
(METEOGIORNALE.IT) Mancano pochi giorni a un drastico cambio di circolazione che metterà l’Europa nelle condizioni di ricevere le prime ondate di gelo della stagione. Una parte di quest’aria gelida di origine continentale, ovvero proveniente dalla Russia e addirittura dalle lontane steppe siberiane, potrebbe interessare l’Europa centrale e addirittura il Mediterraneo subito dopo Natale. Tutto questo sarà reso possibile dal ritorno del famigerato ponte di Woeikoff.
Cos’è il ponte di Woeikoff e perché porta il gelo
Il ponte di Woeikoff è una delle configurazioni bariche più importanti e temute nel semestre freddo europeo. Si tratta di un collegamento anticiclonico tra l’alta pressione delle Azzorre e l’alta pressione scandinava, un vero e proprio “ponte” di aria stabile che si estende lungo i meridiani e che interrompe il normale flusso zonale delle perturbazioni atlantiche.
Quando questa struttura riesce a consolidarsi:
- l’oceano perde la sua influenza mitigatrice sull’Europa
- il continente resta esposto alle masse d’aria gelide accumulate sull’Europa orientale e sulla Russia
Maltempo prima di Natale
Prima di Natale certamente non ci sarà alta pressione, e la risalita dell’alta pressione delle Azzorre sul Nord Atlantico arriverà già in prossimità del Solstizio d’Inverno, atteso domenica 21 dicembre. Insomma, non ci sarà bel tempo e sole sul nostro Stivale: arriveranno varie perturbazioni dall’Atlantico, colme di aria fredda di origine groenlandese, ovvero la tipica aria polare marittima, in grado di portare nevicate a quote di montagna e pioggia in pianura.

Il ruolo chiave di questa fase di maltempo
Questa fase rappresenta spesso il preludio alle grandi manovre invernali. L’aria polare marittima, pur essendo fredda, resta mitigata dal passaggio sull’oceano e raramente riesce a garantire neve diffusa in pianura. Tuttavia è fondamentale perché:
- raffredda il continente
- accumula freddo nei bassi strati
- prepara il terreno a irruzioni successive di tutt’altra natura, molto più secche e gelide
Fra tutte spicca la perturbazione di Natale, ovvero quella che potrebbe raggiungere l’Italia tra il 22 e il 25 dicembre. Si tratterà di un ampio vortice groenlandese che prima interesserà l’Europa occidentale e poi si fionderà nel Mediterraneo centrale, arrecando un severo peggioramento con tante piogge, locali temporali e soprattutto abbondanti nevicate molto preziose su tutto l’arco alpino e l’Appennino settentrionale.
Sulle regioni nord-occidentali la neve potrebbe spingersi a quote decisamente più basse tra il 23, il 24 e il 25 dicembre, proprio nel pieno delle feste di Natale.
Queste nevicate avranno un ruolo cruciale anche dal punto di vista termico, perché contribuiranno a raffreddare ulteriormente il suolo e a creare quei cuscinetti freddi nei bassi strati che, in presenza di irruzioni continentali, diventano determinanti per l’arrivo della neve fino in pianura.
Nasce il ponte di Woeikoff: stop all’Atlantico, via libera al gelo
Mentre in Italia faremo i conti con il maltempo, ecco che si svilupperà il ponte di Woeikoff tra l’Atlantico e l’Europa settentrionale. Tutto merito di una forte ondulazione della corrente a getto che spedirà l’alta pressione delle Azzorre prima tra Groenlandia e Islanda e poi sulla Scandinavia, dove andrà a legarsi all’alta pressione scandinava.
Quando la corrente a getto assume un’ondulazione così pronunciata, l’atmosfera entra in una fase di blocco. Sul fianco orientale dell’anticiclone si attiva un flusso retrogrado, ovvero da est verso ovest, che consente al gelo russo-siberiano di muoversi verso l’Europa.
Perché il gelo da est è così pericoloso
Proprio in queste circostanze l’Europa si trova assolutamente priva di difese verso il gelo continentale proveniente dalla Russia e dalla Siberia, ed è proprio in queste occasioni che è possibile rivedere la neve in pianura o addirittura sulle città di mare.
Il gelo da est possiede caratteristiche molto diverse rispetto al freddo atlantico. Si tratta di aria:
- estremamente secca e densa
- pesante, che scorre nei bassi strati come una vera colata gelida
Questa aria, una volta entrata nel bacino padano o lungo le coste adriatiche, tende a rimanere intrappolata al suolo e può resistere anche in presenza di correnti più miti in quota.
Rischio gelo e neve entro Capodanno
Questo ovviamente non vuol dire che sia ormai certo l’arrivo della neve a bassa quota o in pianura, poiché andranno chiarite tutte le traiettorie dei flussi gelidi provenienti dall’est Europa. In ogni caso aumentano sensibilmente le chance per ondate di gelo continentali verso l’Europa centrale e verso l’Italia subito dopo Natale e in vista di Capodanno.
Basterà infatti una leggera ondulazione più meridionale del flusso orientale o la formazione di una depressione sul Mediterraneo per trasformare il gelo secco in un evento nevoso di ampia portata.
Insomma, nel finale di dicembre l’Inverno potrebbe improvvisamente ruggire, con il gelo dell’est che manca in Italia da diversi anni.
Fonti e riferimenti scientifici:
- ECMWF (Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio Termine): https://www.ecmwf.int
- NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration): https://www.noaa.gov
- Copernicus Climate Change Service: https://climate.copernicus.eu
- Meteo France: https://meteofrance.com
- DWD – Deutscher Wetterdienst (Servizio Meteorologico Tedesco): https://www.dwd.de



