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La psicologia dell’impazienza

L’impazienza è un sentimento comune che tutti abbiamo sperimentato almeno una volta nella vita, ⁤che si tratti di aspettare in ​una lunga fila o ⁤di ‌attendere ​un annuncio importante. Ma cosa si​ nasconde dietro questo stato d’animo e come influisce sulle nostre⁣ decisioni? Una recente ricerca condotta da Annabelle Roberts, ⁣assistente professore di marketing presso l’Università‌ del Texas, si è addentrata nelle‌ complessità dell’impazienza, esaminando come il bisogno di chiusura⁤ influenzi sia il processo decisionale⁣ che il crescente disagio avvertito man mano‌ che si avvicina la fine dell’attesa.

 

Il bisogno di chiusura

In uno dei suoi studi, Roberts, insieme ad Alex Imas e ⁤Ayelet Fishbach⁤ dell’Università di Chicago, ha scoperto che il bisogno di chiusura gioca ⁢un ruolo fondamentale nell’influenzare ⁢l’impazienza. Questo ‍bisogno incide ⁢sulla⁤ scelta intertemporale, ovvero sul valore ⁢relativo che⁣ le persone attribuiscono a una ricompensa immediata rispetto a una futura. Attraverso sette studi condotti online e⁣ in laboratorio, i partecipanti hanno dovuto ​scegliere tra lavorare di più ora​ o aspettare per lavorare di⁣ meno in seguito, ⁢ottenendo lo stesso risultato. I risultati hanno mostrato che⁤ i partecipanti ⁤erano⁤ disposti a pagare‌ di‌ più o a lavorare di più pur ⁤di raggiungere prima la chiusura ⁢desiderata.

 

Nel suo⁢ secondo‌ studio, Roberts‍ ha⁣ esaminato il percorso emotivo ​dell’attesa, scoprendo che⁣ il disagio di⁤ aspettare si intensifica ⁢man mano che si ‍avvicina la fine dell’attesa. In situazioni reali, ‍i partecipanti hanno valutato i loro livelli di ​impazienza mentre aspettavano il primo⁣ vaccino COVID-19 o l’arrivo ⁣del loro autobus‍ nel centro di ⁤Chicago. La‍ loro frustrazione aumentava quanto più si avvicinavano alla‌ fine dell’attesa. Roberts suggerisce che, ⁣per le aziende, è meglio preparare i clienti ad un’attesa più lunga piuttosto che una più breve, in‍ modo che il pacco possa arrivare prima che diventino ​impazienti.

 

Implicazioni pratiche⁤ e future ricerche

Il lavoro di Roberts offre anche ‍lezioni ​importanti su cosa possono fare​ i ‌marketer ⁤per rendere l’attesa meno ​fastidiosa. Ad esempio, ‍le promozioni di marketing come “compra ora, paga dopo” a volte non funzionano perché‍ i consumatori‌ potrebbero non volere lo ‍stress‍ di‍ sapere che un pagamento è in‍ sospeso. Inoltre, potrebbe ​essere meglio informare i clienti di un ritardo all’inizio dell’attesa piuttosto che più⁤ tardi,​ in ⁤modo che possano adeguare di conseguenza le loro aspettative.

Per un‍ progetto di follow-up, Roberts sta ricercando⁢ interventi utili per ‌aiutare le persone a sentirsi più pazienti durante l’attesa. L’obiettivo della sua ricerca è aiutare le persone a gestire ‌meglio le⁢ loro ⁢esperienze di attesa e a prendere decisioni migliori,‍ come risparmiare per il futuro.

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