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      Home » Una “bomba meteorologica” sull’Atlantico verso Terranova
      A Scelta dalla RedazioneMeteo News

      Una “bomba meteorologica” sull’Atlantico verso Terranova

      Antonio Lombardi
      Antonio Lombardi
      Pubblicato: 03/11/2025
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      10 Min Lettura
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      Contents
      • Che cos’è la bombogenesi e perché il Nord Atlantico la favorisce
      • Il quadro sinottico verso martedì su Terranova
      • Perché la pressione scende così rapidamente
      • Impatto atteso tra costa e interno
      • Cosa rende diverso questo evento da una tempesta “qualsiasi”
      • Uno sguardo oltre martedì
      • Riassumendo

      C’è un vuoto d’aria che cresce minuto dopo minuto sull’Atlantico Nord. Le mappe mostrano isobare sempre più fitte, come corde tirate allo spasimo tra il cuore del sistema e l’oceano ancora tiepido. Al largo di Terranova e Labrador, il barometro scende a vista d’occhio. Martedì il vortice entrerà in scena, ma il suo vero colpo di teatro sta avvenendo adesso, mentre la pressione crolla e il vento prende corpo.

      La parola che circola tra i meteorologi è “bombogenesi”. Suona enfatica, ma è un termine tecnico. Significa che una bassa pressione, nata come tante, imbocca la corsia di sorpasso, si intensifica rapidamente e, in meno di un giorno, diventa capace di muovere mari e cieli. Questo è lo scenario che precede l’impatto atteso sulle coste orientali di Terranova nella giornata di martedì 4 novembre.

      Chi guarda dalla terraferma percepirà soltanto segnali isolati nelle prossime ore: la nuvolosità che incalza da sudovest, il vento che gira e si rafforza, la risacca che si fa cupa lungo la costa da St. John’s verso la penisola di Avalon. Ma per capire cosa sta accadendo davvero bisogna scendere nelle dinamiche fisiche che alimentano una “bomba” invernale sull’Atlantico.

       

      Che cos’è la bombogenesi e perché il Nord Atlantico la favorisce

      I manuali definiscono “Bombogenesi” l’intensificazione rapida di un ciclone extratropicale. In termini pratici, a 60 gradi di latitudine il criterio classico è un calo di almeno 24 hPa in 24 ore. Il valore soglia è “scalato” con la latitudine, ma il concetto non cambia: quando la pressione precipita così in fretta, il gradiente barico si impennạ e i venti si organizzano su ampia scala con raffiche violente e precipitazioni intense. A differenza dei cicloni tropicali, qui l’energia non viene da un “occhio” caldo ma dal contrasto tra masse d’aria diverse, guidate da un getto polare vivace e da fronti molto attivi.

      Il Nord Atlantico è un laboratorio naturale per questo tipo di sviluppo. Nelle settimane autunnali l’oceano conserva ancora calore, mentre dall’Artico e dal Canada scendono impulsi di aria più fredda e secca. L’incontro tra superfici marine relativamente calde e aria in quota instabile crea le condizioni perfette per un rapido approfondimento del minimo al suolo. Se a questo si sovrappone una forte curvatura del flusso in quota e una ventilazione favorevole su più piani dell’atmosfera, la miccia è accesa.

       

      Il quadro sinottico verso martedì su Terranova

      Tra lunedì sera e martedì, il minimo atlantico continua a scendere di pressione spostandosi verso le alte latitudini a est di Terranova. Le analisi e le previsioni marine di centri internazionali indicano un vortice sotto la soglia dei 960 hPa nel settore compreso tra i Grand Banks e le acque a nordest dell’isola, con venti di burrasca larga e tratti con intensità da tempesta su quadranti meridionali e orientali dell’area oceanica. L’avvezione calda sul lato orientale del minimo e l’avvezione fredda postfrontale sul lato occidentale sostengono la rapida caduta barica e il serrarsi delle isobare.

      Per le comunità costiere della East Coast di Terranova, la dinamica si tradurrà in un regime di vento teso che tenderà a rinforzare, con le raffiche più forti lungo i promontori esposti e sulle alture della penisola di Avalon. La pioggia sarà organizzata in bande, a tratti intensa, soprattutto nella fase prefrontale; alle spalle del fronte freddo l’aria più secca e stabile limiterà i fenomeni, ma il vento resterà protagonista per diverse ore. In mare aperto, a sud e a est dei Grand Banks, il combinato di fetch lungo e gradiente barico potrà generare onde significative di vari metri, con mare molto agitato e mareggiate sulle coste esposte.

