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Beh, d’altronde lo sapevamo. Dovete darci atto del fatto che in tempi non sospetti scrivemmo più di due righe sul trend meteo climatico di Aprile.

 

Righe che esprimevano preoccupazioni fondate, righe che evidenziavano un rischio concreto: aprile peggio di marzo. Certezze no, probabilità alte – sì. Non siamo stati smentiti, nonostante la prima metà mensile sia stata caratterizzata da altissime temperature africane no, non siamo stati smentiti.

 

Perché ora si cambia musica, perché da qui in avanti ci sentirete parlare – spesso e volentieri – di freddo, di neve, insomma di un quadro meteorologico tipicamente invernale. Non pretendiamo che nevichi in pianura, questo no, neppure in collina, ma qualche sorpresa a bassa quota potrebbe scapparci.

 

Ed allora ecco che siamo qui, insieme a voi, a scrivere idealmente una lettera ad Aprile. Caro Aprile, grazie di aver supportato la nostra tesi, grazie di averci confermato la bontà delle analisi modellistiche, grazie di averci confermato quanto sia importante dare il giusto peso ai segnali atmosferici.

 

Perché per poter capire come evolverà un quadro meteo climatico v’è necessità di analisi complesse, talvolta dei veri e propri rebus le cui soluzioni sono difficili da scovare. Ma ci siamo riusciti, siamo riusciti a individuare il periodo propizio alle turbolenze atmosferiche di maggior peso.

 

Checché se ne dica Aprile è il mese più turbolento in assoluto, spesso e volentieri è così e dietro tali turbolenze c’è un motivo. Motivo che magari spiegheremo a tempo debito, nel momento in cui avremo tempo e modo di occuparci nuovamente di pattern climatici che regolano la circolazione atmosferica continentale.

 

Fatto sta che Aprile, vuoi o non vuoi, sta rispettando i dettami tattici, sta provando a garantirci un risultato che ci renderebbe orgogliosi del nostro piano gara. Gara che, giustamente, non è ancora finita.

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