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Abbiamo già affrontato il giro di boa stagionale. Dobbiamo ragionare evidentemente in termini meteorologici e in tal senso tra poco meno di un mese saremo in Inverno. Chi al contrario preferisce ragionare in termini astronomici avrà ancora un po’ di tempo a disposizione, a disposizione per analizzare le dinamiche atmosferiche capaci di trasmettere segnali invernali più o meno rilevanti

 

Segnali che continuano ad arrivare, segnali che molto probabilmente arriveranno anche nelle prossime 2-3 settimane. A quanto pare la dinamicità atmosferica autunnale è destinata ad accelerare ancora, soprattutto nella seconda metà di Novembre. In tal senso le varie proiezioni modellistiche lasciano intravedere scenari certamente interessanti, soprattutto in proiezione invernale.

 

Vi sarà capitato di leggere alcuni approfondimenti all’interno dei quali si sottolineava l’importanza di Novembre nel costruire le fondazioni del prossimo Inverno. In questo periodo, infatti, il Vortice Polare si proietta autorevolmente verso la piena maturità, o comunque tende ad accelerare in maniera importante.

 

Quest’anno no, le cose stanno andando diversamente. Diversamente nel senso che le accelerazioni vengono subito frenate e fin tanto che non sarà in grado di raggiungere determinate velocità non dovremo preoccuparci più di tanto. Preoccuparci, ad esempio, di rimonte anticicloniche consistenti e durature.

 

Anche quella che stiamo affrontando durerà un paio di giorni, non di più. E’ il sintomo, inequivocabile, della debolezza del Vortice Polare. E’ giusto ripeterlo, perché la comprensione delle complesse dinamiche atmosferiche e dell’interazione tra i vari livelli che la compongono è essenziale per farsi un’idea di quella che potrebbe essere la stagione invernale.

 

E’ un Autunno che fino a questo punto ha corso veloce, anzi velocissimo. Noi che siamo del settore non abbiamo avuto modo di annoiarci, ogni giorno c’era qualcosa di cui parlare. Ed è bene così, altrimenti avrebbe voluto dire che l’Alta Pressione aveva dominato in lungo e in largo impedendo di discutere di altro.

 

Per questo e per altri motivi, dei quali peraltro abbiamo già parlato in altra sede, crediamo che il prossimo possa essere realmente un grandissimo Inverno. Che le dinamiche atmosferiche stiano gettando le basi per un Inverno nettamente diverso dai 3 precedenti, che poi tutto ciò possa tradursi in una stagione “normale” anche qui da noi è un altro paio di maniche.

 

Quel che è certo è che per poter sperare in un po’ di normalità stagionale dobbiamo sperare che tutti gli indizi a nostra disposizione si traducano in realtà. A quel punto siamo convinti che l’Inverno, anche da noi, possa fare la voce grossa. Come non succedeva da tempo, da troppo tempo.

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