Poi c’è un altro elemento da tenere in considerazione: l’altitudine. Quindi sarà opportuno distinguere i rilievi dalle colline, le pianure dalle coste. Ma anche in montagna dovremo distinguere le varie quote, perché un conto sono i 1500 metri sulle Alpi, un altro conto sono i 1500 sull’Appennino meridionale.
Distinzioni che evidentemente dipendono dalla complessità del clima italiano ed è proprio questa la bellezza del nostro Paese, ossia proporci così tante sfaccettature climatiche che limitarsi ad una sola analisi non sarebbe affatto possibile.
Ma andiamo al dunque: nevicherà? E se sì, dove nevicherà di più? Partiamo da ciò che sappiamo, ovvero da ciò che propongono gli autorevoli centri di calcolo internazionali. A tal proposito sia che si tratti di quelli europei sia che si tratti di quelli americani le Alpi dovrebbero non avere particolari problemi.
Difficile, ovviamente, dirvi a che quota ma a quanto pare il prossimo potrebbe essere un Inverno decisamente diverso dai precedenti. I 3 pregressi, infatti, non proposero nulla di tutto ciò e passarono alla storia perché entrati di diritto nella classifica degli Inverni peggiori di sempre.
Già avere neve sulle Alpi sarebbe importante. Anzi, importantissimo. Idem per quel che riguarda l’Appennino, perché anche qui non nevica decentemente da un bel po’ di tempo. Ci fu qualcosa l’anno scorso a causa di qualche tentativo d’irruzione da est, ma fu davvero troppo poco.
A tal proposito possiamo dirvi che anche la dorsale appenninica potrebbe usufruire di importanti nevicate e sarebbe senz’altro una buona notizia.
A questo punto proviamo a capire quali potrebbero essere i periodi migliori e per farlo dobbiamo tenere conto di quelle dinamiche atmosferiche di cui abbiamo già parlato in precedenti approfondimenti. Quindi dobbiamo tenere conto, evidentemente, della possibile evoluzione del Vortice Polare e della sua probabile debolezza anche nelle prossime settimane.
Ed è per questo crediamo che le migliori occasioni si potrebbero avere a inizio Inverno – quindi nel mese di Dicembre e in modo particolare nella sua prima metà – e nell’ultima parte – quindi verso fine Gennaio/Febbraio. Ciò perché dopo la debolezza iniziale non è da escludere che verso il traguardo possa subentrare persino una completa destrutturazione del Vortice Polare. Quindi il cosiddetto “split”.
Per quanto riguarda le altre quote, quindi colline, pianure e coste, dovremo aggiornarci in seguito. Diciamo che in collina potrebbero presentarsi diverse occasioni, mentre in pianura e sui litorali dipenderà dal tipo d’irruzione. In Val Padana potrebbe nevicare, idem sui litorali adriatici qualora ad esempio il freddo – se non addirittura il gelo – arrivasse da est. Comunque sia, elementi sui quali ragionare ce ne sono tanti ed è giusto tenerli in debita considerazione perché potrebbe essere un Inverno decisamente diverso dal solito.