       

      Perché la pressione scende così rapidamente

      La risposta sta nell’accoppiamento tra oceano e atmosfera. Il mare dell’Atlantico Nord rilascia calore e umidità nello strato limite, alimentando nubi e precipitazioni sul lato ascendente del sistema. Il rilascio di calore latente durante la condensazione intensifica la colonna d’aria e favorisce ulteriormente l’approfondimento del minimo al suolo. In quota, la presenza di un getto polare accelerato crea regioni di divergenza che “aspirano” massa dall’alto, permettendo alla pressione di crollare più in fretta. È la stessa fisica che rende alcune depressioni autunnali particolarmente “effervescenti” appena incontrano acque più calde.

      Il linguaggio tecnico parla di baroclinicità, frontogenesi profonda e accoppiamento con il getto a 300 hPa. Tradotto, significa che più ingredienti stanno lavorando all’unisono: il gradiente termico orizzontale elevato, la curvatura della saccatura in quota, la forzante dinamica legata alle anomalie di vorticità e l’umidità disponibile a bassa e media troposfera. Quando questi fattori si sommano con la giusta fase, il risultato è un approfondimento “esplosivo”.

       

      Impatto atteso tra costa e interno

      Martedì, tra mattina e pomeriggio locali, il lato più energico del sistema sfiorerà la costa orientale di Terranova. Le raffiche di vento più incisive si concentreranno sui tratti costieri e sulle creste esposte, con scarti locali superiori alla ventosità media della regione in situazioni di burrasca. In città come St. John’s il profilo urbano e l’orografia potranno modulare i massimi, con canali di accelerazione lungo le vallate e nei corridoi tra gli edifici. Sulle aree interne, la ventilazione resterà sostenuta ma più irregolare, con occasionali rinforzi al passaggio delle bande di precipitazione.

      Le piogge si presenteranno a tratti forti nella fase di warm conveyor belt, specie sui versanti rivolti ai quadranti meridionali dove si attiverà un sollevamento orografico aggiuntivo. Con l’ingresso dell’aria più fresca in quota, non si esclude un rapido calo dello zero termico sulle aree più elevate dell’interno, sufficiente a trasformare la pioggia in neve umida sui rilievi, ma l’elemento dominante lungo la costa rimarrà l’acqua in forma liquida. In mare, la combinazione di vento e onda produrrà condizioni proibitive per la piccola navigazione, con rischio di mareggiate sulle esposizioni est e sudest.

       

      Cosa rende diverso questo evento da una tempesta “qualsiasi”

      Non è solo una questione di intensità, ma di rapidità. Il tempo di risposta dei sistemi costieri, della rete elettrica e dei servizi aerei e marittimi è più critico quando un minimo si approfondisce nelle stesse ore in cui si avvicina alla terra. La bombogenesi riduce le finestre utili per pianificare le operazioni e tende a concentrare vento e pioggia in architetture frontali più compatte. In altri casi noti sull’Atlantico Nord, analoghi minimi hanno raggiunto valori inferiori a 960 hPa, con campi di vento di vasta scala e onde significative elevate in mare aperto. I prodotti operativi per la navigazione d’altura in queste situazioni segnalano corridoi di vento con intensità da tempesta e mare molto agitato su fasce ampie, spesso a est o sudest del centro di bassa pressione.

       

      Uno sguardo oltre martedì

      Nel corso di martedì sera e mercoledì, il minimo tenderà a sfilare verso nordest, trasferendo gradualmente i massimi di vento e l’onda più imponente lontano da Terranova. Sulla terraferma il meteo migliorerà in modo irregolare, con ventilazione ancora sostenuta e residua instabilità sul settore orientale, quindi una progressiva attenuazione dei fenomeni. L’oceano invece impiegherà più tempo a smaltire l’energia immagazzinata nel campo d’onda generato durante la fase esplosiva.

       

      Riassumendo

      Una bassa pressione in rapida intensificazione sull’Atlantico Nord sta vivendo un episodio di bombogenesi mentre si avvicina a Terranova. Tra martedì 4 novembre e le ore successive sono attesi vento forte con raffiche localmente violente sulla costa orientale, piogge intense a tratti e mare molto agitato al largo, con mareggiate sulle esposizioni orientali. La dinamica è tipica della stagione: forte contrasto termico, oceano ancora mite, getto polare attivo e rilascio di calore latente che accelera l’approfondimento del minimo.

       

      Credit: NOAA Ocean Prediction Center, NOAA National Ocean Service, American Meteorological Society Glossary, Environment and Climate Change Canada, NOAA Unified Surface Analysis, Britannica

       

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      TAG:bombogenesi atlanticaciclone extratropicaletempesta nord atlanticoterranova e labradorvortice polare
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