Il "paradiso perduto" in Italia per colpa del meteo estivo

Il "paradiso perduto" in Italia per colpa del meteo estivo

In America Nord Europa si discute molto delle regioni mediterranee, in particolare dei cambiamenti meteorologici che si stanno verificando e che stanno alterando il clima. Il paradiso terrestre del Mar Mediterraneo è diventato teatro di un forte e malsano aumento delle temperature che sta generando condizioni atmosferiche invivibili, soprattutto durante la stagione estiva , con ripercussioni sempre più evidenti anche sul settore turistico .

Ne parla il New York Times in un eccellente articolo dedicato principalmente alla situazione di Barcellona, ma sappiamo bene che quanto riportato per la città spagnola riguarda anche l’Italia, poiché le condizioni atmosferiche sono ormai molto simili. Cosa sta accadendo a Barcellona? Innanzitutto, la temperatura media è aumentata sensibilmente, un fenomeno particolarmente percepibile durante la stagione estiva che diventa invivibile a causa del caldo soffocante che attanaglia soprattutto le località costiere , dove i tassi di umidità aumentano a dismisura per via del mare molto caldo.

È vero che la temperatura del mare è diminuita in questi giorni, infatti c’è stato un calo del caldo estremo che si era verificato durante il mese di giugno, quando si erano raggiunte temperature record che avevano toccato addirittura i 46°C nel sud-ovest della Spagna. Molte località del Portogallo avevano registrato 40°C, comprese le periferie di Lisbona, fortunatamente influenzate dal vento fresco proveniente dall’Oceano Atlantico.

Il “ paradiso perduto ” è proprio questo, come sottolinea il giornalista americano: il paradiso del Mediterraneo. Parliamo delle coste di Spagna, Italia, Grecia e Francia, frequentatissime da tutti gli europei durante la stagione estiva, dove fino a qualche decennio fa l’estate era davvero un paradiso. Si viveva fino a sera senza soffrire eccessivamente il caldo, e anche di giorno si potevano visitare tranquillamente queste bellissime e uniche città costiere. Il Mar Mediterraneo rimane infatti uno dei bacini marini del mondo con le coste più belle.

La Grecia , ad esempio, offre un mare spettacolare soprattutto nell’Egeo con la sua miriade di isole. L’Italia possiede coste che sono tra le più belle del Mediterraneo: parliamo di quelle della Puglia, del Sud Italia e soprattutto di Sardegna, Sicilia, Calabria, Campania e Basilicata. Tutte queste aree stanno vivendo un cambiamento climatico con temperature estive in sensibile aumento . Immaginiamo solo che nella giornata del 15 luglio, a Cagliari Elmas è stata misurata una temperatura di 38°C , ad Alghero Fertilia 36°C , così come più o meno anche a Olbia.

Attualmente, condizioni climatiche piacevoli si possono ancora vivere in Puglia, ma attenzione: il caldo rovente , secondo le previsioni dei modelli matematici, proporrà a brevissimo un’ ondata di calore forse di fortissima intensità: l’ennesima. Siamo effettivamente ormai vicini a quello che è il culmine della stagione estiva. Il Mar Mediterraneo da paradiso delle vacanze sta diventando un posto da evitare nel culmine della stagione estiva, e lo stanno percependo (dopo averlo sperimentato o letto le temperature registrate) molti turisti.

Effettivamente, il flusso del turismo non è diminuito eccessivamente, anche perché a livello globale, soprattutto dopo il periodo della pandemia, abbiamo avuto un incremento sensibile dei flussi turistici in generale. Tuttavia, nel Mar Mediterraneo l’aumento non è stato eccessivo rispetto al passato, anche se alla fine ci si lamenta dell’ overtourism , soprattutto in alcune località tra cui Barcellona e tantissime altre in Italia.

Il problema che attanaglia queste aree è il grande caldo estivo di giugno, luglio e agosto. Il periodo ideale per andare al mare e frequentare le coste mediterranee sta diventando settembre e anche ottobre. Tuttavia, non tutte le strutture turistiche sono organizzate per permettersi un turismo in quel periodo dell’anno, anche perché probabilmente non è sufficientemente pubblicizzato che il clima è ideale per andare al mare proprio in quei mesi. Così molti scelgono altre destinazioni, ma c’è molta confusione negli spostamenti.

