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Il cuore nascosto dell’America che potrebbe cambiare il mondo

Nel cuore dell’America settentrionale, sotto le vaste praterie del Parco nazionale di Yellowstone, si cela una delle strutture geologiche più affascinanti e allo stesso tempo più inquietanti del pianeta: un supervulcano dormiente. Dietro i paesaggi mozzafiato, le sorgenti termali e i geyser che attirano milioni di turisti ogni anno, si nasconde una delle più potenti camere magmatiche conosciute sulla Terra.

Questo colosso geologico, che ha già eruttato con violenza in passato, continua a far parlare di sé per l’inquietante possibilità di un’eruzione catastrofica futura. Le sue dimensioni colossali, unite alla sua storia geologica, lo rendono uno degli oggetti di studio più importanti e monitorati al mondo. Ma cosa sappiamo veramente di Yellowstone? Quali sono le reali probabilità che questo supervulcano si risvegli? E, soprattutto, quali sarebbero le conseguenze?

 

Cos’è un supervulcano e perché Yellowstone è unico

Il termine supervulcano non ha un significato ufficiale nella classificazione vulcanica, ma viene comunemente usato per indicare quei vulcani la cui eruzione raggiunge una magnitudo superiore a 8 nella scala VEI (Volcanic Explosivity Index). Per dare un’idea, un’eruzione di questa portata espellerebbe oltre 1.000 chilometri cubi di materiale, un evento capace di alterare il clima globale per decenni.

Il sistema vulcanico di Yellowstone è alimentato da un’enorme pluma di magma situata a circa 45 chilometri sotto la crosta terrestre, la quale risale fino a una profondità di circa 5-10 chilometri, formando una gigantesca camera magmatica. Secondo i dati raccolti dalla United States Geological Survey (USGS), questa struttura misura circa 90 chilometri di lunghezza e 40 chilometri di larghezza, un’estensione tale da renderla visibile solo attraverso sofisticate indagini geofisiche.

 

Una storia di eruzioni apocalittiche

Il supervulcano di Yellowstone non è una minaccia teorica: ha già eruttato tre volte negli ultimi 2,1 milioni di anni, con una violenza tale da ridefinire la morfologia dell’intero continente nordamericano. La prima eruzione risale a 2,08 milioni di anni fa (eruzione di Huckleberry Ridge), la seconda a 1,3 milioni di anni fa (eruzione di Mesa Falls), e la terza — e più recente — a circa 640.000 anni fa (eruzione di Lava Creek).

Ognuna di queste eruzioni ha espulso enormi quantità di cenere e gas vulcanici nell’atmosfera, provocando sconvolgimenti climatici globali, estinzioni locali e alterazioni profonde dell’ambiente. Studi pubblicati su riviste come Nature Geoscience e Geophysical Research Letters hanno mostrato che la cenere vulcanica raggiunse zone lontane anche 1.600 chilometri, depositandosi in strati spessi in aree oggi densamente popolate, come il Midwest americano.

 

Il mistero della “frequenza” delle eruzioni

Una delle domande più inquietanti — e al tempo stesso più difficili da affrontare — è se il supervulcano sia vicino a una nuova eruzione. La narrativa popolare, alimentata da film e documentari, spesso sottolinea che tra una grande eruzione e l’altra intercorrono circa 600-700.000 anni, facendo sembrare “scaduto” il tempo di attesa.

Tuttavia, gli scienziati sono cauti. Il team della USGS Volcano Hazards Program specifica che non esiste alcuna periodicità regolare nell’attività vulcanica del sistema di Yellowstone. Secondo Jacob Lowenstern, geochimico ed ex coordinatore del Yellowstone Volcano Observatory, la media temporale tra le grandi eruzioni non è sufficiente a prevederne una nuova. Il comportamento del vulcano dipende da numerosi fattori, tra cui la pressione interna, la viscosità del magma e la composizione chimica dei gas.

 

Segnali da osservare: cosa sta facendo Yellowstone oggi

Contrariamente a quanto si possa pensare, Yellowstone è un vulcano attivo. Ogni anno vengono registrati tra i 1.000 e i 3.000 terremoti, la maggior parte di magnitudo inferiore a 3. Questi sismi sono dovuti a movimenti della crosta terrestre, che riflettono l’attività del sistema magmatico sottostante. Inoltre, fenomeni come il sollevamento e abbassamento del suolo — noti come “inflazione” e “deflazione” — sono costantemente monitorati dai satelliti NASA attraverso tecniche di interferometria radar (InSAR).

