Alla base di questo peggioramento delle condizioni meteo vi è lo sviluppo di un profondo ciclone mediterraneo che andrà a formarsi nel cuore del bacino centro-occidentale, alimentato da un’anomalia termica delle acque superficiali marine, già insolitamente miti per il periodo.
Tale condizione fornisce al sistema ciclonico una riserva energetica aggiuntiva, che ne aumenterà la violenza e l’impatto sul territorio.
La dinamica atmosferica prevista innescherà un’intensa fase di instabilità, caratterizzata da contrasti termici marcati tra masse d’aria di differente origine e natura. In particolare, la risalita di aria calda e molto umida dai quadranti meridionali, richiamata dalla rotazione ciclonica antioraria, attraverserà ampie porzioni del Mediterraneo, saturandosi ulteriormente di vapore acqueo.
Questo fenomeno contribuirà ad accrescere l’energia potenziale disponibile per la formazione di celle temporalesche violente, capaci di evolvere in nubifragi e grandinate di forte intensità.
Le proiezioni modellistiche più aggiornate indicano un coinvolgimento diretto delle regioni centro-meridionali italiane, con particolare enfasi su Abruzzo, Puglia, Basilicata, Campania e Calabria, nonché sulle due Isole Maggiori, Sardegna e Sicilia.
In queste aree si prevede che, localmente, le precipitazioni possano superare i 150-200 mm nell’arco di poche ore, valori equivalenti all’intera media pluviometrica mensile.
Questo innalzamento repentino del carico idrico aumenta sensibilmente il rischio di dissesti idrogeologici, esondazioni lampo e allagamenti urbani, soprattutto nelle aree già fragili dal punto di vista della tenuta del suolo e della gestione del deflusso delle acque.
L’apice di questa ondata perturbata è atteso a partire da mercoledì 26 marzo, quando il ciclone entrerà nella sua fase più intensa. Le aree maggiormente esposte al vento saranno quelle in prossimità della dorsale appenninica e della fascia costiera tirrenica meridionale.
In particolare, su Calabria e Sicilia sono attese raffiche tempestose che potranno facilmente raggiungere, e in alcuni casi superare, i 100 km/h. Le coste tirreniche dovranno inoltre fare i conti con un moto ondoso molto pronunciato, con onde che potranno raggiungere i 3-4 metri di altezza, causando mareggiate significative, in grado di impattare su infrastrutture costiere e portuali.
Le correnti settentrionali si faranno sentire anche in altre aree del Paese: la Bora spazzerà l’alto e medio Adriatico con raffiche fino a 60 km/h, mentre la Tramontana soffierà sulla Liguria con intensità superiori ai 50 km/h.
A completare il quadro di severità meteorologica, va segnalato l’elevato potenziale convettivo atteso al Sud, in particolare in Sicilia, dove il mix di umidità, instabilità e ventilazione intensa creerà un ambiente favorevole allo sviluppo di temporali autorigeneranti, con associati rischi per la sicurezza di beni e persone.