Leggevo alcuni post di persone che sono state, ad esempio, alle Maldive durante la stagione secca , dove non ci sarebbero dovute essere piogge, e invece hanno trascorso giornate intere dentro i bungalow perché pioveva a dirotto. Diverse persone lamentano che alle Maldive hanno avuto la settimana rovinata questo inverno proprio a causa del maltempo. Il clima è cambiato effettivamente: stiamo parlando di qualcosa che va controcorrente rispetto alle posizioni di alcuni geologi, alcuni governi e alcuni partiti politici. Ma questa situazione è dimostrata dai numeri; poi, effettivamente, ciascuno è libero di pensarla come vuole.

Nel frattempo, il Mar Mediterraneo sta perdendo il suo fascino. Innanzitutto è danneggiato dalle tempeste invernali a causa del vento più forte del passato che trascina verso il mare la sabbia delle spiagge, le quali si riducono. Danni alle spiagge vengono segnalati un po’ dappertutto e questo è un altro problema notevole. Qua e là si sta cercando di risolvere questa situazione creando delle opere di allargamento delle coste che riducono l’impatto delle onde, ma siamo di fronte a qualcosa di molto più grande di noi, vasto e soprattutto non controllabile.

Gli scienziati più affermati sostengono che il clima sta cambiando a livello globale in maniera rapidissima. In Europa il riscaldamento corre velocissimo, addirittura il doppio se non anche il triplo rispetto ad altre aree, così come nell’Artico. Noi in Europa siamo veramente poco organizzati ad affrontare questo cambiamento climatico, praticamente come tantissimi altri paesi. Pensate un po’ agli Stati Uniti d’America, dove attualmente ci sono fortissime limitazioni a causa di ideologie politiche.

Questa è la realtà; ciascuno poi ne tragga le sue conclusioni. Nel frattempo, non pochi faticano a scegliere le mete turistiche in piena estate e sognano i fiordi norvegesi dove trascorrere le vacanze estive al fresco. C’è stato un aumento di prenotazioni, ad esempio, in Normandia perché sappiamo che c’è il clima fresco, in Scozia e in Irlanda .

Per ragioni di lavoro mi sono recato varie volte nelle isole dell’Oceano Atlantico vicino all’Europa: esattamente nelle Canarie e Madeira. La cosa che già sapevo ma che ho potuto sperimentare di persona è stato il clima spettacolare. Niente caldo tipico del Mediterraneo.

Sono stato a Madeira , da dove sono tornato pochi giorni fa e vi sono rimasto un mese, e ho potuto osservare un clima fantastico , direi poco ideale effettivamente per la balneazione, che da quelle parti avviene soprattutto in piscina. Le temperature minime sono state tra i 19 e 21°C e le massime tra i 23°C e i 25°C.

Potrei dire un clima ideale: io da quelle parti ho lavorato tutto il tempo e non ho mai patito il caldo , addirittura ho anche avuto fresco al mattino presto per se c’era molto vento, anche perché ero abituato al clima della mia città vissuto tra fine maggio e giugno, dove era caldissimo.

Qui, dove vivo a Milano , ormai il clima è invivibile, e per poter dormire la notte e poi lavorare di giorno in ufficio, devo utilizzare il climatizzatore , contribuendo quindi a inquinare questo bellissimo nostro pianeta , l’unico che abbiamo dove stare, e ciò me ne dispiace.

Articolo basato su dati e ricerche scientifiche internazionali pubblicate in:

Journal of Sustainable Tourism (Amelung, B. & Viner, D., 2006): “Mediterranean Tourism: Exploring the Future with the Tourism Climatic Index”

Nature Climate Change (Cramer, W. et al., 2018): “Climate change and interconnected risks to sustainable development in the Mediterranean”

Scientific Reports (Nature, 2025): “Climate change risks on key open marine and coastal mediterranean ecosystems”

Eos Science Journal (Zittis, G. & Lelieveld, J., 2023): “Eastern Mediterranean and Middle East Face Rapid Climate Change”

McKinsey Global Institute (2020): “How hot summers and disease could impact tourism in the Mediterranean”

Annual Reviews in Environment and Resources (2022): “The Future of Tourism in the Anthropocene”