Una profonda saccatura atlantica sull’Europa occidentale
Le proiezioni dei modelli numerici, in particolare quelli europei e nordamericani come ECMWF e GFS, lasciano intravedere un importante affondo depressionario da OVEST, con una bassa pressione in approfondimento tra le ISOLE BRITANNICHE e l’EUROPA CENTRALE.
Questa circolazione ciclonica, che si presenta intensa e persistente, spingerà aria fresca di origine oceanica verso la SVIZZERA, le ALPI e parte del NORD ITALIA. Si tratterà di un’intrusione fredda in quota che, a contatto con la massa d’aria molto calda preesistente, potrebbe generare un’escalation di fenomeni intensi.
Contrasto esplosivo: aria fresca al Nord, calura africana al Sud
Il Centro e il Sud Italia, insieme a SARDEGNA e SICILIA, saranno interessati contemporaneamente da un richiamo caldo subtropicale di eccezionale intensità, alimentato da una risalita di aria sahariana pilotata dall’asse della depressione.
Questo richiamo si presenta preoccupante sia per le temperature previste, che potrebbero superare diffusamente i 40 °C, sia per la persistenza dell’ondata di calore, che secondo le ultime emissioni potrebbe durare più giorni consecutivi. In particolare, tra CALABRIA, BASILICATA, SICILIA interna e zone meridionali della SARDEGNA, le condizioni saranno simili a quelle delle ondate africane del 2022 e del 2023, con possibili record locali.
Nord Italia: possibile fase temporalesca severa
Mentre il Centro-Sud brucerà sotto il sole sahariano, il Nord Italia potrebbe trovarsi immerso in una fase instabile molto violenta, dovuta proprio al forte gradiente termico tra l’aria calda preesistente e quella fresca in arrivo dall’oceano Atlantico.
Nel dettaglio, tra le giornate di fine GIUGNO si potrebbero verificare:
- Nubifragi improvvisi, con forti accumuli in poche ore;
- Grandinate estese, con chicchi di grande diametro;
- Downburst (raffiche discendenti violente);
- Tornado locali, specie in PIANURA PADANA e zone pedemontane.
La VALLE PADANA, in particolare, risulterà esposta al rovesciamento freddo nei bassi strati atmosferici, capace di interrompere temporaneamente l’effetto Heat Dome che nei giorni precedenti potrebbe aver alzato notevolmente le temperature. Tuttavia, non si tratterà di un ritorno alla normalità climatica: i modelli non prevedono una stabilizzazione delle temperature su valori medi trentennali, bensì un calo solo relativo, dovuto più ai fenomeni che a un cambio strutturale del regime atmosferico.
Le Alpi come confine climatico
Le regioni alpino-prealpine, come spesso accade in situazioni dinamiche, saranno un po’ lo spartiacque climatico tra:
- Il refrigerio effettivo, possibile nelle valli alpine più esposte all’aria atlantica (VAL D’AOSTA, ALTO ADIGE, alta LOMBARDIA);
- La persistente calura opprimente, che invece potrebbe ristagnare sulla pianura per effetto della subsidenza atmosferica e del blocco anticiclonico subtropicale.
Uno scenario da seguire con attenzione
Non siamo ancora in grado, oggi 8 GIUGNO 2025, di definire con assoluta certezza le tempistiche precise di questa fase potenzialmente estremamente critica, ma i segnali sono chiari: potremmo vivere un episodio meteo molto severo, con impatti differenziati tra Nord e Sud Italia. Un’estate che, fin dalle sue prime battute, non sembra intenzionata a lasciare tregua.
Se vuoi, posso monitorare per te le prossime emissioni dei modelli o recuperare gli scenari probabilistici aggiornati, compresi gli indici di instabilità atmosferica (come il CAPE e il Lifted Index), per valutare le probabilità di fenomeni estremi.