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Scoperta di una nuova specie di delfino di 23 milioni di anni fa

La scoperta di una nuova specie di delfino, vissuta circa 23 milioni di anni fa, ha suscitato grande interesse nella comunità scientifica. Questo antico mammifero marino, denominato Aureia rerehua, si distingue per le sue caratteristiche uniche che lo differenziano dalle altre specie di delfini fossili finora conosciute.

 

Un delfino con denti sottili e delicati

Il fossile di Aureia rerehua, identificato con il codice OU22553, comprende il cranio, i denti, le vertebre e le costole, nonché le ossa dell’orecchio e della mandibola. Il reperto è stato rinvenuto in una cava di calcare nella Valle di Hakataramea, nella regione di Canterbury, in Nuova Zelanda. Il cranio, in particolare, si presenta in uno stato di conservazione eccezionale e rivela dettagli interessanti, come un collo debole e flessibile e denti orientati lateralmente.

Gli scienziati ritengono che Aureia rerehua utilizzasse i suoi denti sottili e delicati come una sorta di gabbia per intrappolare le prede, principalmente piccoli pesci, nelle acque basse. Il nome Aureia deriva dalla parola Māori “aurei”, che significa “spilla per mantello”, in riferimento alla forma dei denti del delfino, mentre rerehua significa “bello”, in omaggio alla straordinaria conservazione del cranio e del viso.

 

Confronto con altre specie fossili di delfini

A. rerehua presenta somiglianze con altri fossili di delfini di un periodo simile, come Otekaikea e Waipatia, condividendo caratteristiche quali denti sporgenti e fosse temporali poco profonde per l’attacco dei muscoli. Dalle dimensioni del cranio, si stima che questo antico delfino misurasse poco meno di 2 metri di lunghezza. All’interno del cranio sono stati trovati 24 denti ancora inseriti nella mandibola e altri 45 denti sciolti nel substrato circostante.

Attraverso un’analisi filogenetica, i ricercatori hanno cercato di collocare A. rerehua all’interno dell’albero evolutivo delle altre specie antiche di delfini. Hanno identificato tre gruppi principali: i delfini di tipo “Waipatia“, con denti molari e denti con molteplici denticoli; il gruppo di tipo “Nihohae“, con crani piatti e corone dentali simili a quelle degli squali; e infine il gruppo di tipo “Otekaikea“, che include la nuova specie e presenta fosse temporali triangolari e corone dentali di diversi tipi.

Diversità morfologica dei denti e strategie di cattura delle prede

I ricercatori ritengono che le diverse morfologie dentali tra i gruppi suggeriscano che questi delfini antichi si nutrissero di prede diverse o adottassero strategie differenti per la cattura delle prede. A. rerehua, in particolare, potrebbe aver cacciato chiudendo rapidamente le mascelle, a differenza di altre specie note con denti seghettati.

 

Un delfino agile nelle acque basse

Si conclude che il delfino A. rerehua si alimentasse probabilmente di prede nelle acque basse, dove intrappolava le specie di pesci all’interno delle sue mascelle a gabbia, dopo averle localizzate con l’ecolocalizzazione. La sua dimensione relativamente piccola e la forma del cranio gli avrebbero consentito velocità e manovrabilità in questo antico habitat.

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Journal Of The Royal Society of New Zealand, contribuendo a incrementare la conoscenza sulle specie di delfini antichi e sulle loro strategie di sopravvivenza in un mondo marino molto diverso da quello attuale.

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