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Neve a grani a Barcellona, in Spagna. Noterete la spiaggia imbiancata. Foto di repertorio.

La formazione della neve a grani: un fenomeno meteo peculiare nella Penisola italiana e nelle Isole

La neve a grani, conosciuta anche come gragnola, rappresenta uno tra gli aspetti più affascinanti e distintivi del meteo in Italia, particolarmente frequente durante l’inverno e le stagioni di transizione come il fine d’autunno e la prima parte della primavera. Questo tipo di precipitazione è meno tipico sia nelle regioni del Nord Italia rispetto a quelle del Centro Italia, del Sud Italia e delle Isole Maggiori, come Sicilia e Sardegna. Sebbene spesso confusa con altri fenomeni, la gragnola si distingue per le sue specifiche caratteristiche fisiche e per le condizioni atmosferiche particolari che ne consentono la formazione.

 

Che cos’è la neve a grani?

La neve a grani si presenta come piccoli agglomerati di ghiaccio opaco, con un diametro solitamente inferiore ai 5 millimetri. Questi minuscoli cristalli hanno una struttura friabile e, al tatto, risultano più morbidi rispetto alla grandine. A differenza della neve comune, che si forma da cristalli di ghiaccio ben definiti, la gragnola è costituita da particelle di ghiaccio ricoperte da uno strato sottile di neve granulosa.

Un aspetto interessante è che la neve a grani può raggiungere il suolo anche con una temperatura dell’aria al suolo di circa 8°C, purché il punto di saturazione dell’aria sia prossimo o inferiore a 0°C. Questo fenomeno avviene grazie a una combinazione di fattori atmosferici che favoriscono il mantenimento del ghiaccio ed i suoi più soffici agglomerati, anche in condizioni apparentemente non ideali per la neve.

 

Il processo di formazione

Il meccanismo di formazione della neve a grani è strettamente legato alla presenza di nubi convettive o stratificate con elevata umidità. Queste nubi, spesso situate a quote relativamente basse, sono caratterizzate da un abbondante contenuto di goccioline d’acqua sopraffuse, ossia acqua che rimane liquida nonostante temperature inferiori a 0°C.

In queste condizioni, la gragnola si forma attraverso un processo chiamato accrezione. Ecco come avviene:

  • Presenza di nuclei di ghiaccio: in una nube fredda, alcuni cristalli di ghiaccio iniziali fungono da nuclei attorno ai quali le goccioline d’acqua sopraffuse si condensano e si congelano.
  • Crescita dei grani: con l’aumento delle collisioni tra i nuclei di ghiaccio e le goccioline, si forma una struttura granulare che cresce rapidamente. Questo avviene in condizioni di instabilità atmosferica, che favoriscono i movimenti verticali delle particelle all’interno della nube.
  • Caduta verso il suolo: una volta raggiunta una dimensione e un peso sufficienti, i granelli di ghiaccio cadono verso il basso. Durante la discesa, grazie alla presenza di aria molto fredda o satura, mantengono la loro struttura senza fondersi, nonostante la temperatura ambientale possa essere ben al di sopra dello zero.

Condizioni atmosferiche in Italia

La Penisola italiana è particolarmente predisposta alla formazione di gragnola grazie alla sua posizione geografica e alla varietà di climi presenti. Anche nel Nord Italia, le aree prealpine e padane possono vedono questo fenomeno durante le incursioni di aria fredda, ma come detto, è meno frequente che altrove in Italia, perché d’inverno prevalgono nubi stratiformi, l’aria è umida nei bassi strati, insomma, non ci sono le ideali condizioni come succede altrove.

Nel Centro Italia, la neve a grani si forma in presenza di correnti umide provenienti dal Mar Tirreno, che incontrano masse d’aria più fredde. Ma la osserviamo anche in Adriatico, ovviamente, specie quando transitano sistemi temporaleschi o magari nubi cumuliformi. Sovente vediamo paesaggi imbiancati dalla nevicata, ma la temperatura è sopra gli 0°C.

Il Sud Italia e le Isole Maggiori, nonostante il clima più mite, possono sperimentare la gragnola durante irruzioni di aria artica o polare. In particolare, in Sicilia e Sardegna, il fenomeno è comune nelle aree montuose e di collina, ma può estendersi anche alle coste durante eventi di freddo intenso.

 

Caratteristiche peculiari

Una peculiarità della neve a grani è la sua capacità di mantenersi intatta con temperature apparentemente elevate per un evento nevoso, come già accennato. Tuttavia, la condizione cruciale è la saturazione dell’aria. Quando l’aria umida si raffredda fino a raggiungere il suo punto di condensazione, la temperatura percepita può abbassarsi rapidamente a valori favorevoli per la formazione del ghiaccio. La neve a grani può definirsi neve? Può essere dichiarata nevicata? Qui non abbiamo reperito sufficiente materiale per avere una risposta. Potremmo dire che la neve a grani è comunque neve non a fiocchi. Si diceva che la neve a grani crea l’ambiente ideale nel suolo per l’attecchimento dei fiocchi di neve. In effetti, durante il transito di fronti freddo, se dapprima cade la neve a grani, questa abbassa repentinamente i termometri per il riversamente dell’aria fredda verso il basso, ed in seguito, la precipitazione può essere a fiocchi di neve o acqua neve, quindi neve piuttosto bagnata per la caduta di fiocchi di neve in via di fusione.

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