
Questa configurazione atmosferica, ormai confermata dai principali centri di calcolo meteorologico, potrebbe determinare una lunga fase di maltempo per diverse regioni italiane.
Sebbene inizialmente si prevedesse un impatto limitato fino a martedรฌ, gli aggiornamenti piรน recenti suggeriscono che il ciclone possa persistere nel Mediterraneo centrale ben oltre questa scadenza, rimanendo bloccato tra il basso Tirreno, il Canale di Sardegna e la Tunisia.
Le regioni meridionali e le Isole Maggiori saranno le principali interessate da questa depressione. Durante il fine settimana, unโondata di maltempo colpirร in modo significativo Puglia, Campania, Molise, Basilicata e Calabria, con precipitazioni abbondanti che potrebbero superare i 70-80 mm in molte aree.
Le montagne, a partire dagli 800-1000 metri di altitudine, saranno invece interessate da nevicate copiose, con accumuli nevosi in alta quota che potrebbero raggiungere valori eccezionali, come non si vedevano da anni.
La persistenza del ciclone renderร probabili ulteriori episodi di pioggia, rovesci e temporali per tutta la prossima settimana. Sardegna, Sicilia, Calabria, Basilicata e Puglia saranno ancora al centro di queste condizioni meteorologiche avverse, con accumuli pluviometrici che, entro il termine del peggioramento, potrebbero superare i 150-200 mm in alcune zone.
Sebbene queste precipitazioni siano benefiche per ripristinare le riserve idriche, soprattutto lungo lโAppennino Meridionale, la loro intensitร e concentrazione in brevi periodi rappresentano un potenziale rischio per il territorio, aumentando le possibilitร di dissesti idrogeologici.
La situazione richiede particolare attenzione nelle aree piรน esposte, dove le forti piogge e le nevicate potrebbero causare disagi significativi, sia per la popolazione sia per le infrastrutture.
Questo ostico ciclone continuerร a influenzare il tempo sul Mediterraneo fino al 18 gennaio, mantenendo alta lโattenzione per il Centro-Sud e le isole, anche perchรฉ porterร non solo piogge abbondanti, ma anche nevicate significative in montagna, trasformando lโAppennino in una vera e propria ‘cartolina’ invernale.
Le precipitazioni si tramuteranno in neve su gran parte dellโAppennino, con accumuli che promettono di essere particolarmente abbondanti.
La neve si concentrerร a partire dai 600-700 metri, interessando le quote medio-alte con precipitazioni che contribuiranno a imponenti accumuli, destinati a durare grazie al perdurare delle condizioni meteo invernali.