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Riscaldamento stratosferico improvviso. Un termine meteo piuttosto tecnico che però indica un importante eventualità per le sorti dell’inverno. Sappiamo già che le ultime stagioni sono state piuttosto anonime. Mancanza di neve, gelate ridotte, ondate di gelo totalmente assenti. Quest’anno potrebbe cambiare qualcosa? Non resta che vedere se ci sarà un nuovo colpo di scena tra il mese di gennaio e quello di febbraio.

 

Un approfondimento tecnico

Ci troviamo nella Stratosfera, tra i 10 e i 50 km sopra la superficie terrestre. È qui che ogni tanto si verifica un fenomeno assolutamente straordinario, capace di condizionare il tempo per centinaia di migliaia di chilometri quadrati.

 

Anche per settimane. Il famoso Sudden Stratospheric Warming (SSW). È un po’ complicato ma noi esemplifichiamo parecchio. Siamo sul Polo Nord e di colpo avviene una vera e propria esplosione termica: in pochi giorni, la temperatura può aumentare di 40, 50, perfino 70 gradi!

 

Paradossalmente, un riscaldamento stratosferico ingente in sede polare potrebbe favorire ondate di gelo alle medie latitudini.
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Chase Dekker | Dreamstime.com

 

Le conseguenze

Si tratta in poche parole di uno sconquasso che mina il Vortice Polare. Questo termine ormai è familiare anche a chi non segue la meteorologia, ma per capire davvero di cosa si tratta, bisogna immaginarlo come una sorta di trottola che gira vorticosamente e trattiene il freddo.

 

Finché gira compatta e veloce, mantiene il freddo confinato all’Artico, mentre alle medie latitudini le correnti miti oceaniche ci portano un clima relativamente temperato. Italia inclusa. Quando è così di freddo non ce n’é traccia.
Quando però si verifica uno Stratwarming può addirittura invertire il senso di rotazione. I venti iniziano a soffiare da est verso ovest, dando le probabilità di avere una colata gelida da nord-est. Che è una condizione essenziale per avere freddo solitario.

 

Non semplifichiamo troppo, però!

Esattamente come accade in molti altri campi della scienza, non è così semplice la situazione. Si possono essere dei SSW molto forti e non arrivare praticamente nulla in Italia. Perché magari finisce tutto sui Balcani. In caso emblematico è stato nel febbraio 2023. Un’ondata di gelo intensa su Ucraina, Romania e Bulgaria, ma arrivata Non solo attenuata in Italia, ma nemmeno ha garantito le nevicate che si potevano sperare.

 

L’ondata di gelo del febbraio 2023 è finita tutta sui Balcani, mentre in Italia è arrivato poco e nulla. ID 12252339 ©
Oseland | Dreamstime.com

 

Un altro fattore

C’è un altro indice essenziale che regola le condizioni meteo dell’inverno. L’Oscillazione Nord Atlantica, la cosiddetta NAO. Quando uno Stratwarming significativo riesce ad arrivare nella bassa atmosfera, la NAO tende a crollare. Ciò significa che si forma un blocco di alta pressione sull’Atlantico, costringendo l’aria gelida a scendere verso l’Europa centrale e il Mediterraneo.

 

Quando l’aria fredda continentale incontra correnti umide provenienti dall’Atlantico o dal Mediterraneo, si creano condizioni perfette per nevicate diffuse e anche a quote basse. Ma attenzione a non cadere in facili giochi. L’equilibrio è davvero delicato e ce la si gioca sul grado. Basta un leggero aumento della temperatura o un minimo ritardo nelle correnti per trasformare la neve in pioggia. Come sta accadendo sempre con maggior frequenza.

 

Ci sono ancora abbondanti nevicate, ma sempre più a quote di montagna e non più in pianura o peggio ancora sulle coste.
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minnystock | Dreamstime.com

 

C’è pure un paradosso

Anche con il riscaldamento globale continuiamo a osservare gelate e fasi di freddo intenso. Un Artico più caldo riduce il gradiente di temperatura tra Polo e Equatore, indebolendo il Vortice Polare e rendendolo più vulnerabile agli Stratwarming. Così potremmo vivere inverni generalmente più miti, interrotti da improvvise ondate di gelo, spesso intense ma di breve durata.

 

Scordiamoci tre mesi di inverno come un tempo. La maggior parte sarà sotto anticicloni o con mitezza generale. Ma ciò non toglie che anche in un clima più caldo, fasi meteo di stampo polare o addirittura russo possono ancora capitare. Ma in maniera molto occasionale, ricordiamocelo bene…

 

Credits

ECMWF

Global Forecast System del NOAA, 

ICON

AROME

ARPEGE

IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change)

Copernicus Climate Change Service (C3S)

NASA Goddard Institute

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