
(METEOGIORNALE.IT) Mancano ormai pochi giorni all’inizio del 2026, ma i dubbi riguardo l’ondata di freddo artico-continentale che dovrebbe inaugurare il nuovo anno non si azzerano ancora. I principali centri meteo mostrano infatti parecchie incertezze e differenze notevoli sulla traiettoria che assumerà questo fiume d’aria fredda proveniente dal Nord-Est dell’Europa. Queste differenze dipendono essenzialmente dalla resistenza dell’alta pressione delle Azzorre sull’Europa nord-occidentale, che fino a questo momento ha permesso l’arrivo del gelo quantomeno su Scandinavia e Russia europea.
Europa orientale nel freezer, freddo anche in Italia?
In effetti, già da qualche giorno l’Est Europa è entrato letteralmente nel freezer, visto che le temperature sono precipitate di gran lunga sotto la media del periodo e la neve sta raggiungendo quote pianeggianti su vasta scala. Tutto questo freddo, però, ha bisogno di un’ulteriore spinta per poter fiondarsi sui Balcani e poi anche sul Mediterraneo.
Questa spinta può arrivare solo dall’alta pressione delle Azzorre sull’Europa nord-occidentale, grazie alla sua tenacia e alla sua resistenza. Un fattore che, però, non è affatto scontato, visto che i principali centri meteo cominciano a intravedere un repentino indebolimento di questa struttura anticiclonica proprio nei primi giorni di gennaio.
Il ruolo chiave dell’alta pressione
Nel momento in cui l’alta pressione inizierà a indebolirsi su Islanda e Gran Bretagna, automaticamente il freddo dell’Est Europa non riuscirà a raggiungere l’Italia, se non in maniera del tutto marginale per 24–36 ore. Senza quell’alta pressione così determinante, il gelo orientale potrebbe affluire con maggiore facilità solo sull’Europa centrale o, tutt’al più, restare confinato nei territori d’origine.
Arriverà davvero la neve in Italia?
Ma in poche parole, arriverà la neve sì o no? Fino al 30 dicembre pochi dubbi: ci saranno sole e bel tempo. Poi, potrebbe essere la volta del maltempo. L’ondata di freddo di inizio 2026 dovrebbe quantomeno sfiorare l’Italia, soprattutto il versante Adriatico, che resta il settore più esposto alle correnti provenienti da Nord-Est.
Le prime avvisaglie di freddo potrebbero arrivare nel giorno di San Silvestro, quando la colonnina di mercurio rischia di precipitare di parecchi gradi su tutto il Nord-Est italiano e il versante Adriatico, e già in questo frangente potrebbero verificarsi piovaschi e locali nevicate fino a quote di alta collina.

Le finestre temporali più importanti
Secondo gli scenari attuali, i momenti più delicati potrebbero essere:
- San Silvestro, con primo calo termico e fenomeni sparsi sul versante Adriatico
- Tra il 3 e il 4 gennaio, possibile nuova irruzione fredda più incisiva
Potrebbe trattarsi solo di un assaggio, oppure del preludio a una ulteriore ondata di freddo, al momento inquadrata dal Centro Meteo americano GFS, che potrebbe investire in modo più diretto il medio-basso Adriatico e il Sud.
In caso di traiettoria favorevole, i settori maggiormente coinvolti sarebbero:
- Medio-basso Adriatico
- Sud Italia
- Zone costiere esposte ai venti di Nord-Est
In questo scenario non si escludono fiocchi di neve a quote molto basse, o addirittura sui litorali. Tuttavia, come specificato, questa potenziale ondata di freddo e neve resta strettamente legata alla tenuta dell’alta pressione delle Azzorre sull’Europa nord-occidentale, che al momento appare ancora in bilico.
Fonti e modelli consultati
Per elaborare questa analisi ho confrontato le simulazioni dei principali centri meteo internazionali, facendo riferimento ai dati del modello GFS del National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA), alle elaborazioni del Centro Meteo Europeo ECMWF e ai prodotti ufficiali della NOAA:
- https://www.ncep.noaa.gov
- https://www.ecmwf.int
- https://www.noaa.gov



