Proiezioni che mostrano quella ricollocazione barica imputabile, presumibilmente, alla rapida frenata del Vortice Polare. Ed è per questo che il passaggio dal caldo al freddo potrebbe essere fulmineo, per certi versi sorprendente. Eppure, per chi ricorda le “classiche Estati di San Martino”, in passato accadeva sovente che determinate rimonte anticicloniche rappresentassero realmente lo spartiacque tra l’Autunno “atlantico” e l’Autunno “invernale”.
Spesso e volentieri succedeva che dopo la rimonta anticiclonica di metà mese si materializzassero dei peggioramenti ben più incisivi ma soprattutto ben più freddi dei precedenti. Prima le perturbazioni atlantiche, poi i primi “colpi” artici. Sintomo evidente dell’Inverno ormai alle porte.
Quest’anno pare possa accadere qualcosa di simile. D’altronde lo stiamo scrivendo da tempo, l’Autunno 2025 – pur con svariate differenze – ricalca le orme di un Autunno vecchio stile. Non per il classico via vai perturbato, piuttosto per la spiccata dinamicità atmosferica in grado di proporci repentini sbalzi d’umore.
Ed ecco quindi arrivato il momento della svolta, di quella vera. Perché a quanto pare la prossima settimana rappresenterà la linea di confine tra un certo tipo di configurazione barica – indotta dalla temporanea accelerazione del Vortice Polare – e sinottiche pienamente invernali.
Il caldo anomalo della prossima settimana – che è giusto definire tale in virtù di anomalie termiche positive che localmente potrebbero raggiungere picchi di 10°C – potrebbe cedere di schianto sotto i colpi dell’Artico. O comunque di masse d’aria fredda provenienti dal Nord Europa.
Le probabilità che possa nevicare a bassa quota, entro fine mese, sono elevate. Chiaro, per far sì che ciò accada debbono verificarsi determinate condizioni favorevoli, ma crediamo che l’imminente crisi esponenziale del Vortice Polare stia per mostrarci proiezioni modellistiche letteralmente esplosive.
