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La scoperta di un mammifero del Cretaceo di dimensioni sorprendenti

Il periodo Cretaceo è stato a lungo associato a dinosauri di dimensioni imponenti e mammiferi di piccola taglia. Tuttavia, recenti scoperte nel campo della paleontologia stanno mettendo in discussione questa visione, portando alla luce esemplari di mammiferi antichi di dimensioni notevolmente maggiori rispetto a quanto si pensasse in precedenza. Tra questi, spicca il Patagomaia chainko, un mammifero del tardo Cretaceo il cui peso potrebbe aver raggiunto i 26 chilogrammi.

 

La scoperta in Patagonia

Il Patagomaia chainko è stato scoperto nel sud della Patagonia, in Sud America, e la sua classificazione si basa su frammenti ritrovati del suo arto posteriore e del bacino. Nonostante la scarsezza dei resti, gli esperti sono stati in grado di stimare le dimensioni e l’aspetto generale dell’animale. Le misurazioni dei resti postcranici hanno permesso di confrontare il Patagomaia con mammiferi attuali, come il canide Lycalopex culpaeus, noto anche come volpe andina, sebbene sia più strettamente imparentato con lupi o sciacalli piuttosto che con le vere volpi. In termini di dimensioni, il P. chainko era più grande di una volpe rossa ma più piccolo di un coyote.

Il peso di 26 chilogrammi rappresenta il limite massimo stimato per l’animale, mentre il peso medio stimato per l’esemplare tipo è di circa 14 chilogrammi. Questo dato è particolarmente significativo se si considera che la maggior parte dei mammiferi dell’emisfero nord del Cretaceo aveva una massa corporea inferiore ai 100 grammi, con il 99% di essi che non superava il chilogrammo. Anche le specie precedentemente conosciute come le più grandi del periodo, il Repenomamus del Cretaceo inferiore e il Vintana del Cretaceo superiore, raggiungevano rispettivamente un peso massimo di circa 10 e 8,9 chilogrammi.

 

Indizi sulla forma dell’animale

Analizzando il femore, la tibia, i fianchi e le cavità dell’anca del campione, i ricercatori hanno potuto raccogliere alcuni indizi sulla possibile forma dell’animale. Non sembra avere molto in comune con i monotremi come l’ornitorinco, ma condivide alcune somiglianze con tassi e porcospini.

 

Il Patagomaia chainko è senza dubbio un mammifero teriano, come dimostrano le numerose caratteristiche ritrovate nei suoi resti, tipiche di questa classe e praticamente assenti al di fuori di essa. Tuttavia, l’animale si distingue per la sua unicità, non solo per le dimensioni ma anche per le sue caratteristiche morfologiche.

Nonostante le affinità teriane, il Patagomaia si differenzia dai rappresentanti del Paleogene del Sud America. Non presenta infatti caratteristiche morfologiche che lo possano collegare a nessuno dei cladi di mammiferi frequentemente registrati nei letti del Cretaceo e del Paleogene precoce del Sud America.

Questa nuova scoperta dimostra che le faune di mammiferi del tardo Cretaceo del Sud America erano tassonomicamente diverse, includendo non solo gondwanateri, driolestoidi e monotremi, ma anche teriani primitivi. Il Patagomaia rivela inoltre che l’evoluzione delle grandi dimensioni corporee tra i mammiferi del Cretaceo era più complessa di quanto si pensasse in precedenza.

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Nature Scientific Reports, contribuendo a riscrivere la storia evolutiva dei mammiferi e a fornire nuove prospettive sulla biodiversità del passato.

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