Ci siamo, oramai manca davvero poco. Ribaltone meteo totale a livello europeo. Andiamo per gradi e scopriamo che cosa sta per accadere. Tenendo conto che lo sconquasso atmosferico che sta per arrivare sul vecchio continente sarà qualcosa di duraturo. Non risulterà la solita toccata e fuga, questa volta…
Il pattern
L’Europa centro-settentrionale verrà infatti coinvolta, in due distinte fasi, da un afflusso di aria fredda pienamente invernale. Questo sviluppo, già fiutato dai modelli meteorologici con una settimana di anticipo, indica una marcata saccatura di origine artica destinata ad avanzare verso latitudini più meridionali.
Tra mercoledì 19 e giovedì 20, tale struttura dovrebbe riuscire a inserirsi sul settore occidentale del Mediterraneo, portando con sé una circolazione instabile e spiccatamente fredda. Stavolta si andrà molto al di sotto delle medie del periodo per diversi giorni. Anche se il nocciolo gelido più freddo, inizialmente previsto proprio sulle nostre teste, risulta deviato verso ovest.

Le peculiarità
La saccatura, tra le altre cose, sarà molto estesa. Secondo le proiezioni meteo, il suo asse affonderebbe fin quasi l’entroterra algerino. Nonostante sia veramente enorme, avrà comunque una caratteristica. Il ritorno delle correnti occidentali (dettate dall’alta pressione delle Azzorre) contribuirà a separare la saccatura, facendola andare in goccia fredda. Questo da un lato potrebbe favorire la formazione di una ciclogenesi mediterranea molto profonda.
Prima che tale modifica della circolazione possa concretizzarsi a livello sinottico, la parte più fredda dell’irruzione avrà comunque avuto il tempo di raggiungere la Francia. Ecco, proprio il paese Oltralpe sarà quello più colpito dal freddo, dove la neve potrà scendere davvero a livello di pianura. Nulla di eccezionale, sia chiaro, giova sempre ricordarlo.
Profondo minimo di bassa pressione?
La disposizione delle correnti in quota, fortemente ciclonica e a veloce evoluzione europea, potrebbe offrire le condizioni necessarie alla formazione di un minimo di bassa pressione. E questo risulterebbe colpire in pieno l’Italia. La quale si ritroverebbe posizionata tra un richiamo freddo a ovest e un flusso più mite da est. Ne deriverebbe una fase di maltempo diffuso. La prima vera ondata di maltempo forte dell’autunno!

Freddo in parte limato
Rispetto a quanto paventato dai modelli meteo alcuni giorni fa, l’irruzione fredda non riuscirebbe a raggiungere in maniera uniforme l’intera Penisola. È comunque verosimile che, in seguito all’eventuale ciclogenesi sui nostri mari, l’aria più fredda riesca a penetrare soprattutto sul Nord Italia tramite la celebre Porta della Bora. Complessivo sarebbe quello di un drastico calo delle temperature, a livello comunque da inizio inverno e non così eccezionale.
Nascerà un ciclone?
Non è facile collocare con precisione la posizione esatta, la forza, la durata è l’evoluzione del minimo di bassa pressione previsto tra giovedì 20 e venerdì 21, ma che potrebbe durare anche sabato 22. Come sempre, molto dipenderà dalla capacità del minimo depressionario di risalire verso le regioni settentrionali e di coinvolgerle in modo attivo.
Se così fosse le nevicate sull’Appennino settentrionale sarebbero davvero a quote molto basse. Pare invece in parte ai margini l’area alpina, anche se non si esclude la possibilità di neve sulle Alpi marittime. Invitiamo i lettori a seguire i nostri aggiornamenti meteo per capire l’evoluzione del tempo.
Credit
L’articolo è stato redatto analizzando i dati dei modelli meteo ECMWF e Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE
