
Dopo la burrasca che ha interessato con temporali sparsi il Nord Italia sabato e soprattutto domenica, con meteo estremo temporalesco, e domenica pomeriggio tra i 7 e gli 8 tornado o trombe d’aria, evento meteo mai registrato in un solo giorno di settembre, è subentrata un’apparente calma.
La temperatura al Nord Italia è crollata, i valori sono scesi notevolmente, da queste parti il cambiamento di stagione è sovente drastico. Ma altrove prosegue il tepore, e persino il caldo, con altre notti tropicali, ovvero con temperature superiori ai 20°C come valore minimo della notte. E tutto ciò lascerà che il Mar Mediterraneo continui a rimanere molto più caldo rispetto alla media.
Ci vorrà parecchio tempo affinché il Mediterraneo perda calore che potrebbe dare energia alle perturbazioni oceaniche, ma anche a effimeri spifferi di aria umida e più fresca da nord. Ed ecco che il Mar Mediterraneo per tutta la settimana diventerà protagonista di un cambiamento meteo considerevole.
Infatti, aria umida sbarcherà verso la Spagna settentrionale, entrerà nel bacino attorno alle Isole Baleari, dove si formeranno di nuovo nubi che daranno origine a temporali sparsi marittimi, che ben presto potranno assumere anche forte intensità. Questi inizieranno a dirigersi verso la Sardegna, poi verso il Tirreno centrale e meridionale, coinvolgendo le coste tirreniche.
La prima serie di temporali dovrebbe giungere attorno a mercoledì in Sardegna, ma un ancor più massiccia sarà l’area temporalesca che si formerà associata alla nascente ciclogenesi mediterranea attorno a giovedì 23, la cui rotta al momento non è ancora definibile con precisione. Le prime stime parte di alcuni modelli matematici danno la rotta del maltempo verso sud della Francia, altri verso la Sardegna, le coste tirreniche che vanno dalla Toscana verso sud. Ma anche potrebbe dare noie anche su parte della Liguria.
Per il momento non sembrerebbe essere una così cattiva area di bassa pressione quella che avremo, però come abbiamo potuto riscontrare precedentemente, saranno i temporali locali a costituire il maggior pericolo di eventi meteo estremi.
La scorsa settimana, una situazione abbastanza simile ha causato due alluvioni lampo nella Francia meridionale, con nove vittime e ingentissimi danni. Ciò che più dovremmo osservare sono per l’appunto i temporali, e quindi masse d’aria instabile che danno genesi a precipitazioni di forte intensità. Temporali sovente difficilmente prevedibili perché non associati ad una vera e propria perturbazione.
Abbiamo osservato quantitativi di pioggia su alcune aree pazzeschi, ad esempio in Francia sono stati misurati 170 mm di pioggia in un’ora, 300 mm in sei ore. Le gravi alluvioni avvenuto in Giappone questa estate, avevano dato picchi di 200 mm di pioggia in un’ora. Ma questo è l’anno del record di pioggia in tempi brevissimi. Ne sa qualcosa la grande città di New York.
Ma in Italia, i potenti nubifragi che si sono avuti domenica e parte di sabato al Nord Italia, non sono stati affatto trascurabili, con rovesci di pioggia torrenziale, ma per fortuna non alluvionali come in Francia. Ma in Italia ci sono stati ben otto trombe d’aria in varie località della Valle Padana centro orientale, un fenomeno che in settembre non è affatto nella norma.
È un evento meteo da piena estate, forse partorito dai cambiamenti climatici ormai inarrestabili. Le autorità e i governi del pianeta sono giunti troppo tardi, e ancora ad oggi non hanno adottato misure drastiche per calmare l’influenza delle attività umane sul clima, che si sommano a quelle delle normali fluttuazioni climatiche.
Tutto ciò rende il clima imprevedibile, ma soprattutto inquietante se osservato nella visione prospettata dalle migliaia e migliaia di pubblicazioni scientifiche di autorevoli scienziati.