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Un po’ tutti i centri di calcolo, piuttosto uniformati, hanno prospettato, sostanzialmente fino a ieri, un tipo di circolazione, si caratterizzato da correnti umide atlantiche, anche instabili per gran parte dell’Italia, specie la parte centro settentrionale, con nubi e piogge, ma, di contro, anche un’onda calda e più asciutta traghettata dalle correnti ascendenti depressionarie verso le regioni insulari e meridionali.

Il tipo barico, sarebbe stato uno di quelli classici della fase autunnale, con affondo di cavo nord-atlantico verso la Penisola Iberica, movimento di correnti meridionali umide verso il Mediterraneo settentrionale e richiamo di aria più calda verso i settori centrali del bacino.

 

In questa prospettiva, naturalmente, i settori insulari, quelli meridionali e anche del medio-basso Adriatico, avrebbero avuto aria più asciutta e decisamente più calda, con un buon incremento termico, anche anomalo per il periodo.

L’aumento termico sarebbe stato generalizzato, quindi anche sul resto dell’Italia, tuttavia sul medio-alto Tirreno e al Nord, senz’altro più contenuto a causa di una maggiore nuvolosità e delle piogge associate.

 

Ebbene, tutto questo, o quasi tutto, è stato sostanzialmente cancellato nell’ultimissima emissione di oggi, verosimilmente più affidabile delle precedenti.

Sono cambiate, infatti, le dinamiche di affondo del cavo instabile Nord-atlantico verso l’Ovest Europa, cavo non più tagliente con asse Nordovest Sudest, ma con una azione più zonale, quindi con scarso richiamo del promontorio anticiclonico subtropicale lungo l’ascendente depressionario.

 

Dunque, una sorta di appiattimento di questo promontorio che, nelle simulazioni appena precedenti, era visto approdare efficacemente per qualche giorno verso le regioni meridionali.

Ne consegue un forte ridimensionamento dell’onda calda a esso associato. Non sarebbe proprio tutto cancellato, un certo maggiore tepore raggiungerebbe comunque l’Italia, ma indugerebbe per soli 24/36 ore appena sulle isole maggiori, anche su qualche settore del medio basso Adriatico e meridionale, per di più, con aumento termico senz’altro più contenuto.

 

Stando agli ultimi dati, probabilmente la giornata più tiepida al Centro Sud e sulle isole maggiori sarebbe quella di giovedì 23, quando, su questi settori potrebbero essere raggiunti valori massimi verso i 26-27°, più probabili sul medio basso Adriatico, sul Materano e su diversi settori interni delle isole maggiori.

Niente di particolarmente importante, a fronte dei 30 e passa grandi supposti precedentemente e su varie aree pianeggianti e, lo ribadiamo, con durata decisamente breve, poiché già dal 24 inizierebbe un nuovo ridimensionamento termico, per l’incidere progressivo di correnti più fresche oceaniche.

 

Tuttavia, abbiamo titolato un “quasi flop” e non tutto flop, poichè, nel quadro complessivo settimanale, va evidenziato un nuovo, temporaneo sussulto del fronte caldo Nord-africano, ma ugualmente molto veloce, nel corso della giornata di domenica 26, e che riguarderebbe, però, essenzialmente la Sicilia e l’estremo Sud, i settori ionici, quindi molto circoscritto.

Per la Sicilia, quest’ultima “zampata nord-africana”, potrebbe essere la più calda, effettivamente con valori massimi verso i 30 o persino 31° sulla parte orientale dell’isola, soprattutto sul Catanese.

 

Flusso più caldo per nulla incidente sul resto dell’Italia dove, anzi, una perturbazione atlantica porterebbe nubi a piogge diffuse, in particolare al Centro e sulle rimanenti aree del Sud. Naturalmente il tutto in un contesto decisamente più mite sul resto d’Italia. Su elaborazione dati del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio-Lungo Raggio (ECMWF).

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