Contesto vulcanologico
Le ricerche piรน aggiornate, pubblicate fra il 2023 e il 2024, descrivono unโarea compresa tra 2,5 e 3,5 km sotto la caldera dei Campi Flegrei dove si raccolgono fluidi in forte sovrapressione. Gli autori precisano che si tratta di volumi rocciosi fratturati, saturi di gas di origine magmatica, con eventuale magma presente a quote maggiori, fin verso 5 km. Nessuno di questi studi parla di una grotta vuota, bensรฌ di una regione permeata da miscele gassose ad alta temperatura e pressione.
La presunta โcavitร โ
Lโipotesi di una singola cavitร nuova a 3,6 km non trova conferme dirette nelle pubblicazioni. Le indagini sismiche e geochimiche delineano piuttosto un serbatoio diffuso dove i gas, provenienti da profonditร intorno a 6-9 km, risalgono verso livelli piรน superficiali. Questo movimento alimenta sia il bradisismo sia le anomalie osservate nelle fumarole.
Fluidi in sovrapressione e rischi connessi
La presenza di gas magmatici compressi contribuisce allโinnesco degli sciami sismici e al sollevamento del suolo nellโarea flegrea. Anche se non si puรฒ parlare di camera magmatica โvuotaโ, la combinazione di fratture, elevata temperatura e pressione rende questi volumi particolarmente sensibili a variazioni del sistema vulcanico.
Tecniche di indagine
Gli studiosi combinano tomografia sismica, analisi chimico-fisiche dei gas e modelli di deformazione crustale per ricostruire lโarchitettura interna del vulcano. Questi approcci hanno permesso di riconoscere nel dettaglio i luoghi in cui i gas si accumulano, pur senza consentire lโaccesso diretto o la conferma visiva di cavitร aperte.
Stato attuale della ricerca
Il quadro che emerge รจ quello di un sistema complesso, in continuo cambiamento, dove gli interrogativi sulla reale composizione dei volumi profondi restano aperti. I dati disponibili indicano la coesistenza di gas e, piรน in profonditร , di magma, senza evidenza di un singolo spazio vuoto di nuova formazione.
Credit varie fonti, in particolare www.ingv.it