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Chi conosce le dinamiche atmosferiche legate all’indebolimento del Vortice Polare sa di che parliamo. Ma il nostro intento, ovviamente, è quello di spiegarlo a tutti. Nel modo più semplice possibile

 

Senza troppi giri di parole: i modelli matematici fanno fatica. Faticano a interpretare dinamiche “inverse” rispetto a quella che dovrebbe essere la normale circolazione atmosferica emisferica. Sappiamo, infatti, che nel nostro emisfero le correnti d’aria si muovono da ovest verso est.

 

Tuttavia in determinati periodi del semestre freddo (Autunno/Inverno) possono accadere eventi di un certo tipo. Eventi che riguardano la propagazioni di flussi di calore verso le alte quote atmosferiche, ovvero laddove il Vortice Polare Stratosferico comanda le operazioni.

 

Sappiamo che quando il Vortice è forte, compatto, posizionato sulla verticale del Polo Nord abbiamo il “tipico” flusso zonale. Ed è ciò che stiamo osservando in questo primo scorcio di Novembre. Perturbazioni che arrivano da ovest-nordovest, perturbazioni capaci di portarci piogge di un certo spessore. A prescindere dalle chiarissime complicazioni afro-mediterranee, ma questo è un altro discorso.

 

Dicevamo dei flussi di calore. Sono quelli che portano una struttura gelida, il Vortice Polare appunto, a rallentare. Rallentare, modificare la propria struttura, cambiare posizione. A volte, quando quei flussi di calore sono potenti e costanti, addirittura a rompersi in più parti.

 

Ed ecco che a quel punto tutto cambia, a quel punto il flusso zonale subisce un brusco stop, invertendo rotta. Le correnti si muovono in direzione opposta, da est verso ovest ed è evidente che questo tipo di circolazione implica il trasporto di aria gelida. Gelo dall’Artico, oppure dalla lontana Siberia, dipende.

 

Fatto sta che questo tipo di dinamica è talmente esplosiva e insolita che i modelli matematici faticano a leggerla ed è per questo che spesso e volentieri appare a pochi giorni dagli eventi. Ed ora vi starete chiedendo: perché tutto questo discorso?

 

Perché quando sta per succedere al Vortice Polare, stante le proiezioni attuali, è degno di nota. C’è chi parla persino di evento record. Se così fosse siamo convinti che tra non molto – chissà, magari già dalla prossima settimana – nelle code modellistiche potrebbe intravedersi qualcosa. Qualcosa in termini invernali, qualcosa in termini di gran freddo, o forse persino gelo.

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