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L’Atlantico settentrionale in stato di eccezionale riscaldamento

Le temperature superficiali dell’Atlantico settentrionale nel 2023-2024 hanno superato il record precedente di 0,42°C, un margine che eccede di 0,17°C quello con cui le temperature oceaniche globali avevano superato il proprio primato nello stesso anno. Secondo uno studio pubblicato nel Bulletin of the American Meteorological Society, nel 2023 si sono registrati estremi straordinari nelle temperature superficiali marine dell’Atlantico settentrionale, oltre l’envelope di della serie temporale giornaliera 1982-2011.

Le temperature medie superficiali di Giugno 2023 nell’Atlantico settentrionale sono risultate le più calde mai documentate per quel periodo dell’anno con un margine molto ampio, 0,91°C sopra la media, circa 0,5°C più del precedente mese di Giugno più caldo del 2010. Particolarmente rilevante è che nell’Atlantico nord-orientale, l’anomalia sia stata di 1,36°C sopra la media per l’intero mese.

 

Le ondate di calore marino 

La ricerca conferma l’esistenza di una connessione diretta tra le anomalie termiche oceaniche e l’intensificazione dei sistemi ciclonici. I cicloni tropicali che interagiscono con le ondate di calore marino aumentano la loro intensità del 35,4% nel Pacifico occidentale settentrionale e nel bacino atlantico settentrionale, in conseguenza dell’incremento del flusso di calore latente e delle precipitazioni più abbondanti.

Per la stagione 2025, la NOAA prevede un’annata degli uragani atlantici sopra la media, con 13-19 tempeste nominate, 6-10 uragani e 3-5 uragani maggiori, a causa di una combinazione di fattori tra cui le temperature oceaniche più elevate della norma. Le proiezioni indicano alte probabilità di ondate di calore marino che si estendono dal Golfo d’America/Mar dei Caraibi all’Atlantico orientale settentrionale fino all’Islanda (30-60%) fino ad Agosto 2025.

 

La crisi della circolazione meridionale atlantica (AMOC)

Un elemento cruciale che conferma la tua analisi riguarda l’indebolimento della Circolazione Meridionale di Rovesciamento Atlantica. L’AMOC è “molto probabilmente” destinata a indebolirsi nel XXI secolo e c’è una “alta confidenza” che i cambiamenti sarebbero reversibili entro secoli se il riscaldamento fosse invertito. Tuttavia, uno studio recente su Nature Communications avverte di un imminente collasso della AMOC, con una transizione che molto probabilmente si verificherà tra il 2025-2095.

Gli scienziati del NCEI e dell’Università del Maryland hanno scoperto che l’AMOC è rimasta stabile e coerente dal 1955 al 1994, ma ha subito un declino in forza e velocità negli ultimi due decenni, attribuendo tale rallentamento al continuo riscaldamento della superficie oceanica. L’indebolimento dell’AMOC può essere responsabile del 20-50% dell’aumento del rischio di inondazioni lungo la costa nord-orientale degli Stati Uniti negli ultimi 20 anni.

 

I pattern di blocco atmosferico e le correnti a getto

La ricerca evidenzia come i cambiamenti nelle correnti a getto stiano generando configurazioni di blocco più persistenti. Le ricostruzioni dei parametri della corrente a getto per il periodo 1421-2023 mostrano che la siccità estiva nell’Europa centrale coincideva con uno spostamento verso i poli e gli episodi di inondazione coincidevano con uno spostamento verso l’equatore.

I pattern di blocco si verificano quando un’area di alta pressione rimane pressoché stazionaria e distorce la normale progressione verso est dei sistemi di pressione, potendo provocare periodi prolungati di tempo secco e stabile nell’area sotto l’alta pressione, mentre le zone periferiche possono sperimentare condizioni umide e ventose. La ricerca ha stabilito che i cambiamenti nella circolazione atmosferica su larga scala, le configurazioni anomale della corrente a getto, e gli schemi irregolari di temperatura superficiale marina costituiscono fattori chiave della variabilità estrema delle ondate di calore.

 

Influenze dirette per l’Europa e il Nord Italia

Gli spostamenti nord-sud della latitudine della corrente a getto estiva (JSL) non sono uniformi in Europa, ma generano piuttosto un dipolo nord-occidentale/sud-orientale nelle anomalie di produttività forestale e nella crescita radiale, con la variabilità estiva della JSL che provoca anomalie fino al 30% nella produttività primaria lorda modellata.

La corrente a getto determina gli estremi di temperatura e dirige l’umidità e i sistemi meteorologici che provocano alluvioni in Europa, oppure facilita lo sviluppo di blocchi atmosferici, che possono causare siccità. Per il Nord Italia, tale scenario suggerirebbe concretamente la possibilità di blocchi che deviano le correnti atlantiche verso sud, portando masse d’aria più fresche e umide.

 

In breve

La letteratura scientifica conferma sostanzialmente la tua analisi: l’Atlantico settentrionale eccezionalmente caldo può intensificare i sistemi ciclonici, mentre l’indebolimento della AMOC e i cambiamenti nei pattern della corrente a getto favoriscono configurazioni di blocco atmosferico. Questi fattori combinati potrebbero realmente indurre episodi più frequenti di discesa di masse d’aria fresca e umida verso il Nord Italia durante l’estate 2025, rappresentando una deviazione significativa dai pattern estivi mediterranei tipici e potenzialmente generando condizioni di maggiore variabilità meteorologica nella regione.

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