
L’Italia sarà attraversata da due perturbazioni entro l’Epifania, con la concreta possibilità di nevicate in pianura in alcune zone del Nord e prospettive di un’irruzione artica che potrebbe segnare una svolta significativa.
La prima fase perturbata prenderà forma sul finire di domenica 5 gennaio, portando un deciso peggioramento che interesserà il giorno dell’Epifania.
Un fronte nuvoloso, spinto da intensi venti di Libeccio e Scirocco, renderà i mari molto mossi e distribuirà precipitazioni irregolari su gran parte del Nord e sulla Toscana.
Le Alpi torneranno a imbiancarsi sopra i 600-800 metri, ma c’è la possibilità che i fiocchi raggiungano anche alcune aree pianeggianti del Piemonte, della Lombardia e dell’Emilia.
Questo evento sarà favorito da temperature particolarmente rigide nelle prime ore del mattino di sabato 4 gennaio, quando la Val Padana vedrà valori sottozero, seppur di poco, e condizioni simili si registreranno anche nelle zone interne del Centro, del Sud e persino della Sardegna.
Il quadro generale suggerisce che le condizioni invernali non si esauriranno con l’Epifania. Un ulteriore peggioramento potrebbe prendere forma intorno al 9-10 gennaio, quando una possente irruzione di aria artica proveniente dall’Europa orientale potrebbe coinvolgere l’Italia.
Questo flusso gelido avrebbe il potenziale per generare un ciclone, portando con sé neve diffusa fino in pianura su numerose regioni. Le basse temperature previste e l’intensità della massa d’aria artica lasciano immaginare scenari tipicamente invernali, con nevicate significative e condizioni atmosferiche particolarmente movimentate.
Il mese di gennaio si prospetta quindi ricco di eventi meteorologici di rilievo, con una prima decade caratterizzata da freddo, nevicate e un dinamismo che potrebbe influenzare profondamente l’andamento stagionale nelle settimane a seguire. L’inverno, dunque, sembra voler lasciare il segno sin dai suoi esordi.