambiate tante cose rispetto a un tempo. Prima di tutto, fare una precisazione. Il vento di Burian ufficialmente non arriva in Italia, ma indichiamo la possibilità di masse d’aria retrograde che entrano dalla Porta della Bora.

 

Gelo estremo, ma meno di un tempo

È bene chiarire una cosa importante. Il riscaldamento globale coinvolge tutto il pianeta, a maggior ragione le altissime latitudini. Fa molto meno freddo anche in quelle zone. Può sembrare del tutto marginale, ma se un tempo era comune avere anche 50 gradi sotto zero nel cuore della Russia, adesso capita con più difficoltà.

 

A questo punti sorge spontanea una domanda. Cosa ci importa se c’è meno freddo a quelle latitudini? Vediamo un esempio. L’aria che parte da là prima o poi ovviamente si riscalda. Quindi, se in quelle zone ci sono 50 gradi sotto zero può arrivare perfettamente gelida anche da noi, a 5000 km di distanza. Viceversa, se parte con 30 gradi sotto zero, da che arrivi ancora gelida da noi diminuisce. Può arrivare, ma può addirittura non permettere più condizioni meteo nevose a basse quote.

 

Le grandi manovre del gelo

Per l’arrivo del Buran alle nostre latitudini, c’è una configurazione meteo particolare che si chiama Ponte di Wejkoff. Durante la stagione fredda, gli anticicloni vengono quasi sempre associati a sole e clima mite primaverile. Ma attenzione. In alcune configurazioni, possono anche facilitare il flusso di aria fredda proveniente dalla Siberia verso il continente.

 

È il caso proprio dell’Anticiclone delle Azzorre, il quale si sposta verso nord e crea un corridoio che permette alle correnti gelide di penetrare nel cuore dell’Europa. Ecco che, alla luce di quanto spiegato, paradossalmente un buon anticiclone alle latitudine molto alte può giocare addirittura in nostro favore. Anzi, senza questa manovre non potrebbe mai arrivare il Buran.

 

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Classica carta che analizza l’arrivo del freddo dalla Siberia. Questa è una reanalisi della prima parte della storica ondata di gelo del gennaio 1985.

 

Ma sarà ancora possibile?

Per adesso non ci sono le possibilità concrete nelle prossime due settimane. Qualora ci fossero eventuali ondate di gelo, potrebbero ripetersi come quelle di un tempo, almeno nella sostanza. C’è un problema però. Non solo le masse d’aria sono meno rigide rispetto a un tempo, ma è molto più facile scalfirle con le correnti miti.

 

Vi ricordate il caso dell’ondata di gelo siberiano del 2018. Sulla carta era qualcosa di paragonabile ai grandi eventi estremi del passato, ma poi alla fine è durato solo qualche giorno ed è stato rapidamente mandato via grazie a una nuova fase meteo di stampo primaverile. Perché anche in epoca di global warming possono esistere le ondate di gelo, saranno sempre più brevi, rare e meno intense di un tempo.

 

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Certamente sarà ancora possibile avere un’ondata di gelo sul nostro paese, ma molto probabilmente sarà diversa rispetto a una volta…
ID 49762064 ©
Jmweb7 | Dreamstime.com

 

Credits

ECMWF

Global Forecast System del NOAA, 

ICON

AROME

ARPEGE

IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change)

Copernicus Climate Change Service (C3S)

NASA Goddard Institute

American Meteorological Society

JMA –

WMO – World Meteorological Organization

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