Novità dai Centri Meteo di Calcolo. Lo abbiamo scritto, il meteo si sta estremizzato, ed è convalidato dalla scienza, nonostante i tentativi di taluni scienziati che cercando di emergere con idee prive di fondamento sostengono il contrario. Ogni evento meteo è sempre la conseguenza del clima, e se questo cambia più rapidamente rispetto al passato, se questo mostra eventi meteo mai visti, è normale avere condizioni atmosferiche di smisurata gravita.
Vi abbiamo ampiamente parlato del Canada, dove sono state raggiungete temperature altissime, mai viste prima, tipiche della Valle della Morte nei deserti nordamericani. Caldo che ha incrementato a dismisura la mortalità nell’estremo nord-ovest degli Stati Uniti d’America e nel Canada occidentale.
Ed ecco che stavolta sarà il Nord Africa, le zone nordafricane mediterranee ad essere interessate da una bolla d’aria caldissima, rovente proveniente direttamente dal Sahara.
Il refrigerio del fine settimana, da lunedì sarà solo un ricordo, in quanto la temperatura tenderà gradualmente a salire, per avere una forte impennata da metà settimana, quando una bolla d’aria rovente proveniente dal Sahara invaderà dapprima la Sardegna per poi investire Italia centrale, quella meridionale e la Sicilia. Sono attesi picchi di temperatura che localmente potranno raggiungere in alcune località interne i 45°C, se non oltre.
Valori di certo estremamente distanti da quelli toccati nel Canada, dove però si è verificata una condizione atmosferica piuttosto anomala, con un anticiclone che ha generato una compressione dell’aria nei bassi strati dell’atmosfera surriscaldandola.
Le attuali stime della nuova ondata di calore sono in via di definizione, i modelli matematici vedono che la massa d’aria molto calda proveniente dal deserto del Sahara, sarà sempre più stabilmente estesa in tutto il Mar Mediterraneo, dove la temperatura media del mese di luglio rischia di superare quella che si ebbe nel lontano 2003, forse.
L’ondata di calore di quest’anno ha origini differenti rispetto a quella che si ebbe quell’anno, quando ci furono anche anticicloni nordafricani, ma con caratteristiche che hanno delle similitudini con quello avvenuto nel Nord America.
Sostanzialmente la massa d’aria tropicale proveniente dal Sahara tenderà a invadere latitudini sempre più settentrionali, generando prolungate e cattive ondate di calore.
C’è solo da augurarsi che non vi siano anticicloni del tipo quelli del 2003, in tal circostanza si potrebbero raggiungere temperature altissime.
E tutto questo caldo, l’invasione verso nord di masse d’aria provenienti dal Sahara stanno determinando una forte siccità su tutti paesi del Mar Mediterraneo e quelli attigui, di gravità maggiore rispetto alla media.
È una condizione che potrebbe favorire l’insorgere, ovviamente per mano di delinquenti incendiari, di incendi. Tale conseguenza sarà da mettere in conto, e le regioni a rischio non si dovrebbero trovare impreparate a tale evento favorevole. Serve fare prevenzione.
Rammentiamo che qualche anno fa, erano i primi anni del 2010, alcuni politici proposero di bandire le previsioni meteo che annunciavano ondate di calore, al fine di impedire che i piromani avessero informazioni ideali per i loro scopi. Eravamo già allora nell’era di Internet, le informazioni meteo sono disponibili ovunque, anche ai piromani. Di certo non si fa prevenzione con la censura, bensì con azioni mirate.
Eppure, anche il 2021 succede che vi siano alcune categorie che si sentono danneggiate dalle previsioni meteo. Essi non tengono conto che queste ormai, a livello locale, le previsioni meteo vengono consultate da fonti estere, diffuse dai motori di ricerca e le grandi multinazionali del web. Ma il capro espiatorio sono le previsioni meteo diffusi in Italia, certamente ben più accurate di quelle disponibili con sistemi automatici dall’America.