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      Home » Imprevedibilità coglie di sorpresa il maggior Centro Meteo mondiale. Mai avvenuto prima
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      Imprevedibilità coglie di sorpresa il maggior Centro Meteo mondiale. Mai avvenuto prima

      Meteo: l'uragano Helene mette offline il principale centro dati climatico degli Stati Uniti. Vulnerabilità che non deve più ripetersi.

      Federico Russo
      Federico Russo
      Pubblicato: 02/10/2024
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      4 Min Lettura
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      Un tornado distruttivo che attraversa la città causando il caos (immagine ottenuta con l’ausilio dell’intelligenza artificiale).

       

      Contents
      • La devastazione lasciata da Helene in sei Stati americani
      • Le previsioni e il possibile impatto futuro

      L’uragano Helene, con le sue piogge estreme e le sue inondazioni devastanti, ha causato l’interruzione del principale centro di raccolta dati climatici degli Stati Uniti, compromettendo il monitoraggio delle condizioni meteorologiche globali, inclusi gli eventi di clima estremo.

      L’importanza di questo evento risiede nel fatto che il National Centers for Environmental Information (NCEI) è responsabile dell’aggiornamento della lista di eventi meteorologici e climatici estremi di valore miliardario della NOAA, che include tempeste, uragani e altri fenomeni atmosferici rilevanti per l’economia e la sicurezza del Paese.

       

      Secondo le informazioni rilasciate dalla NOAA, l’edificio del NCEI ad Asheville, in North Carolina, ha attualmente elettricità, ma manca di acqua corrente e non potrà essere pienamente operativo fino a quando i servizi non saranno ripristinati. Il danno alla connessione di rete, inoltre, sta ostacolando gravemente le operazioni di monitoraggio e aggiornamento dei dati climatici, con un’interruzione prevista di alcuni giorni.

      I meteorologi e gli scienziati climatici del NCEI stanno innanzitutto lavorando per garantire la sicurezza dei loro colleghi a seguito dell’evento catastrofico, cercando di superare le difficoltà causate dalla mancanza di connessioni telefoniche e internet. Nonostante molti membri del personale siano fisicamente al sicuro, molti sono ancora senza elettricità, acqua o mezzi di comunicazione stabili.

       

      La devastazione lasciata da Helene in sei Stati americani

      L’uragano Helene, che ha toccato terra in Florida come tempesta di categoria 4 la scorsa settimana, ha provocato una scia di distruzione attraverso cinque stati del sud-est degli Stati Uniti, con piogge torrenziali e venti estremi. Le autorità stanno ancora cercando di far fronte ai danni estesi in molte regioni.

      Secondo i dati più recenti, confermati martedì, sono almeno 57 le vittime in North Carolina, mentre in Georgia il numero dei decessi è salito da 17 a 25. Complessivamente, il bilancio delle vittime causate dall’uragano Helene ha superato i 166 morti (dato destinato a peggiorare), colpendo duramente anche altri Stati come South Carolina, Virginia, Alabama, e Tennessee.

      Nelle aree più colpite, come Old Fort, in North Carolina, i danni sono stati “inimmaginabili”, con strade allagate, ponti crollati, e veicoli danneggiati. Anche le infrastrutture critiche, come le linee elettriche e gli acquedotti, hanno subito danni significativi, complicando ulteriormente le operazioni di soccorso.

       

      Le previsioni e il possibile impatto futuro

      Le conseguenze meteorologiche di eventi estremi come Helene evidenziano l’importanza della raccolta e dell’analisi dei dati climatici. L’interruzione del centro NCEI rappresenta un ostacolo critico, dato che la NOAA monitora e analizza eventi di meteo estremo su scala globale, fornendo informazioni vitali per la sicurezza pubblica e la preparazione alle catastrofi.

      Gli esperti di meteorologia prevedono che fenomeni di questo tipo diventeranno sempre più frequenti e intensi, in parte a causa dei cambiamenti climatici globali. Helene, come altri recenti uragani, ha mostrato un incremento delle precipitazioni e dei venti a causa delle temperature più elevate dell’oceano e delle condizioni atmosferiche favorevoli alla formazione di tempeste di grande potenza.

      L’uragano Helene rappresenta un nuovo esempio di quanto il meteo estremo possa devastare intere regioni, mettendo a rischio vite umane e provocando ingenti danni economici.

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