Peggioramento che ha portato fenomeni più rilevanti anzitutto sul Nordovest e Sardegna, poi abbiamo assistito a uno spostamento dei fenomeni al Sud Italia a causa di un vortice afro-mediterraneo la cui traiettoria ha confermato un maggiore coinvolgimento dei mari meridionali.
In questo momento stiamo assistendo a un graduale, ulteriore peggioramento a causa di una complessa situazione barica: da un lato l’intensa attività depressionaria nord atlantica, dall’altro lato la presenza di un’ampia struttura anticiclonica sul Nord Europa. Quest’ultima sarà responsabile di uno scivolamento d’aria molto fredda prima sui settori orientali europei poi del distacco di un vortice freddo destinato a transitare poco a nord delle Alpi.
Su quest’ultimo c’erano dubbi inerenti l’esatta traiettoria ma le ultimissime interpolazioni modellistiche ci dicono che sfilerà a nord e poi a ovest, non riuscendo in tal modo ad avere ripercussioni dirette sulle nostre regioni eccezion fatta per il Nord Italia laddove confermiamo alte chances di nevicate a bassissima quota tra Natale e Santo Stefano.
Ma la situazione è tutt’altro che semplice, difatti il Mediterraneo rimarrà sede ciclonica nel corso delle festività determinando in tal modo parecchia instabilità su tutte le nostre regioni.
Ciò che accadrà in seguito non è affatto scontato, difatti al momento sembra poter prevalere un temporaneo rialzo della pressione a ridosso di fine anno. Una blanda Alta Pressione che se confermata potrebbe garantire un miglioramento del tempo subito dopo Santo Stefano. Dopodiché attenzione, perché è ampiamente confermata la possente ondata di gelo sull’Europa orientale e le ripercussioni in Italia potrebbero farsi avanti in men che non si dica.
In tal senso sussistono comunque non poche incertezze, difatti le ultimissime emissioni dei modelli matematici europei vedrebbero il gelo defilarsi verso la Grecia, mentre in Italia si riaffaccerebbe una depressione nord atlantica. Comunque sia le probabilità di maltempo anche a Capodanno sono molto alte, ma per quel che concerne il tipo di peggioramento si dovrà pazientare ancora qualche giorno.
L’eventuale ondata di gelo, ampiamente descritta in precedenti approfondimenti, andrà tenuta sott’occhio perché tali situazioni possono cambiare il quadro previsionale da un momento all’altro. Potrebbe essere posticipata di qualche giorno, ma potrebbe anche non realizzarsi ed è giusto evidenziarlo. Come detto a suo tempo certe configurazioni bariche sono particolarmente complesse, rappresentando una vera e propria spina nel fianco nelle proiezioni dei centri di calcolo internazionali. Quel che è certo è che ci aspetta un periodo estremamente interessante, a prescindere da quelli che saranno gli effetti puntuali sulle nostre regioni.