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Molta incertezza, da parte dei centri di calcolo, sull’evoluzione nel medio periodo. Nelle simulazioni degli ultimi giorni, si stanno alternando, in riferimento all’Italia, scenari più stabili e anticiclonici ad altri più movimentati, questi ultimi per inserimenti rapidi di impulsi instabili circoscritti fino ai settori centrali del nostro bacino.

La difficile lettura della possibile evoluzione è determinata dalla particolare dinamicità tipica del periodo autunnale avanzato, durante il quale iniziano, via via, a farsi più vivaci le interferenze del fronte sub-polare perturbato verso le medie e basse latitudini, compatibilmente con la progressione verso il trimestre più freddo invernale.

 

Tuttavia, le ultimissime elaborazioni, quelle di appena questa mattina, del centro di calcolo europeo ECMWF, sembrano prendere una piega prevalente verso un contesto nuovamente instabile, sebbene non ovunque, e magari nemmeno significativamente instabile, tuttavia non affatto anticiclonico.

Per di più, e questa è una novità dell’ultima ora, l’instabilità prospettata, seppure moderata, sarebbe frutto di una circolazione che, via via, prenderebbe una piega settentrionale, non più occidentale. Ciò, a causa di un impulso instabile di matrice Nord-atlantica che riuscirebbe a compiere un’azione più verticale, deviando a Ovest un tentativo di influenza anticiclonica.

 

Questa azione, da parte dell‘impulso Nord-atlantico, dovrebbe concretizzarsi soprattutto a inizio della settimana prossima, quando esso opererebbe uno strappo meridiano dai settori francesi, attraverso quelli centrali europei, fino a penetrare sul Mediterraneo centrale, per poi evolvere verso il Sud-Est Europa.

Insomma, un impulso più meridiano con caratteristiche anche relativamente fredde. L’azione pre-frontale e più intensa, in termini di instabilità, legata a questo impulso e ancora con componente circolatore in prevalenza occidentale, si compirebbe nel corso di domenica 2 e soprattutto sulle regioni settentrionali, dove ci sarebbero i rovesci e temporali più diffusi, anche più intensi su diversi settori.

 

Appena a seguire, in un cavo depressionario instabile che, nel frattempo, prenderebbe una traiettoria nord occidentale, l’impulso attraverserebbe le regioni centro-meridionali italiane e quelle adriatiche, in particolare nel corso di lunedì 3, ma ancora con strascichi verso il basso Adriatico e le estreme aree meridionali nella giornata di martedì 4 e, sull’estremo Sud e sui settori ionici, anche in quella di mercoledì 5.

Dunque, dopo la fase più instabile di domenica 2 al Nord e localmente sul medio-alto Tirreno, lunedì 3 nubi e piogge o anche locali temporali, riguarderebbero i settori di Nordest e diffusamente del Centro Sud, qui meno le aree ioniche calabresi e la Sicilia centro meridionale. La matrice settentrionale delle correnti portanti, lascerebbe all’asciutto i settori centro occidentali del Nord, dell’alto Tirreno, anche buona parte della Toscana e la Sardegna.

 

Per il giorno successivo, martedì 4, tempo migliore diffusamente anche al Centro, salvo ultimi addensamenti tra Abruzzo e Molise, mediamente meglio anche al Sud qui, tuttavia, con più nubi irregolari e ancora rovesci sparsi specie tra Puglia, Calabria e Nord Est Sicilia.

Da martedì, le precipitazioni andrebbero via via scemando su buona parte anche delle aree centro-meridionali, rimanendo ancora attive sull’estremo Sud, e ciò ancora più verso metà della settimana prossima, con tempo che si farebbe via via stabile su gran patre d’Italia, anche con ampio soleggiamento al Centro Nord.

 

Va rilevato, però, una circolazione più settentrionale che prenderebbe piede da lunedì 3 e potrebbe portarsi avanti fino, appunto, alla metà della prossima settimana, ossia fino a giovedì 5 novembre, quindi prospettive di calo termico apprezzabile per correnti da Nord.

Il calo termico inizierebbe da Lunedì 3, ma si farebbe apprezzabile tra martedì 4 e mercoledì 5, quando potrebbe essere nell’ordine di 3/4° su buona parte del territorio, ma fino a 6/7° sulle aree adriatiche, specie appenniniche centro meridionali.

 

Insomma, refrigerio abbastanza sostanzioso in vista, non invernale, ma senz’altro incisivo, per giunta associato a una intensificazione dei venti settentrionali, in particolare sulle aree del medio e basso Adriatico, ma anche sui bacini Tirrenici, di più su quelli a largo e in prossimità delle isole maggiori. Su elaborazione dati del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio-Lungo Raggio (ECMWF).

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