Secondo uno studio pubblicato su Science Advances nel 2021, guidato da Hsin-Hua Huang della University of Utah, l’analisi tomografica della zona ha mostrato la presenza di due camere magmatiche distinte, collegate tra loro: una a profondità intermedia (5-15 km) e una più profonda (fino a 45 km). Circa il 15% del volume totale della camera è costituito da magma parzialmente fuso, ma non sufficiente, secondo l’USGS, per innescare un’eruzione imminente.

 

Cosa accadrebbe se Yellowstone esplodesse oggi

Sebbene improbabile a breve termine, una super-eruzione di Yellowstone oggi avrebbe conseguenze devastanti. L’esplosione iniziale causerebbe un cratere di centinaia di chilometri quadrati, distruggendo tutto nel raggio di centinaia di chilometri. Le ceneri vulcaniche, sollevate fino alla stratosfera, oscurerebbero il cielo per settimane, se non mesi, e verrebbero trasportate dai venti dominanti su gran parte del Nord America, compromettendo l’agricoltura, l’industria e la salute umana.

Secondo un modello del National Center for Atmospheric Research (NCAR), una tale eruzione potrebbe causare un “inverno vulcanico” globale, con una diminuzione media della temperatura terrestre di 4-5 gradi Celsius. Gli effetti sarebbero paragonabili, se non peggiori, a quelli dell’eruzione del Monte Tambora nel 1815, che portò al famoso “anno senza estate” nel 1816.

 

La percezione pubblica e l’influenza dei media

La paura nei confronti di Yellowstone è stata amplificata anche da opere di fantasia e allarmismo mediatico. Il film 2012, diretto da Roland Emmerich, ha immaginato una catastrofica eruzione del supervulcano, contribuendo a cementare nell’immaginario collettivo l’idea di un’apocalisse imminente. Anche documentari trasmessi su reti come Discovery Channel e National Geographic hanno contribuito alla diffusione dell’idea che Yellowstone sia una bomba a orologeria.

In realtà, gli scienziati sottolineano che le probabilità di una super-eruzione nel prossimo secolo sono inferiori a 1 su 100.000, secondo quanto riportato dalla stessa USGS. È molto più probabile che Yellowstone produca in futuro eruzioni minori di tipo effusivo, simili a quelle osservate nel campo vulcanico dell’Islanda o delle Hawaii.

 

Le vere minacce: il gas radon, le acque termali e l’instabilità geologica

Mentre l’idea di una mega-esplosione rimane altamente improbabile, Yellowstone presenta altre forme di pericolo reale e quotidiano. Le sorgenti termali acide, che raggiungono temperature superiori ai 90 °C, possono rappresentare un serio rischio per i visitatori. Ogni anno si registrano incidenti causati da imprudenza o mancanza di segnaletica adeguata.

Inoltre, il rilascio di gas radon e biossido di carbonio dal sottosuolo rappresenta una minaccia silenziosa, soprattutto in aree meno ventilate. In piccole cavità o depressioni, questi gas possono accumularsi e causare asfissia a fauna selvatica e, in casi estremi, anche agli esseri umani.

 

Yellowstone e la sua rilevanza globale

Studiare Yellowstone non significa soltanto prevedere catastrofi. Questo gigantesco laboratorio geologico naturale ci permette di comprendere meglio il comportamento del mantello terrestre, di affinare le tecniche di previsione vulcanica e di sviluppare nuove metodologie di monitoraggio.

Gli studi condotti da università come MIT, Harvard, University of Utah e Caltech, in collaborazione con enti governativi come la NASA e la USGS, stanno gettando nuova luce su come si accumula il magma, come si sposta l’energia all’interno del pianeta e quali segnali precursori possono essere identificati con sufficiente anticipo.

Il supervulcano di Yellowstone, con tutta la sua imponente energia potenziale, è molto più di un pericolo latente: è una finestra aperta sulle profondità del nostro pianeta, un monito potente su quanto la Terra, pur silenziosa e paziente, possa rivelarsi improvvisamente imprevedibile.

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