L’Italia si trova attualmente ai margini di un’ondata di gelo che sta investendo buona parte dell’Europa centro-orientale. Nei prossimi giorni, il meteo sarà ancora influenzato da una circolazione fredda che manterrà le temperature sotto la media, soprattutto sul versante adriatico e al Nord Italia. Tuttavia, attorno al 20 febbraio, il flusso atlantico inizierà a spingere aria più mite, favorendo un graduale rialzo termico e il ritorno dell’alta pressione sul Mediterraneo.
Il grande freddo si mantiene a est, anticiclone in rinforzo
L’attuale configurazione barica ha impedito alla massa d’aria gelida di avanzare in modo deciso verso il Mediterraneo. Il Vortice Polare, seppur indebolito, non è riuscito a spingere il freddo fino all’Italia, complice la presenza di un flusso atlantico attivo che ha favorito la rimonta di un promontorio anticiclonico.
Nei prossimi giorni, il freddo si manterrà ancora troppo a est per interessare direttamente la Penisola, mentre le correnti miti da ovest tenderanno a guadagnare terreno. Tra giovedì 20 e venerdì 21 febbraio, il progressivo rinforzo dell’anticiclone porterà un generale miglioramento delle condizioni meteorologiche e un rialzo delle temperature, che torneranno in linea con la media stagionale o addirittura leggermente al di sopra.
Ultima parte di febbraio: in arrivo una nuova svolta invernale?
Nonostante la fase più mite attesa nei prossimi giorni, le proiezioni per l’ultima parte di febbraio suggeriscono un possibile cambiamento del meteo. L’Italia potrebbe infatti essere coinvolta da una nuova discesa di masse d’aria polari o artico-marittime, portando condizioni più dinamiche e un possibile ritorno del freddo.
Se questa tendenza fosse confermata, si potrebbero osservare nuovi passaggi perturbati, con un aumento delle precipitazioni e il ritorno della neve in montagna, localmente anche a quote più basse. Questo scenario renderebbe la fine di febbraio più invernale rispetto ai giorni attuali, con la possibilità di episodi di maltempo tipici della stagione fredda.
Il ruolo del vortice polare e il rischio di stratwarming
Uno degli elementi chiave da monitorare nei prossimi giorni sarà il comportamento del Vortice Polare. Gli ultimi aggiornamenti indicano un possibile evento di riscaldamento stratosferico (stratwarming), che potrebbe avere ripercussioni sul meteo delle settimane successive. Se il Vortice Polare dovesse subire una forte destabilizzazione, si aprirebbe la strada a nuove discese di aria gelida verso l’Europa e l’Italia.
In tal caso, il freddo potrebbe ripresentarsi tra fine febbraio e l’inizio di marzo, sovvertendo le aspettative di una primavera anticipata. Questo scenario, tuttavia, necessita di ulteriori conferme nei prossimi giorni.
Marzo con colpi di coda invernali?
La possibilità di un marzo ancora invernale non è da escludere. Se il Vortice Polare dovesse effettivamente destabilizzarsi, gli effetti si manifesterebbero soprattutto nel corso del prossimo mese, con nuovi impulsi freddi e condizioni perturbate.
Al momento, resta l’incognita su quanto incisivo potrebbe essere questo ritorno dell’inverno. Se le proiezioni dovessero confermare la discesa di aria fredda alle nostre latitudini, il meteo di marzo potrebbe riservare ancora sorprese, con un clima più tipico dell’inverno che della primavera. In ogni caso, i prossimi giorni saranno fondamentali per capire se il freddo tornerà a far parlare di sé prima della fine della stagione.