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Cuscinetto di aria fredda in Pianura Padana di novembre, ideale per prima la neve

La domanda che ci viene posta è se durante il mese di novembre si può formare in Pianura Padana il cosiddetto cuscinetto di aria fredda. Innanzitutto, il

La domanda che ci viene posta è se durante il mese di novembre si può formare in Pianura Padana il cosiddetto cuscinetto di aria fredda. Innanzitutto, il cuscinetto di aria fredda è uno strato di aria più fredda che si deposita nei bassi strati dell’atmosfera e tende a persistere soprattutto nel settore centro occidentale della Pianura Padana. Ciò avviene per la scarsa ventilazione e per il fatto che, a nord, ovest e sud, la pianura risulta praticamente incastonata tra rilievi montuosi elevati, con ventilazione pressoché assente. Nelle notti serene mancano gli scambi d’aria e, per irraggiamento notturno, la temperatura tende ad abbassarsi. A causa dell’alta umidità si formano le nebbie, che in novembre diventano via via più persistenti, soprattutto nei periodi dominati da alta pressione. Con un anticiclone ben strutturato, il tempo in Pianura Padana risulta spesso grigio e privo di sole.

A quote superiori, dalle colline verso le montagne, il tempo risulta invece soleggiato e, poiché negli ultimi anni gli anticicloni sono spesso piuttosto miti, le temperature in quota risultano anche superiori rispetto alla pianura, soprattutto nelle ore diurne. In questo contesto, nella fase di formazione del cuscinetto di aria fredda, le precipitazioni spesso mancano.

Questo cuscinetto tende poi a intensificarsi gradualmente nel corso delle settimane di novembre, fino a divenire più persistente e talvolta intenso verso dicembre. Nelle aree urbane risulta meno marcato a causa dell’isola di calore estiva di cui si parla spesso: nei grandi centri, ma anche nelle città minori, la temperatura minima scende a valori meno bassi rispetto alle campagne. In aree urbane estese, come Milano, la nebbia in alcuni quartieri talvolta non si forma, perché l’aria non raggiunge facilmente la condensazione.

Questo freddo si autogenera soprattutto in presenza di alta pressione e di dispersione del calore nelle ore notturne. Tuttavia, per avere un cuscinetto di aria fredda ben marcato serve un afflusso di masse d’aria fredde provenienti da nord o dalle regioni artiche, oppure, in alcune circostanze, dalla Siberia, dalla Russia o dai Balcani, insomma da aree più fredde rispetto all’Italia. In queste situazioni la temperatura in Pianura Padana può scendere decisamente sotto lo zero: in annate particolari, non lontane nel tempo, si è spesso scesi anche sotto i meno dieci °C, persino con nebbia, tanto da osservare nebbia che gela e paesaggi imbiancati come dopo una nevicata.

Il cuscinetto di aria fredda diventa cruciale quando sopraggiungono perturbazioni da ovest o sud ovest. Se al suolo la temperatura è attorno a 0 °C o inferiore e in quota scorre aria più mite ma non calda, in pianura possono verificarsi precipitazioni nevose. In effetti, in Pianura Padana la neve deriva in gran parte da ciò che viene chiamato neve da addolcimento: transita una perturbazione e la temperatura tende a salire lievemente, erodendo in parte il cuscinetto. Se però il passaggio è abbastanza rapido, dopo la nevicata il cuscinetto di aria fredda può perfino rinforzarsi grazie alla neve al suolo, che aumenta l’albedo.

Stiamo parlando di situazioni meteo più tipiche del passato, perché fenomeni di questa tipologia non si vedono con frequenza da diversi anni. L’ultimo episodio ben definito si osserva negli ultimi giorni di dicembre 2020, soprattutto sul settore occidentale del Nord Italia. Detto ciò, il cuscinetto di aria fredda padano si forma tranquillamente ed è presente già in novembre: anche in questi giorni, sui rilievi le temperature non risultano molto inferiori rispetto alla pianura e, in alcuni casi, durante il giorno sono persino appena superiori. Non siamo però nella fase delle nebbie dense: manca un forte anticiclone e altri fattori non favoriscono ancora la loro formazione.

Va ricordato che la nebbia di un tempo non si forma più con la stessa facilità: sebbene la Pianura Padana resti tra le aree più inquinate d’Europa, la quantità di inquinanti è molto più bassa rispetto al passato. Incidono anche i cambiamenti climatici, ma la diminuzione degli agenti inquinanti non è trascurabile. Con temperature anche ben sopra 0 °C, altrove si osserva smog con aspetto nebbioso, come accade nelle grandi città dell’India; ad esempio New Delhi è stata colpita nei giorni scorsi da una situazione di nebbia smog particolarmente pericolosa per la salute.

In conclusione, siamo in attesa che si consolidi il famoso cuscinetto padano, così da osservare un abbassamento significativo della temperatura media su quest’area dell’Italia, caratteristica del suo clima. Poi si vedrà se anche quest’inverno sarà accompagnato da precipitazioni oppure no. L’incertezza resta elevata perché osserviamo di continuo anomalie particolarmente importanti in Europa. In questo momento, con una crisi del Vortice Polare, un’irruzione di aria fredda si sta per manifestare sulla parte centro orientale degli Stati Uniti d’America; successivamente il freddo dovrebbe interessare l’Europa settentrionale, ma nulla di simile, per ora, verso l’Italia, dove le perturbazioni dovrebbero scorrere sul basso Mediterraneo, lasciando la Pianura Padana all’asciutto, cioè senza precipitazioni.

Credit: NOAA, ECMWF, Met Office, WMO, EUMETSAT

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