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Chi ha dato un’occhiata ai modelli matematici avrà notato come le emissioni giornaliere stiano trovando difficoltà nell’inquadrare al meglio l’esatta traiettoria della colata d’aria fredda.

 

Quale sarà l’esatta traiettoria della colata artica?

 

Le condizioni meteo climatiche dovrebbero orientarsi su frequenze invernali, su questo punto sembrano esserci pochi dubbi. Tuttavia il grado di coinvolgimento delle nostre regioni dipenderà evidentemente proprio dalla collocazione della colata. Teniamo conto di un elemento: sarà aria particolarmente fredda, difatti il Vortice Polare è a dir poco gelido e la provenienza della massa d’aria fredda sarà tale per cui un diretto coinvolgimento dell’Italia potrebbe esporci a nevicate piuttosto forti.

 

Le ultimissime interpolazione dei centri di calcolo internazionali ci dicono che il freddo potrebbe scivolare più a est, complice chiaramente una maggiore invadenza dell’Alta Pressione. Se così fosse verrebbero coinvolte maggiormente le regioni adriatiche e del Sud, laddove le precipitazioni potrebbero risultare più probabili e le nevicate potrebbero spingersi a bassissima quota.

 

Ma al momento non possiamo escludere che la colata possa interessarci direttamente, ipotesi quest’ultima evidenziata da alcune proiezioni dei modelli matematici tanto americani quanto europei.

 

Si tratta di una di quelle configurazioni meritevoli di costanti aggiustamenti, in queste circostanze le proiezioni modellistiche cercano di trovare la quadratura del cerchio prendendosi tutto il tempo a disposizione. Importante, comunque, dirvi che sarà una manovra pienamente invernale e che tra l’altro potrebbe aprire le porte a modifiche sostanziali della configurazione barica continentale.

 

Significa che il prosieguo di febbraio potrebbe proporci altre situazioni simili, con l’Artico che prima o poi potrebbe riuscire a far breccia seriamente sul Mediterraneo centrale.

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