
Le elaborazioni del modello europeo ECMWF convergono infatti su un quadro dinamico ma sostanzialmente nella norma per il periodo, in controtendenza rispetto ad altre aree del continente europeo.
Innanzitutto c’è da dire che, nei prossimi giorni, l’Italia sarà interessata da un rafforzamento dell’anticiclone delle Azzorre, il quale favorirà condizioni di tempo stabile e soleggiato e da un graduale aumento delle temperature su tutto il territorio nazionale.
Durante questa fase, le temperature si porteranno gradualmente al di sopra delle medie climatologiche del periodo, ma senza raggiungere valori particolarmente critici. La distribuzione delle temperature vedrà valori più elevati sulle regioni centro-meridionali e condizioni più miti al Nord, ad eccezione dei settori interni.
Secondo le mappe elaborate dal Centro Europeo, verso metà settimana le condizioni meteo potrebbero subire un breve quanto brusco cambiamento con l’indebolimento dell’alta pressione e l’ingresso di correnti più fresche e instabili dal nord atlantico. Con questo genere di scenario, è lecito attendersi fenomeni temporaleschi principalmente sulle regioni settentrionali e su quelle del medio-alto versante adriatico.
L’ingresso delle correnti fresche ed instabili comporterà un temporaneo calo delle temperature, particolarmente evidente nelle regioni interessate dai fenomeni temporaleschi. Questo raffreddamento sarà determinato sia dall’effetto diretto delle precipitazioni sia dalla ventilazione più intensa associata al passaggio dei sistemi nuvolosi.
L’analisi sinottica relativa alla terza decade di luglio, evidenzia la possibilità di episodi di caldo intenso su alcuni settori, particolarmente sulle regioni centro-settentrionali e sulle aree interne dove l’effetto di compressione adiabatica può amplificare le temperature, mentre non dovrebbero configurarsi ondate di calore prolungate o valori termici estremi.
I “picchi di calore” previsti presenteranno caratteristiche di durata limitata, inseriti in un contesto dinamico che favorirà alternanze tra fasi più calde (come è giusto che sia, visto ci troviamo nel periodo statisticamente più caldo dell’anno) e periodi di relativo refrigerio.
Evoluzione, questa, che si distingue nettamente da quanto previsto per altre aree del continente europeo, dove i modelli fisico-matematici intravedono condizioni di caldo più intenso e persistente, particolarmente sui settori nord-occidentali dell’Europa.
C’è da aggiungere che i modelli matematici mostrano una convergenza generale su quanto descritto, anche se persistono incertezze sulla tempistica e sull’intensità dei fenomeni previsti. Il nostro consiglio è quello di seguire attentamente i prossimi, necessari, aggiornamenti.
Questo articolo è stato realizzato consultando ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts) ed il Global Forecast System (GFS) per le previsioni meteo.
