Articolo inviato da un lettore e rivisto dalla redazione
Appena atterrato a MENDOZA, nel cuore occidentale dellโARGENTINA, ho capito che questo viaggio sarebbe stato diverso da tutti gli altri. Mi ha accolto una luce dorata, quasi magica, che illuminava distese di vigneti ordinati come trame di un antico tappeto, mentre allโorizzonte si stagliavano le cime innevate della CORDIGLIERA DELLE ANDE. Non ero mai stato in un luogo dove la passione per il vino si intrecciasse con tanta naturale eleganza al fascino selvaggio della montagna. E non mi sbagliavo.
MENDOZA si trova a circa mille chilometri a ovest di BUENOS AIRES, quasi al confine con il CILE. Il suo territorio si estende tra la pianura arida del DESERTO DI MONTE e le alture imponenti delle Ande, creando un equilibrio visivo che lascia senza parole. La cittร , moderna ma dal sapore coloniale, รจ circondata da paesaggi dove il verde delle vigne e degli uliveti contrasta con lโocra della terra e lโazzurro pulito del cielo.
Il primo impatto รจ stato sensoriale: la luce, lโaria secca e limpida, lโodore intenso della terra e delle piante aromatiche, il silenzio tagliato solo dal canto degli uccelli e dal rumore dellโacqua che scorre nei canali dโirrigazione โ unโantica ereditร degli Inca, ancora oggi perfettamente funzionante. Questo sistema ha reso possibile lโagricoltura in una zona che, per la sua ariditร naturale, non avrebbe mai potuto ospitare cosรฌ tanta ricchezza vegetale.
Il clima รจ, infatti, una delle chiavi del successo di MENDOZA. Le giornate sono quasi sempre soleggiate, con oltre 300 giorni di sole allโanno. Le estati sono calde ma secche, mentre gli inverni sono miti durante il giorno e freddi di notte, con nevicate frequenti sulle montagne. Questa escursione termica รจ perfetta per la coltivazione dellโuva: le viti qui producono alcuni dei vini piรน pregiati del mondo, primo fra tutti il Malbec, il vero re di queste terre.
Ho deciso di cominciare la mia esplorazione proprio da una delle numerose cantine โ qui chiamate bodegas โ che punteggiano la campagna intorno alla cittร . Ho scelto la zona di LUJรN DE CUYO, una delle piรน rinomate. Camminare tra i filari carichi di grappoli maturi, sorseggiare un bicchiere di vino mentre un enologo ti racconta la storia della sua famiglia e della terra che coltiva… รจ unโesperienza che va ben oltre il semplice turismo. ร un viaggio nella cultura, nella dedizione, nella bellezza.
Ogni bodega ha il suo stile: alcune sono moderne e minimaliste, con degustazioni guidate e ristoranti gourmet; altre, piรน rustiche, offrono pranzi allโaperto sotto pergolati fioriti, con vista sulle montagne. In una di queste ho assaggiato un olio dโoliva extravergine profumato, prodotto con cultivar locali, accompagnato da formaggi e pane fatto in casa. Era un pranzo semplice, eppure ogni boccone sembrava raccontare una storia di terra e sole.
Ma MENDOZA non รจ solo vino. ร anche natura, avventura, emozione. Una mattina mi sono svegliato presto e sono partito per unโescursione verso il PARQUE PROVINCIAL ACONCAGUA, dove si trova la vetta piรน alta dellโAMERICA LATINA, lโAconcagua, che raggiunge i 6.961 metri. Anche se non sono un alpinista esperto, ho potuto comunque percorrere uno dei sentieri piรน accessibili del parco, quello che conduce al Mirador del Cerro Aconcagua. Il paesaggio era surreale: silenzioso, grandioso, con rocce di mille colori e condor che volteggiavano sopra la valle.
Il pomeriggio lโho trascorso a CACHEUTA, una piccola localitร termale non lontana dalla cittร . Qui ho scoperto le terme naturali, immerse tra le montagne. Lโacqua calda, ricca di minerali, sgorga direttamente dalle rocce e alimenta piscine a cielo aperto con vista sulle Ande. Non so se fosse il panorama, il silenzio o il calore dellโacqua, ma mi sono sentito in uno stato di benessere totale, come se il tempo si fosse fermato.
Nei giorni successivi ho voluto immergermi ancora di piรน nella vita locale. Ho visitato il mercato centrale di MENDOZA, dove si trovano spezie, empanadas appena sfornate, salumi regionali e ogni tipo di prodotto tipico. Ho parlato con i venditori, ascoltato le storie delle loro famiglie, imparato a distinguere le varietร di dulce de leche e scoperto che il vero asado si cucina con lentezza e passione, spesso nei fine settimana, come rito familiare.
Passeggiare per le strade di MENDOZA รจ un piacere. La cittร รจ ordinata, tranquilla, piena di parchi alberati e ampi viali. Il Parque General San Martรญn รจ unโoasi verde nel cuore urbano, con laghi, giardini curati e una vista mozzafiato dalla cima del Cerro de la Gloria. La sera, i bar e i ristoranti del centro si riempiono di vita, con una cucina che unisce influenze italiane e spagnole alla ricchezza dei prodotti locali.
Unโaltra escursione che mi ha colpito รจ stata quella nella zona di VALLE DE UCO, piรน a sud, dove le altitudini maggiori danno vita a vini ancora piรน eleganti. Qui le cantine sembrano opere dโarte, architettonicamente audaci, perfettamente integrate nel paesaggio. Alcune offrono esperienze immersive: dal pranzo gourmet con degustazione abbinata, a tour in bicicletta tra le vigne, fino a passeggiate a cavallo con guide locali.
La cosa che piรน mi ha colpito di MENDOZA, perรฒ, รจ stato il ritmo della vita. Tutto scorre con calma, ma nulla รจ lasciato al caso. Ogni dettaglio โ dallโaccoglienza calorosa alla cura del territorio โ riflette un amore profondo per la propria terra. Non รจ solo una meta turistica: รจ un luogo che vive e respira, che ti entra dentro e ti trasforma.
Ogni sera, mentre il sole tramontava tingendo di rosa le cime innevate e i vigneti si coprivano di una luce dorata, mi ritrovavo a pensare a quanto fosse raro trovare un equilibrio cosรฌ perfetto tra natura, cultura, sapori e persone. E ogni mattina, al risveglio, avevo una sola certezza: volevo continuare a esplorare, a perdermi tra queste strade, a lasciarmi sorprendere da questa terra generosa e fiera.