Appare piuttosto delineata l’evoluzione anche per la seconda decade di ottobre, evoluzione caratterizzata ancora da una circolazione segnatamente meridiana, quindi con anticiclone di blocco sui settori occidentali europei, alta pressione meno potenziata in corrispondenza del Mediterraneo centrale, dove tenderanno a confluire azioni instabili nel corso dei prossimi giorni.
In particolare, soprattutto a iniziare da domani e poi verso il fine settimana, un’area depressionaria, già da giorni presente sul Mediterraneo Occidentale, avanzerà progressivamente verso Est, portando un peggioramento del tempo, dapprima sulle Isole maggiori, poi verso il Sud e localmente anche verso diverse aree del Centro.
Nel contempo, dai settori continentali europei e lungo il bordo orientale dell’alta pressione, scenderà aria relativamente più fredda che andrà in parte a confluire verso la depressione attiva sui mari meridionali italiani, amplificandone la portata verso il Centrosud e comportando un nuovo calo generale delle temperature.
La configurazione barica descritta, con blocco alla circolazione atlantica e azioni moderatamente depressionarie verso il Mediterraneo centrale, anche con confluenza di aria fresca da Nordest, oltre a essere piuttosto anomala per questo periodo, mediamente più vocato ad azioni umide atlantiche, finisce con l’essere anche piuttosto siccitosa per diversi settori italiani, in particolare settentrionali e del medio-alto Tirreno, più piovoso, invece, per le regioni meridionali, insulari e del medio basso Adriatico.
E’ un tipo di circolazione che, in qualche modo, ha caratterizzato la prima decade di ottobre e continuerà a caratterizzare anche la seconda. C’è, però, una svolta in prospettiva per il corso della terza decadede.
Dopo l’azione perturbata che si esprimerà per il resto di questa settimana e fino al 20/21 del mese circa, a seguire, quindi per il corso degli ultimi 8/10 giorni di ottobre, si annuncia, stando alle simulazioni ultime dei modelli matematici sul più lungo termine, un cambio di circolazione, probabilmente anche sostanziale.
L’alta pressione, che da giorni sta indugiando sull’Atlantico orientale e anche sul Regno Unito, verrebbe (usiamo il condizionale da ora) progressivamente scalfita dalle correnti instabili Nord-atlantiche al punto che, per il corso della terza decade, potrebbe essere rimpiazzata completamente, in qulla posizione, da un’area depressionaria crescente e in significativo approfondimento proprio sull’arcipelago britannico.
Un’attività ciclonica collocata in quella posizione, Nord-atlantica, potrebbe facilmente destrutturare l’alta pressione oltre che in corrispondenza dell’Ovest Europa, anche verso il Mediterraneo nord-occidentale e, dunque, attivare correnti umide e instabili da quel settore britannico, attraverso il Golfo di Biscaglia e la Francia, anche verso i settori settentrionali del nostro bacino.
Prospettive, dunque, di un cambiamento di circolazione all’insegna di correnti più umide occidentali, foriere di instabilità e piogge, di più al Nord e sul medio-alto il Tirreno, meno al Sud e sul medio basso Adriatico. Nel contempo, le medesime correnti di estrazione più mite oceanica e meridionale, comporterebbero un generale rialzo termico, più sostanzioso al Centro Sud.
In sintesi, ci sarebbero tutti i presupposti, stando ai nuovi aggiornamenti sul lungo termine, per una certa compensazione, ma solo nell’ultima decade del mese e in riferimento al Nord e al medio-alto Tirreno, del deficit di pioggia che caratterizzerebbe gran parte di questo ottobre. Su elaborazione dati del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio-Lungo Raggio (ECMWF).